4 Maggio 1978 – 27 Gennaio 1992
DUE INCIDENTI SULLA ROMA – VELLETRI

Il 4 Maggio 1978, alla stazione di Cecchina, la giornata scorreva tranquilla. Il capostazione titolare Giovanni Cara, riceve la segnalazione che il passaggio a livello di Cancelliera (la stazione ancora non c’era) era aperto e non presenziato. Compila la prescrizione “M40” che nel modo di procedere dell’epoca era l’avviso al macchinista di procedere a vista per passaggio a livello aperto. La mette sotto la paletta e il cappello sulla scrivania, pronta per consegnarla al macchinista del treno locale 11406 partito da Velletri alle 10.40.


Mentre esce per dare il verde al treno, condotto da Stefano Morelli di anni all’epoca 36 e Luigi Puliatti di anni all’epoca 33 prende solo la paletta e il cappello, una volta passato il convoglio e rientrato in ufficio si rende conto dell’errore commesso per distrazione. Ma ormai era tardi a Cancelliera il convoglio impatta con un tir condotto da Luigi Colasanti di anni 40.
La scena che si presentò ai soccorritori fu quella delle più gravi, tre vagoni avvolti dalle fiamme e i resti del tir un fiat 690 sparsi ovunque. Dalle lamiere del treno fu estratti i corpi carbonizzati di Remigio Politano un capo deposito di scorta al treno di anni 35 e di Pio Censi, macchinista fuori servizio.
Stefano Morelli , Luigi Puliatti e Luigi Colasanti vennero ricoverati per le gravi ustioni riportate al S. Eugenio , l’unico che non c’è l’ha fatta è stato Stefano Morelli, portando il bilancio delle vittime a tre.

Era un freddo pomeriggio quello del 27 Gennaio 1992, quando da Roma – Termini alle 17.30 con il suo carico di pendolari, Tommaso Cocuzzoli, alla guida del treno diretto Roma – Ciampino – Velletri riceve il verde e parte. Nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo da lì a poco, dopo la regolare fermata a Ciampino.
Il capostazione Sossio Dolce da il verde, senza avvedersi che il locale, partito da Velletri con alla guida Romeo D’Antimi non era ancora entrato in stazione. Un errore che venne subito individuato dall’altro capostazione Alfredo Valente che vedendo uscire dalla stazione il diretto capì subito che erano stati messi uno contro l’altro.
Che hai fatto non doveva partire? Fu questo il grido d’allarme lanciato da Valente e subito partirono telefonate frenetiche a Cecchina – Cancelliera e Santa Maria delle Mole, nel tentativo disperato di fermare Romeo D’Antimi e il suo treno. Ma la risposta fu terribile in tutte e tre le telefonate: “qui è già passato”. Il tempo per far staccare la tensione dal Centro Prenestino non c’era. L’impatto inevitabile avvenne poco dopo la stazione di Casabianca.
Da un primo bilancio risultarono cinque vittime, tre macchinisti Romeo D’Antimi e Gabriele Giammattei che erano sul locale partito da Velletri, Tommaso Cocuzzoli che conduceva il diretto arrivato da Roma, due passeggeri del treno diretto Alberto Zaccagnini e Claudio Milletti entrambi di Velletri, la sesta vittima Costantino Radù venne trovata in un bagno. I feriti furono 190.
Ricordare questi due gravi incidenti è coltivare il valore della memoria. Far si che i giovani sappiano è importante, affinché le vittime non restino avvolte dall’oblio della storia e il loro sacrificio sia il monito affinché certe cose non accadano mai più.
Venerdì 27 Gennaio ci troveremo nel pomeriggio sui luoghi dei due incidenti per la deposizione di due mazzi di fiori, alle 17,30 presso la Cattedrale di Velletri sarà celebrata una Messa in suffragio delle vittime. Mentre alle 18.30 alla stazione di Velletri ci sarà la commemorazione ufficiale.

L’invito è rivolto alla cittadinanza tutta a partecipare affinché il ricordo di Stefano – Remigio – Pio – Tommaso – Romeo – Gabriele – Alberto – Claudio – Costantino resti vivo.

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