Stagione Teatrale 2022 | 2023

TOR BELLA MONACA

Gli spettacoli dal 14 al 20 novembre 2022

Le proposte del Tor Bella Monaca anche questa settimana si arricchiscono sia di musica, di teatro dai registri civili,  sia di arte attraverso la storia di Peggy Guggenheim.

 Dal 14 al 20 novembre sul palco del teatro capitolino saliranno l’Ensemble Roma Sinfonietta, Elena Arvigo, Mia Benedetta e Chiara Tomarelli e altri protagonisti di questa nuova stagione teatrale

Lunedì 14 novembre si apre nuovamente la settimana culturale del TBM. L’Ensemble Roma Sinfonietta, diretta dal Direttore Manfred Croci, renderà omaggio a uno dei più grandi maestri della cinematografia italiana: Nino Rota. L’Ensemble celebrerà così il sodalizio artistico del Maestro Croci con lo stesso Rota eseguendo le più belle colonne sonore dell’universo Felliniano a cui sarà accostata la musica de “Il padrino” per il film di Francis Ford Coppola.

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro -Anno 2022 promosso da Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali

La programmazione prosegue martedì 15 novembre con Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich e Nagasaki di Kyoko Hayashi. Entrambi gli spettacoli, con il disegno luci a cura di Andrea Narese e per la regia di regia Elena Arvigo, puntano i riflettori su fatti passati che rimandano all’oggi. L’Arvigo, in scena, prosegue il suo percorso che si concentra sul teatro civile, con l’intento di indagare donne imperdonabili, testimoni scomode di realtà difficili: Svetlana Aleksievich e Kyoko Hayashi. Svetlana Aleksievich, premio Nobel per la letteratura nel 2015, ha scritto “Preghiera per Cernobyl”, in cui racconta la grande Storia attraverso piccole storie, che sono soprattutto vicende di donne, vecchie contadine bielorusse accanto a stufe radioattive come piccoli reattori, madri e mogli che hanno visto la carne dei loro uomini (soccorritori ed elicotteristi) intervenuti per spegnere la centrale in fiamme, operai che hanno costruito il sarcofago destinato a contenere il “raggio invisibile” e che stavano lentamente morendo di cancro. Un libro che parla di Cernobyl e del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente: le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Kyoko Hayashi invece è una donna sopravvissuta a Nagasaki che ha lasciato testimonianza proprio nel suo libro “Nagasaki”. I racconti dell’atomica, suddivisi in quattro storie, sviscerano le vicende in presa diretta attraverso i personaggi femminili, narrando quello che accadde a Nagasaki, ma anche di cosa significa vivere da sopravvissuti al disastro. Al centro dei racconti non c’è la “grande storia” ma la messa a nudo dell’animo umano di fronte all’indicibile. Una prosa distaccata e coinvolgente, che ci spinge ad interrogarci su come ognuno di noi avrebbe reagito in una situazione così estrema. Due capitoli oscuri della storia contemporanea: Cernobyl e Hiroshima, 1986 e 1945. L’esplosione di un reattore di una centrale nucleare in Ucraina e lo sgancio della bomba atomica da parte degli americani su una città giapponese, alla fine della seconda guerra mondiale. Hiroshima e Chernobyl. Due eventi che hanno segnato le coscienze degli uomini del secolo breve e di cui ancora piangiamo i postumi. Due eventi simbolo della distruzione e della morte nucleare, indagati attraverso le parole di due testimoni scomode, due imperdonabili.

Dopo lo spettacolo è previsto un breve incontro con l’artista:

• MEMORALIA • Rassegna civile di Teatro e Musica, vincitrice del Bando “Lo Spettacolo dal vivo fuori dal Centro – anno 2022”  • www.memoralia.eu

Mercoledì 16 novembre è la volta di Madonne di BeslanIl progetto e l’adattamento sono a cura di Chiara Tomarelli. Tratto dagli scritti di Anna Politkovskaja, lo spettacolo, con il disegno luci di Michelangelo Vitullo, vede in scena Mia Benedetta e Chiara Tomarelli, accompagnate da Raffaele Toninelli al contrabbasso.

Beslan, la cittadina dell’Ossezia del Nord, nel settembre 2004 è stata vittima di uno dei più feroci attentati terroristici: la scuola elementare n.1 è stata presa di mira, con dentro, al momento dell’assalto, più di 1500 persone, tra adulti e bambini. Una tragedia che, come ci racconta la Politkovskaja, attraverso le testimonianze dirette delle vittime sopravvissute e dei genitori straziati dall’orrore, ha trovato completamente inadeguate e per questo complici, le autorità governative russe, in primis la figura dell’allora presidente Vladimir Putin. L’aspetto che più colpisce è quello di chi è rimasto a Beslan. E in particolare delle madri dei bambini morti o dispersi nella tragedia. Le ‘madonne di Beslan’, come anche le definisce la Politkovskaja, che con la loro forza, la loro fragilità e la loro storia, sono costrette a sopravvivere alla perdita dei propri figli, dei propri bambini. ‘Beslan è una città lasciata a se stessa, una città che sta impazzendo, il cui passare del tempo non placa, anzi acuisce le ferite. Una città che lancia il suo sos umano’.

