Agostino Branca (delle ceramiche)

Nato a Specchia (Le), una pittoresca località del Salento (Puglia -Italy) nel 1959. 

Si interessa per anni all’arte della ceramica tradizionale consolidando la sua formazione artistica.

Nel 1987 fonda a Tricase (LE) il proprio atelier; una sorta di laboratorio sperimentale di tecnica e ricerca stilistica. 

 Conferitosi  l’appellativo di “delle ceramiche”,  Agostino Branca propone forme e disegni originali, ispirati alla tradizione reinterpretando in chiave contemporanea forme e disegni tipici.

L’artista ha realizzato pregiate collezioni creative tra cui “gli uccelli della pioggia” (1996), “le conche” (2000), “i gufi” (2006) “gli embrioni” (2015) , “le angeliche” (2015), “le bottiglie mediterrae” (2018). 

Le sue opere personali sono destinate a collezioni e cerimonie prestigiose come i “Golden Globe” assegnati a personalità del mondo del cinema, i “videoclip Award”, i “Premio Specula”destinati al mondo della musica e della cultura, le “Angeliche” presentate presso la sala stampa della Camera dei Deputati a Roma. Ha collaborato con varie riviste e trasmissioni televisive delle reti RAI e private tra cui “Uno mattina” e “Stella di Maurizio Costanzo” trattando argomenti riguardanti la ceramica tradizionale e contemporanea.

La sua recente opera s’intitola “il Bosco”, un’istallazione diffusa costituita da assemblaggi artistici in ceramica raffiguranti degli alberi di fico d’india disposti lungo una stradina del centro storico della città di Tricase. Dirige il laboratorio di ceramica presso l’ospedale di Lecce per conto della fondazione Thun con la quale ha collaborato al progetto di allestimento dell’albero di Natale di Piazza San Pietro, in Vaticano.   

Le sue opere di ceramica contemporanea  sono state esposte in Italia e all’estero presso rinomate gallerie e sedi istituzionali tra cui consolato italiano a New York, il Columbus Centre di Toronto, China Art Espo a Pechino.

Recentemente, in occasione della Cruise 2021, ha realizzato per Cristian Dior la collezione “Tarots”, una serie di 12 piatti in ceramica ispirati ai tarocchi interpretati nella tecnica popolare ceramica.

Il suo atelier di Via Tempio oggi è una bottega aperta a visitatori e artisti interessati ad imparare le tecniche di lavorazione  e rappresenta un discreto vivaio di giovani aspiranti ceramisti.

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