| FESTA DEL CINEMA DI ROMA13|25 ottobre 2026 LE GIURIE DELLA VENTUNESIMA EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA Jan Komasa presiederà la giuria del Concorso Progressive Cinema composta da Alice Braga, Saja Kilani, Carlos Marqués-Marcet e Alessio Rigo de Righi Ludovica Rampoldi sarà presidente della giuria del Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane: al suo fianco, Pauline Loquès e Corneliu Porumboiu Roberto Minervini guiderà la giuria del Premio al Miglior Documentario: con il regista ci saranno Andrea Queralt e Jessica Sarah Rinland La Festa del Cinema di Roma, presieduta da Salvatore Nastasi con la direzione artistica di Paola Malanga, annuncia le giurie della ventunesima edizione, che si svolgerà dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Il regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa presiederà la giuria del Concorso Progressive Cinema, la sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma, affiancato dall’attrice e produttrice brasiliana Alice Braga, l’attrice e poetessa giordana, palestinese e canadese Saja Kilani, il regista, sceneggiatore e montatore spagnolo Carlos Marques-Marcet e il regista e sceneggiatore italo-americano Alessio Rigo de Righi.La giuria assegnerà i seguenti riconoscimenti ai film del Concorso Progressive Cinema: Miglior Film, Gran Premio della Giuria, Miglior regia, Miglior sceneggiatura, Premio alla Miglior attrice, Premio al Miglior attore e il Premio speciale della Giuria, scelto dal Presidente e dai giurati tra altre categorie.Al premio concorreranno diciotto titoli: Brianza di Simone Catania, Ceniza en la boca (Ashes)di Diego Luna, Closure di Michał Marczak, Congo Boy di Rafiki Fariala, Dua di Blerta Basholli, Eurotrash di Frauke Finsterwalder, Gæsten (The Guest)di Mads Mengel, Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, I Love Boosters di Boots Riley, I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard, The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, Mustang di Kasia Smutniak, Sants di Mikel Gurrea, Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls) di Dina Duma, Thit-Thee Khu (Fruit Gathering)di Aung Phyoe, Uļa (Ulya)di Viesturs Kairišs, Voilà, c’est fini di Gustave Kervern e Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi. Particolare attenzione sarà data ai giovani autori con il Premio alla Miglior Opera: una giuria presieduta dalla sceneggiatrice e regista italiana Ludovica Rampoldi con la regista francese Pauline Loquès e il regista, sceneggiatore e produttore romeno Corneliu Porumboiu assegnerà il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane, Main Partner della Festa, fra una selezione trasversale di titoli provenienti da diverse sezioni della Festa.Al premio concorreranno quattordici film. Dalla sezione Progressive Cinema: Congo Boy di Rafiki Fariala, Gæsten (The Guest)di Mads Mengel, Thit-Thee Khu (Fruit Gathering)di Aung Phyoe e Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi. Dalla sezione Freestyle Film: 7 anniversari di Sabrina Iannucci, Bloques erráticos (Erratics)di Thomas Woodroffe, Cambogia di Valerio Lundini, Clementine Orange di Lisa Forslund, Club Kid di Jordan Firstman, Lady di Olive Nwosu, Mecenaten (The Patron)di Julia Thelin, The State of Us di Jake Harvey, Ollie Gardner, Tangles di Leah Nelson e El tren fluvial (The River Train)di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale. Dallo scorso anno, inoltre, la Festa conferisce un premio rivolto alle opere che esplorano il cinema del reale. Una giuria presieduta dal regista italiano Roberto Minervini e composta dalla produttrice spagnola Andrea Queralt e dalla regista argentino-britannica Jessica Sarah Rinland assegnerà il Premio al Miglior Documentario fra una selezione trasversale di titoli provenienti da diverse sezioni della Festa.Al premio concorreranno quattordici documentari. Dalla sezione Progressive Cinema: Closure di Michał Marczak e Mustang di Kasia Smutniak. Dalla sezione Special Screenings: Alea Jacarandas di Hassen Ferhani, Birds of War di Janay Boulos e Abd Alkader Habak, Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre)di Mahsa