Roma, 25 novembre 2025 – “Oggi ho presentato in Assemblea Capitolina la mozione che impegna il Sindaco e la Giunta a promuovere tutte le azioni possibili per la tutela dei diritti umani e per la richiesta di grazia e la sospensione delle condanne alle attiviste Pakhshan Azizi, Verisheh Moradi e Sharifeh Mohammadi attraverso atti simbolici e iniziative di diplomazia civica” dichiara la Consigliera capitolina di Roma Futura Tiziana Biolghini.

“In particolare, s’impegna Roma Capitale a chiedere ufficialmente la grazia e la sospensione immediata delle condanne a morte nei confronti di Pakhshan Azizi e Verisheh Moradi, nonché la revisione della pena inflitta a Sharifeh Mohammadi; a inviare formale comunicazione all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e agli organismi europei competenti, sollecitando un intervento diplomatico per la difesa delle tre attiviste; a patrocinare e promuovere pubbliche iniziative di sensibilizzazione; a sostenere la costituzione di una rete cittadina permanente, che coinvolga associ-azioni femministe, ONG, università, scuole, realtà culturali e comunità iraniane, per co-ordinare una campagna di pressione civile e di informazione sui diritti umani in Iran” prosegue Biolghini.

“L’approvazione di questa mozione da parte dell’Aula nel giorno in cui si celebra la giornata contro la violenza sulle donne sottolinea ancor più il valore di questo atto. Le tre attiviste rappresentano figure emblematiche del movimento Donna, Vita, Libertà, che denuncia pacificamente le discriminazioni di genere, le violenze istituzionali e la repressione politica in Iran. Ringrazio le colleghe Consigliere Nella Converti e Valeria Baglio che hanno condiviso con me questa iniziativa consiliare” conclude Biolghini.

L’Iran continua a fare un uso esteso della pena capitale, anche nei confronti di cittadini e cittadine impegnati pacificamente nella difesa dei diritti umani, come denunciato da Amnesty International e da Iran Human Rights, che nel solo 2025 documentano oltre 1300 esecuzioni.

Parisa Nazari, attivista iraniana operante in Italia, con il movimento Women Life Freedom for Peace & Justice, ha documentato e portato all’attenzione delle istituzioni locali la gravissima situazione di tre attiviste condannate a morte in seguito a processi iniqui, sottoposte a torture, maltrattamenti e detenzione arbitraria.

Pakhshan Azizi

· È operatrice umanitaria curda, impegnata per anni nell’assistenza a donne e bambini sfollati in Siria e Iraq.

· Arrestata arbitrariamente il 4 agosto 2023 e sottoposta a sparizione forzata e cinque mesi di isolamento, è stata torturata per estorcere false confessioni.

· Condannata a morte nel luglio 2024 in un processo gravemente iniquo.

Verisheh Moradi

· Dissidente curda, arrestata con violenza mentre gli agenti sparavano sull’auto in cui viaggiava.

· Ha denunciato torture e condizioni detentive particolarmente dure, mai investigate dalle autorità.

· È stata condannata a morte nel novembre 2024 al termine di un processo non con-forme agli standard internazionali.

Sharifeh Mohammadi

· Attivista per i diritti dei lavoratori e prigioniera politica.

· Arrestata nel dicembre 2023 e condannata a morte nel luglio 2024 sulla base di accuse infondate.

· La Corte Suprema ha prima annullato e poi nuovamente confermato la condanna, fino alla commutazione in 30 anni di reclusione il 29 ottobre 2025, grazie alla pressione internazionale. La mobilitazione internazionale è risultata determinante per ottenere la commutazione della condanna a Sharifeh Mohammadi, dimostrando l’efficacia della pressione civile e delle istituzioni democratiche.

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