Tor Bella Monaca

Spettacoli dal 21 al 31 maggio

Tre pecore viziose dal 21 al 24 maggio è il testo scritto da Eduardo Scarpetta
diretto da Giuseppe Sorvillo con Bruno Arcangeletti, Chiara Capobianchi, Marco Colanera, Francesco Colletti, Carolina Corvisieri, Pasquale De Martino, Giuseppe Gareri, Donatella Giuliani, Monica La Colla, Anna Maria Mininni, Anna Maria Tirimagni e Daniela Vitale. In una famiglia mantenuta e dominata da una donna autoritaria e benestante (Beatrice), vivono tre uomini nullafacenti: Fortunato (marito di Beatrice), Camillo (vedovo, fratello di Beatrice) e Felice (marito di Virginia, figlia di Camillo). I tre uomini, all’insaputa l’uno dell’altro, sono amanti di tre amiche sarte. Queste, una sera, organizzano una cena con i tre che credono i loro promessi sposi. Sul più bello, avvisata da una lettera anonima, Beatrice piomba a casa delle sarte e scopre la tresca. Come finirà?

Dal 22 al 24 maggio Panda Activity. Una commedia assurda di sopravvivenza domestica.  Lo spettacolo è scritto e diretto da Enrico Maria Falconi  sul palco con  Ramona Gargano, Andrea Standardi, Chiara Di Zopito, Federica Corda, Filippo Granati. In un appartamento disordinato, dove la vita sembra essersi fermata tra scatoloni, cibo sparso e tensioni quotidiane, quattro persone si ritrovano coinvolte in una situazione tanto improbabile quanto irresistibilmente comica. Un misterioso scatolone, strani rumori provenienti dalla cucina e una serie di decisioni sbagliate porteranno i protagonisti in un vortice di equivoci, paure e follia domestica. Tra strategie improbabili, discussioni surreali e tentativi disperati di mantenere la calma… qualcosa continua a fare CRUNCH…

Dal 26 al 28 maggio è la volta di I Care, lettere a una professoressa di e con Claudio Ascoli
con la partecipazione di Sissi Abbondanza e Monica Fabbri. Da molti anni i Chille de la balanza, storica compagnia del teatro di ricerca italiano, si occupano di don Lorenzo Milani e di Lettera a una professoressa. Già nel 2011 produssero uno spettacolo a partire dal libro simbolo della rivoluzione nella Scuola italiana negli anni sessanta, spettacolo proposto in prima assoluta all’interno del progetto sulla Marcia a Barbiana e poi in decine di repliche in tutt’Italia. Ne fecero una seconda edizione nel 2017 e una terza nuovissima quest’anno, in occasione del centenario della nascita di Don Milani. La “Lettera” dei Chille è nata in collaborazione con gli allievi della Scuola di Barbiana (e tra essi Nevio Santini, Francuccio Gesualdi, Aldo Bozzolini e Paolo Landi) e il coinvolgimento creativo di molte persone che collaborarono con Don Milani – primo fra tutti il giornalista Giorgio Pecorini – o ne studiarono l’opera, come il linguista Tullio De Mauro. Lo spettacolo dei Chille propone una messinscena coinvolgente e con tre diverse scritture collettive. Come la “Lettera” fu una creazione collettiva di sei allievi sotto la guida del Priore, lo spettacolo dei Chille ne propone addirittura tre con la partecipazione attiva degli spettatori chiamati subito anche a costruire la stanza di Barbiana. Claudio Ascoli narra la vita di don Lorenzo (parole ed avvenimenti). L’Imparar facendo è opera di Sissi Abbondanza che costruisce con gli spettatori una scultura alla Duchamp assemblando materiali ed elementi presenti nei luoghi milaniani. Infine SignoraB (Monica Fabbri) – autrice del libro Ho disegnato “Lettera a una professoressa” – invita il pubblico a disegnare quanto accade nella serata-spettacolo per realizzare appunto una creazione collettiva.
Tre diversi momenti, a partire dalla storica Lettera, le cui parole nell’appassionata lettura di Ascoli via via invadono l’intero spazio teatrale. Alla fine della rappresentazione, appare assolutamente attuale la complessa riflessione milaniana sulla società italiana e soprattutto sulla Scuola. Nella Lettera ai giudici Don Lorenzo infatti osservava: “La scuola è diversa dall’aula del tribunale. Per voi magistrati vale solo ciò che è legge stabilita. La scuola invece siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. E’ l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (e in questo somiglia alla vostra funzione), dall’altro la volontà di leggi migliori cioè il senso politico (e in questo si differenzia dalla vostra funzione). (…) Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservare quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate.”

