Anni fa, quando mia figlia Barbara era alle elementari, le maestre proposero ai genitori una gita
scolastica al Museo Egizio di Torino. Essendo programmato per una giornata, io mi opposi.
Obbligare dei bimbi vivaci e curiosi ad un viaggio di oltre seicento chilometri, mi sembrava
eccessivo. Proposi, in alternativa, di portarli al Museo Archeologico di Firenze, che avrebbe
comportato un terzo delle ore di percorrenza (da Carrara) e tempo in più per una visita. Per
convincere le insegnanti, dissi loro quello che probabilmente non sapevano: nel museo
fiorentino, avrebbero potuto vedere la Sezione di Arte Egizia, seconda in Italia per importanza
dopo il grande complesso torinese.





Per il resto, avrebbero potuto offrire ai bambini un percorso
didattico e artistico molto ampio. In una città ricca di musei importantissimi, come gli Uffizi, la
Galleria dell’Accademia, il Bargello, Palazzo Pitti, il Museo di San Marco, l’Archeologico resta un
po’ in ombra e viene normalmente evitato. Tuttavia, esso è tra i più importanti nel nostro paese
(il maggiore a nord di Roma) per le sue importanti collezioni che brevemente analizzeremo:
nelle 11 sale dell’ala egizia, migliaia di reperti tra cui mummie e corredi funebri, la statua del
sacerdote Henat, il pregevole il sarcofago di Cesraperet, il gruppo scultoreo Hathor, una infinità
di oggetti d’uso quotidiano, utilissimi per comprendere la vita di quella operosa ed umile
popolazione.

Molto famoso il Ritratto femminile dell’epoca Fayyum, della tarda epoca in cui era
uso riprodurre sopra il sarcofago i volti dei defunti più importanti. Un incredibile “Carro da
guerra” in osso e legno, un calice di faience (materiale ceramico a base di quarzo con
invetriatura turchese e verde) a base quadrata, che è uno dei due soli esemplari ritrovati al
mondo. Importantissima la Sezione Etrusca, con reperti provenienti dai vari siti archeologici
toscani, con sculture funerarie notevoli in pietra e in alabastro. Notevole l’Urna Mater Natura.
Tra i bronzi, famosissima la Chimera d’Arezzo, restaurata da Benvenuto Cellini, insieme a molte
altre opere. Nella Sezione Greca, da non perdere i due Kouroi detti di Apollo e Apollino Milani,
dal nome del loro donatore al museo. Nella Sezione Romana, da segnalare alcuni bronzi, oltre a
ritratti marmorei, tra cui il detto Idolino, rinvenuto a Pesaro nel 1530. Molto importante anche la
Sezione delle Ceramiche attiche, tra cui spiccano il Vaso Francois, cratere (principalmente
usato per mescolare acqua e vino dai romani) a figure nere e l’Hydria (utilizzato per l’acqua o
come urna cineraria) a figure rosse. L’Archeologico di Firenze, purtroppo, non è ancora stato
completamente rinnovato e si corre il rischio di non poterlo gustare interamente. Nonostante
questo, per bambini ed adulti, è in grado di fornire (a chi non è solito praticare musei
dell’antichità) una ottima base di partenza per comprendere l’arte del passato remoto.
Museo Archeologico Nazionale di Firenze – Via della Colonna, 38 Firenze