a cura di Emilio Capoano redazione

Roma 6 Luglio 2022

Un Fabio Concato non certo imbarazzato dagli applausi, come lui stesso racconta dei suoi esordi, ha deliziato il pubblico in un concerto alla Casa del Jazz di Roma, dove ha miscelato l’esecuzione dei suoi brani storici, sempre presenti dopo 40 anni di carriera, con il dialogare simpaticamente con gli spettatori, scherzando anche sulla validità della musica oggi e con l’augurio che venga ascoltata ancora tra quarantanni come accade con i suoi brani oggi.

Ha ragione lui, perché attualmente è facile avere successo ma è difficile scrivere brani che abbiano contemporaneamente melodia e armonia braccati da Rap, Trap e chi ne ha più ne metta mentre “la canzone”, quella buona,  rimane nel tempo, anche con variazioni sonore e timbriche come quelle che ci ha presentato Concato.

In questo Tour, progettato e voluto dal suo storico manager Massimo Giannettoni,  scomparso recentemente, Fabio Concato si presenta accompagnato da un ottetto jazz “Carovana Tabù”, composto da giovanissimi ma bravissimi esecutori, presentando i suoi brani in versione funk e jazz ma con l’eleganza che ha sempre mostrato nelle sue performance canore.

Il pubblico ha apprezzato, cantando con lui pezzi come “Domenica bestiale”, “Guido piano” e “Fiori di Maggio” ma anche ascoltando con rigoroso silenzio brani emozionanti come “E a quanti amori” e “Gigi”, il brano più amato dallo stesso Concato e dedicato al padre.

Una serata bella, di grande musica italiana, svoltasi con il ritmo e le sonorità che possono offrire ed essere ascoltate in una location come la Casa del Jazz di Roma al Parco dell’Ardeatina.

Unica pecca, quest’anno, la disorganizzata e non omogenea organizzazione per il time di foto e riprese agli addetti alla stampa, mentre chiunque stà ai lati del  palco ed effettua foto e riprese per tutto il concerto.

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