In arrivo “Tribù urbana” il nuovo album attesissimo di inediti di Ermal Meta. Uscirà il 12 marzo e contiene il brano sanremese “Un milione di cose da dirti”.

In arrivo venerdì 12 marzo “Tribù urbana”, il nuovo attesissimo album di inediti di Ermal Meta, già disponibile in pre-order (https://smi.lnk.to/TribuUrbana) e contenente 11 brani inediti, tra cui “Un milione di cose da dirtiI”, brano in gara al 71° Festival di Sanremo, e il singolo attualmente in radio, “No satisfaction”.

“TRIBÙ URBANA” (pubblicato su etichetta Mescal e distribuito da Sony Music) arriva a tre anni di distanza dall’ultimo album in studio, “Non Abbiamo Armi”. La critica sostiene quanto segue. Evidenzia l’altissimo livello di scrittura dell’artista, sia quando dà voce ai sentimenti, sia quando racconta il mondo attraverso storie di vita, guardando negli occhi uno ad uno i componenti della TRIBÙ URBANA, attraverso suoni e parole che diventano i colori distintivi di questo nuovo progetto di Ermal Meta.

Questa la tracklist di “TRIBÙ URBANA”. “Uno”, “Stelle cadenti”, “Un milione di cose da dirti”, “Il destino universale”, “Nina e Sara”, “No Satisfaction”, “Non bastano le mani”, “Un altro sole”, “Gli invisibili”, “Vita da fenomeni”, “Un po’ di pace”.

In arrivo il nuovo attesissimo album di Ermal Meta
Ermal Meta – Foto di Emilio Tini

ERMAL META ha gareggiato al 71° Festival di Sanremo con il brano “UN MILIONE DI COSE DA DIRTI” (testo di Ermal Meta, musica di Ermal Meta e Roberto Cardelli). Una canzone d’amore, una «semplicissima canzone d’amore», dal sound essenziale, pochi accordi per raccontare qualcosa di personale ma capace di risuonare anche a livello universale.

È attualmente in radio il nuovo singolo “No satisfaction” (https://SMI.lnk.to/nosatisfaction), disponibile anche negli store digitali.

È online anche il video ufficiale. Il video sposa la stessa filosofia del brano; l’essere o l’apparire da sempre divide l’umanità ed impegna filosofi e talk show più o meno accreditati, per analizzare come spesso ci si sente – non sempre a proprio agio – con occhi che vedono ma non guardano. La regia di Andrea Folino mette a nudo sia il protagonista che le persone che lui incrocia nel suo cammino che si riempie di dubbi ad ogni passo.

Progetto grafico di Paolo De Francesco

Foto di Emilio Tini

A cura di Joy Cadenasso

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