Karampour, Elza di Eryk Rocha, Un hiver russe (A Russian Winter)di Patric Chiha, Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie di Alex Gibney, Nowruz – Nuovo giorno di Francesco Cannavà, Rehearsals for a Revolution di Pegah Ahangarani, The Secret Reading Club of Kabul di Shakiba Adil ed Elina Hirvonen, La stanza degli altri di Enrico Maisto, Tin Castle di Alexander Murphye e To Hold a Mountain di Biljana Tutorov e Petar Glomazić. GIURIA CONCORSO PROGRESSIVE CINEMA Jan Komasa – PresidenteIl regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa (1981) è membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e insegna alla Scuola di cinema di Łódź. Nel 2020 è stato nominato all’Oscar® per il Miglior film internazionale con Corpus Christi: il titolo si è aggiudicato più di cinquanta premi in circa settanta festival in tutto il mondo e gli è valso anche le nomination come Miglior regista agli European Film Awards, ai Premi Goya e ai Premi César. Nello stesso anno, ha vinto inoltre il Premio per il Miglior film internazionale al Tribeca Film Festival con The Hater. I suoi lavori più recenti includono due lungometraggi in lingua inglese: Anniversary, che ha scalato le classifiche dei titoli più visti su Hulu e su Netflix nel Regno Unito, e Good Boy, distribuito negli Stati Uniti anche con il titolo Heel, prodotto da Jeremy Thomas e Jerzy Skolimowski e presentato in anteprima al Festival di Toronto. Successivamente è stato proiettato anche alla Festa del Cinema di Roma, nel Concorso Progressive Cinema: il film si è aggiudicato il Premio per il Miglior attore, assegnato al giovanissimo protagonista Anson Boon. Komasa è Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dalla Francia; tra le sue onorificenze figurano inoltre la Croce d’Argento al Merito della Polonia e la Medaglia di Bronzo al Merito della Cultura – Gloria Artis. Il suo lavoro spazia oltre i lungometraggi, estendendosi anche alla televisione, ai video musicali e al balletto. Alice BragaL’attrice e produttrice Alice Braga (1983) si è fatta conoscere dal pubblico internazionale nel 2002 grazie al suo ruolo nell’acclamato City of God. Da allora ha proseguito la sua carriera recitando, tra gli altri, in Io sono leggenda, al fianco di Will Smith, nel remake di Predators con Adrien Brody e in Elysium accanto a Matt Damon. Ha da poco concluso le riprese dell’adattamento brasiliano del romanzo d’esordio di Leïla Slimani, In the Garden of the Ogre, diretto da Carolina Javor. Attualmente interpreta Amanda nella serie Dark Matter ed è tra i protagonisti della miniserie Man on Fire. Tra i suoi lavori televisivi più recenti figurano le serie Queen of the South, A Murder at the End of the World e We Are Who We Are, che ha segnato il debutto televisivo di Luca Guadagnino. Tra gli altri film a cui ha preso parte ci sono The Shack, con Sam Worthington e Octavia Spencer; The New Mutants, con Maisie Williams e Anya Taylor-Joy; The Suicide Squad di James Gunn; e Hypnotic di Robert Rodriguez, nel quale recita accanto a Ben Affleck. Ha inoltre fatto parte del cast vocale originale di Soul, premiato nel 2020 con l’Oscar® come Miglior film d’animazione. Saja KilaniSaja Kilani (1998) è un’attrice e poetessa giordana, palestinese e canadese. La sua prima interpretazione in un lungometraggio, Simsim, le è valsa il Premio come Miglior attrice protagonista all’Amman International Film Festival. Di recente ha recitato nel film candidato all’Oscar® La voce di Hind Rajab, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2025, per il quale ha ricevuto il premio come Miglior attrice al Carthage Film Festival. Saja è inoltre membro della European Film Academy. Oltre al cinema, porta le sue poesie sui palcoscenici internazionali: tra le sue apparizioni più recenti figura TEDxIE Madrid. È stata anche protagonista delle copertine di “Vogue Arabia”, “Elle Arabia” e “YUNG”. Carlos Marques-MarcetCarlos Marques-Marcet (1983) è uno sceneggiatore, regista e montatore originario di Barcellona. Inizia la carriera nel mondo del cinema come montatore, per poi esordire alla regia con il lungometraggio 10.000 Km. L’opera – presentata in anteprima mondiale