L’abilità degli antichi romani di espandere il loro potere militare e politico è nota. Nei loro tentativi
di annessione incontrarono resistenze da molte delle popolazioni italiche, orgogliose e tenaci.
Gli abitanti di Alatri, che appartenevano agli Ernici, erano fieri combattenti e costrinsero i romani
a tre difficili battaglie per sottometterli. Nel 306 a.C, le città Erniche mossero per l’ultima volta
guerra contro Roma, nel timore di perdere la loro indipendenza. Anagni, considerata la loro
capitale, fu costretta a subire la cittadinanza romana.

Alatri riuscì ad ottenere un compromesso,
che le garantì la libera cittadinanza. Scrisse Catone, nel De Agricoltura: “la gente ernica che sa
lavorare i campi, è la più adatta alla guerra, sa vivere lavorando all’aria aperta, sa sopportare la
calura e non cerca rifugio nell’ombra; non è abituata al molle uso dei bagni, non conosce il
divertimento, è di animo semplice, si contenta di poco, è capace di sopportare i lavori più duri,
sa scavare fossati e sostenere pesi…” Una descrizione incompleta, almeno per quanto riguarda
gli antichi abitanti di Alatri. Essi furono scaltri politicamente, ottenendo condizioni favorevoli da
parte dei dominatori, che non concessero neppure ad Anagni e alle altre cittadine erniche.
L’attuale cittadina ha un’acropoli poderosa, con una cinta muraria alta 5/6 metri, dalla geometria
irregolare e lunga circa due chilometri.

E’ stata edificata dai romani e rafforzata nel medioevo
con torri di avvistamento e cinque porte principali. Sovrasta il resto della cittadina ed è visibile in
lontananza per la sua bellezza. Sulla sommità, dove sorgeva uno ierone (un altare della cultura
votiva ernica) la Basilica di San Paolo, di antichissima origine. La facciata, settecentesca, in
pietra e laterizio, ben equilibrata stilisticamente anche grazie al campanile, è stata progettata da
Jacopo Subleyras alla fine del secolo. All’interno, un pergamo eseguito dai Cosmati, con intarsi
pregevoli. Conserva anche una reliquia particolare: un’ostia tramutata in carne, secondo una
credenza popolare e riconosciuta veritiera dalla Chiesa. Molto suggestive “Le Piagge”, quartieri
medievali che si diramano dalle mura all’agorà, tra luci ed ombre.
Nella città bassa il Palazzo Gottifredo, imponente edificio gotico, con una torre e interni
pregevoli. All’interno il Museo Civico. La Collegiata di Santa Maria Maggiore, con una facciata
romanico-gotica in cui compare un grande rosone marmoreo. Nella piazza che la contiene, una
suggestiva ed imponente fontana ottocentesca. Da non perdere una visita alla Chiesa di San
Francesco, gotica, con un portale archiacuto e un bellissimo rosone con raffinate colonnine.
All’interno dell’attiguo convento, utilizzato come centro espositivo, un affresco anonimo
raffigurante Cristo Pantocratore (Colui che domina tutto) al centro di un labirinto.

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