Dopo lo spettacolo è previsto un breve incontro con gli artisti

• MEMORALIA • Rassegna civile di Teatro e Musica, vincitrice del Bando “Lo Spettacolo dal vivo fuori dal Centro – anno 2022”  • www.memoralia.eu

Nel fine settimana, venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 novembre, “Woman before a glass – Intorno a Peggy Guggenheim” racconterà della vita della Guggenheim e della sua collezione di arte moderna. Dal testo di Lanie Robertson e per la traduzione italiana di Gloria Bianchi, la rappresentazione verterà su quattro quadri recitati interamente dall’attrice Caterina Casini. La Produzione Laboratori Permanenti arricchisce la pièce con i costumi a cura di Stemal Entertainment srl e la scenografia di Stefano Macaione. Caterina Casiniè guidata alla regia da Giles Smith. Il linguaggio disinvolto e trasgressivo, caratteristiche della stessa Peggy, racconta alcuni momenti degli ultimi anni della Guggenheim. Lei comprò Palazzo Venier dei Leoni a Venezia dove raccolse la sua straordinaria collezione d‘arte moderna. Nel testo di Robertson sono ripercorsi i momenti drammatici della guerra, la fuga di Peggy dalla Francia per le persecuzioni naziste, durante la quale nascose tele e sculture tra i piatti e le vettovaglie di cucina, i difficili rapporti con mariti e amanti. Emergono poi i suoi momenti di forza e le sue debolezze: il rapporto conflittuale con la figlia, morta suicida; i rapporti d’affari con le più importanti gallerie e musei del mondo; i suoi rimpianti, le nostalgie e il suo scivolare lento verso la serenità della fine. La figura di Peggy Guggenheim emerge in tutta la sua rilevanza, quale protagonista e interprete di un’epoca fondamentale dell’arte del secondo dopo guerra, che lei ha contribuito a costruire. Il testo dell’autore americano è diretto e capace di farci attraversare il mondo in cui la Guggenheim visse, portandoci a condividere con lei il suo cammino intelligente, irriverente e coraggioso, in quegli anni difficili, in cui grazie alla sua grande capacità visionaria, comprese l’importanza della creazione artistica contemporanea. Protagonista ed interprete sulla scena, la Casini, grazie alle sue molteplici esperienze interpretative, è capace d’impersonare la contemporaneità, attingendo naturalmente al suo grande talento nell’essere attrice della parola e del gesto. Il progetto offre così la possibilità al pubblico di guardare il mondo e l’arte contemporanea attraverso gli occhi di Peggy Guggenheim: ciò che lei ha cercato, indagato, scoperto, sostenuto e promosso.

La settimana si conclude con gli spettacoli dedicati ai bambini.

Venerdì 18 e sabato 19 novembre Il mago del grano” (Teatro Potlach), liberamente ispirato all’omonimo libro di Roberto Lorenzetti, rende omaggio allo studioso Nazareno Strampelli. Di Pino Di Buduo e Irene Rossi e per la regia di Nathalie Mentha la rappresentazione coinvolgerà adulti e piccini. L’attrice si calerà nei panni di più personaggi della storia: Nazareno bambino e poi adulto; il contadino che gli insegna i segreti del grano; la moglie Carlotta che fu anche la sua fedele assistente. “Il mago del grano” dunque racconta la vita e lo studio dell’agronomo italiano che, da un piccolo paese delle Marche, all’inizio del secolo scorso approda nella piana di Rieti. Insieme a sua moglie Carlotta si dedicò alla creazione di una nuova tipologia di grano resistente alle intemperie e alle malattie molti anni prima della “Rivoluzione Verde”: tipologie di grani nuovi e più forti, grazie all’incrocio tra le diverse specie. Consigliato dai 7 anni.

Domenica 20 novembre Clown monello” (Associazione tre civette sul comò) chiude la programmazione. Corrado Ruffini interpreta il Clown Monello, assistente di un famoso mago che tarda ad arrivare allo spettacolo. Il motivo del ritardo è ignoto in quanto non è arrivato alcun tipo di messaggio. Clown Monello cerca di perdere tempo ordinando il palcoscenico e “intonando” più volte e con modalità diverse la melodia d’ingresso della star. Dopo numerose peripezie inizia a stancarsi della situazione e decide di aprire la valigia del mago. Riuscirà da solo a creare qualcosa e ad intrattenere il pubblico o avrà bisogno di un aiuto? Una rappresentazione comica e magica. Dai 4 anni in su.

 In allegato, comunicato stampa con cortese richiesta di diffusione, e foto.

Resto a disposizione per qualsiasi informazione e accrediti stampa.

Cordiali Saluti

Ufficio Stampa

Maresa Palmacci tel. 348 0803972; palmaccimaresa@gmail.com 

Teatro Tor Bella Monaca  – Arena Teatro Tor Bella MonacaVia Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti raggiungibile con Metro C o   Linea Bus 20 
Ampio parcheggio disponibile
Per informazioni e prenotazioni:
Telefono 062010579  (dalle 10:30 alle 19:30)
Messaggi whatsapp  3920650683
promozione@teatrotorbellamonaca.it
Botteghino:   dal martedì  alla domenica dalle 10,30 alle 21,30
www.teatrotorbellamonaca.it – www.teatriincomune.roma.it
Acquisto online su VivaticketBIGLIETTI
intero 12,00 Euro
ridotto 10,00 Euro
giovani 8,00 Euro
GIFT CARD 78,00 Euro (10 ingressi) 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.