al SXSW Festival, dove si aggiudica lo Special Jury Award – ottiene una nomination agli EFA Discovery Awards e il Premio Goya al Miglior regista esordiente. Fanno seguito i film Anchor & Hope (selezionato a SXSW, Rotterdam e al BFI) e The Days to Come (presentato in concorso a Rotterdam). Il suo lavoro più recente, Polvo serán – Polvere di stelle, ha conquistato il prestigioso Premio della giuria nella Platform Competition al Toronto International Film Festival e ha raccolto numerosi riconoscimenti nei festival internazionali, tra cui il Premio alla Miglior attrice alla Festa del Cinema di Roma, assegnato ad Ángela Molina. Parallelamente all’attività cinematografica, Marques-Marcet vanta una solida carriera come regista televisivo, avendo firmato diverse serie per le principali piattaforme e broadcaster spagnoli, tra cui HBO, Movistar+ e Atresmedia. Alessio Rigo de RighiAlessio Rigo de Righi (1986) è un regista e sceneggiatore italo-americano, nato a Jackson, Mississippi. Ha studiato cinema e letteratura tra Roma e New York e ha vissuto e lavorato anche a Buenos Aires. Il suo percorso cinematografico è legato fin dagli inizi al sodalizio con il regista Matteo Zoppis, con cui ha realizzato il cortometraggio documentario Belva Nera (2013) e Il Solengo (2015), vincitore del Premio per il Miglior Documentario al Torino Film Festival e del premio per il Miglior Film a DocLisboa. Il loro primo lungometraggio di finzione, Re Granchio (2021), è stato presentato alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes e ha vinto il Premio FIPRESCI alla Viennale nello stesso anno. Il film più recente, Testa o Croce? (2025), interpretato da Nadia Tereszkiewicz, Alessandro Borghi e John C. Reilly, è stato presentato in Un Certain Regard al Festival di Cannes e ha vinto il Premio per la Miglior Regia al Tokyo International Film Festival. Sta sviluppando nuovi progetti, tra cui il suo primo lungometraggio personale come regista. GIURIA PREMIO OPERA PRIMA POSTE ITALIANE Ludovica Rampoldi – PresidenteLudovica Rampoldi (1979) ha debuttato alla regia nel 2025 con il film Breve Storia d’Amore – presentato alla Festa del Cinema di Roma e candidato come Miglior esordio ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento – ma da anni lavora come sceneggiatrice per il cinema.Ha collaborato più volte con Marco Bellocchio firmando il copione di Il traditore – per il quale ha vinto il David di Donatello per la Miglior sceneggiatura – di Esterno notte e di Falcon, prossimamente sul set. Ha scritto con Bernardo Bertolucci The Echo Chamber, sceneggiatura che doveva diventare l’ultimo film del regista ma che dopo la sua morte è stata diretta da Andrea Pallaoro (in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026). Tra gli altri film che ha scritto, Primavera diretto da Damiano Michieletto, Il maestro di Andrea Di Stefano, Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, La doppia ora di Giuseppe Capotondi. Per la televisione ha creato e scritto serie di successo, tra cui The Bad Guy, Gomorra, e la trilogia 1992/1993/1994. Pauline LoquèsAppassionata di scrittura, Pauline Loquès (1987) ha iniziato la carriera come giornalista per programmi culturali. Dopo essersi formata come sceneggiatrice e aver realizzato il cortometraggio La Vie de Jeune Fille (2019), ha diretto il suo primo lungometraggio, Nino, presentato in anteprima alla Semaine de la Critique di Cannes e, successivamente, in concorso alla Festa del Cinema di Roma, dove si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria. La storia di un giovane che deve affrontare una malattia ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche nei festival di Montréal, Namur, Varsavia e Valladolid, prima di vincere due Premi César nel 2026: Miglior opera prima e Miglior promessa maschile per Théodore Pellerin. Corneliu PorumboiuCorneliu Porumboiu è nato nel 1975 a Vaslui, in Romania. Nel 2006, ha scritto e diretto il suo primo lungometraggio, A Est di Bucarest, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs e vincitore della Caméra d’Or per la Miglior opera prima e del Label Europa Cinemas, assegnato dagli esercenti. Il film