Il 28 maggio alle ore 21.00 in scena Le Beatrici, adattamento teatrale di Sara Zappalà su testo di Stefano Benni, con Antonina Lucantonio, Sara Margiotta Catia Sfregola, Silvana Costa, Enza Mammoliti, Valeria Sfregola, Maria Rita Gentile, Veronica Gravino. Lo spettacolo racconta momenti di vita tutta al femminile. Monologhi di donne perse nelle loro apparenti, semplici e banali vite con una intensità emotiva disarmante e con azioni alquanto bizzarre. Come non perdersi tra le storie di queste forti e decise personalità, ma spesso anche deboli ed ingenue. Nonostante il tempo passi la situazione delle donne purtroppo per certi versi è ancora la stessa e come si dice “L’uomo è sempre uguale a se stesso“. L’ autore dissacra il ritratto femminile idealizzato come una donna buona e gentile. Ognuna di loro è lo specchio senza filtro delle brutture della nostra società: talvolta dolce ma talvolta anche spietata, forse addirittura crudele.

Il valore affettivo del pesce è il testo di Ketty Di Porto sul palco con Amedeo Carlo Capitanelli
diretti da Daniele Aureli, in scena il 29 maggio. Cosa succede quando il sogno si fa racconto e il bisogno di cura prende voce? Il valore affettivo del pesce è un viaggio emotivo e ironico tra dialoghi vivi, ricordi disordinati, sogni che parlano più delle parole. Una donna, un amico, un padre, una psichiatra: quattro presenze – reali, simboliche, affettive – per attraversare un’esperienza che è insieme intima e universale. Un testo che tocca la salute mentale senza retorica, con delicatezza e lucidità, restituendo umanità a un tema spesso relegato ai margini. Un racconto sul cambiamento, sulla fragilità, sulla forza. Sulle relazioni, quelle che fanno male, quelle che salvano. E sul pesce. Sì, anche sul pesce. Perché a volte il valore affettivo si nasconde proprio nelle piccole cose. Uno spettacolo che fa ridere e commuove, che parla al cuore e alla mente, e che ci ricorda quanto sia rivoluzionario – e necessario – prendersi cura.

Dica Duca il 30 e 31 maggio scritto e diretto da Simone Luciani, per la direzione artistica Enrico Maria Falconi con Simone Luciani, Patrizio De Paolis, Rosaria Caruso, Sara Gianvincenzi, Matteo Tusculano, Daniele Bonamano. Roma, 1918. La Prima Guerra Mondiale è appena finita e nel palazzo dei decaduti Duchi degli Ulivi il tempo sembra essersi fermato. Tra ricordi di grandezza passata e difficoltà economiche sempre più evidenti, la famiglia tenta disperatamente di salvare le apparenze. Adelmo, duca per titolo ma non per carattere, vorrebbe guidare la famiglia ma finisce puntualmente schiacciato dalla volontà della duchessa madre Adelaide, papista inflessibile e custode di un mondo ormai tramontato. L’equilibrio precario della casa è tenuto insieme dal fedele cameriere Mario, unico superstite della servitù di un tempo, pratico, ironico e molto più lucido dei suoi nobili padroni. La possibile salvezza arriva dall’America: Scarlett, giovane e ingenua ereditiera, potrebbe sposare Alberto, ultimo erede della famiglia, portando con sé una dote di due milioni di dollari. Ma il ritorno di Alberto dalla guerra porta con sé una verità inattesa: il suo amico d’armi Tonino non è affatto un conte e tra i due esiste un amore che i genitori non immaginano.
Tra scambi di identità, inganni “a fin di bene”, nobiltà decaduta e ambizioni economiche, la situazione precipita in una farsa travolgente dove l’unica via d’uscita sembra essere la più assurda: il cameriere Mario dovrà diventare… duca. Una commedia brillante, veloce e piena di citazioni della grande tradizione comica italiana, che tra equivoci e risate affronta con leggerezza temi sorprendentemente attuali.

SPETTACOLI ORE 21; DOMENICA ORE 17:30

Teatro Tor Bella Monaca  – Arena Teatro Tor Bella Monaca

Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti raggiungibile con Metro C o   Linea Bus 20 
Ampio parcheggio disponibile


Per informazioni e prenotazioni:
Telefono 062010579  (dalle 10:30 alle 19:30)
Messaggi whatsapp  3920650683
promozione@teatrotorbellamonaca.it


Botteghino:   dal martedì  alla domenica dalle 10,30 alle 21,30
www.teatrotorbellamonaca.it – www.teatriincomune.roma.it
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BIGLIETTI
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