ha ricevuto oltre venti premi nei festival internazionali ed è stato distribuito in più di trenta Paesi. Il suo secondo lungometraggio, Police, Adjective, ha vinto il Premio FIPRESCI e il Premio della giuria nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes ed è stato venduto in oltre sedici territori. Nel 2013 ha presentato al Festival di Locarno When Evening Falls on Bucharest or Metabolism, seguito dal documentario sportivo The Second Game, selezionato nel Forum della Berlinale nel 2014. Il tesoro, da lui scritto e diretto, ha ricevuto il Premio “Un Certain Talent” nella sezione Un Certain Regard nel 2015. Nel 2018 ha realizzato il documentario Infinite Football, selezionato nel Forum della Berlinale. Il suo più recente lungometraggio, La Gomera – L’isola dei fischi, è stato presentato in concorso nel 2019 a Cannes e venduto in cinquantasette Paesi. — GIURIA PREMIO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO Roberto Minervini – PresidenteRoberto Minervini (1970) è un regista italiano che vive e lavora negli Stati Uniti. È considerato uno dei principali autori del cinema del reale, nel quale combina elementi di finzione e osservazione. Dopo aver conseguito nel 2004 un master in Media Studies alla New School di New York, si è trasferito in Texas, dove ha diretto tre lungometraggi: The Passage, Low Tide e Stop the Pounding Heart. La trilogia è stata presentata in festival tra cui Cannes, Venezia, Toronto e Rotterdam. Nel 2014 Stop the Pounding Heart ha vinto il David di Donatello per il Miglior documentario. Il suo quarto film, Louisiana (The Other Side), è stato presentato nel 2015 al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. Che fare quando il mondo è in fiamme?, uscito nel 2018 e vincitore di numerosi premi, è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2024, Minervini è tornato a Cannes con I dannati, un film di finzione ambientato nel passato che unisce realismo e improvvisazione, e gli è valso il Premio per la Miglior regia nella sezione Un Certain Regard. Minervini è anche un produttore affermato e ha collaborato con autori come Lisandro Alonso, Payal Kapadia e Bruno Dumont. Andrea QueraltNata in Spagna e residente a Parigi, Andrea Queralt (1989) fa parte dal 2015 della 4A4 Productions, con cui ha co-prodotto, tra gli altri, Sirāt di Óliver Laxe (Premio della Giuria a Cannes 2025), A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou (Venezia Orizzonti 2026), Mare’s Nest di Ben Rivers (in concorso a Locarno 2025), Pepe di Nelson Carlo de los Santos Arias (Orso d’Argento alla Berlinale 2024), Sobre todo de noche (Foremost by Night) di Víctor Iriarte (Giornate degli Autori a Venezia 2023) e Verrà il fuoco (Fire Will Come) di Óliver Laxe (Premio della Giuria a Cannes Un Certain Regard 2019). Attualmente è impegnata nella produzione dei prossimi lungometraggi di Radu Jude e Shengze Zhu. Parallelamente alla sua attività di produttrice, dal 2025 ricopre anche il ruolo di coordinatrice del FIDLab di Marsiglia. Ha tenuto workshop presso prestigiose istituzioni tra cui il CalArts (California), l’Harvard Film Study Center, il Master in Documentario Creativo dell’UPF, l’ESAV di Marrakech e il Tabakalera di San Sebastián. È stata inoltre membro di giuria in festival internazionali come Cinéma du Réel, FICUNAM, La Roche-sur-Yon, Mar del Plata e Jeonju. Jessica Sarah RinlandLa regista argentino-britannica Jessica Sarah Rinland (1987) ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui una Menzione speciale al Festival di Locarno, il Premio per il Miglior film a DocumentaMadrid e lo Schnitzer Prize del MIT per l’eccellenza nelle arti. Il Flaherty Film Seminar e l’Anthology Film Archives hanno dedicato retrospettive ai suoi film. La sua più recente mostra personale si è tenuta a Tabakalera, a San Sebastián, in Spagna. Ha partecipato a programmi di residenza presso DAAD, Camargo Foundation, Film Studies Center dell’Università di Harvard, Somerset House Studios, MacDowell e Ikusmira Berriak. Ha pubblicato numerosi libri d’artista, tra cui “The Society” (Edition Hors Sujet, 2022). I suoi film sono conservati nelle collezioni del BFI e del MoMA. |