Direzione Artistica Roberta Torre
SABATO 7 MARZO ORE 21.00 – DOMENICA 8 MARZO ORE 17.30
I corpi di Elizabeth
di Ella Hickson
traduzione Monica Capuani
regia Cristina Crippa e Elio De Capitani
con Elena Russo Arman (Catherine Parr, Mary Tudor, Elizabeth Regina)
Maria Caggianelli Villani (Elizabeth Principessa, Katherine Grey, lavandaia)
Enzo Curcurù (Seymour, Dudley)
Cristian Giammarini (Cecil)
scene Carlo Sala
costumi Ferdinando Bruni
luci Giacomo Marettelli Priorelli
suono Gianfranco Turco

produzione Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile del Veneto
Un cast perfetto per un testo incalzante e sorprendente, scritto per parlare al pubblico di oggi attraverso la
lente di una vita unica nel suo genere, di un potere al femminile che ha dovuto sublimarsi nella condizione di
Regina Vergine. Al Teatro Pirandello di Agrigento approda il maestoso spettacolo I CORPI DI ELIZABETH di Ella
Hickson con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani. Nei panni della regina Elizabeth Elena Russo Arman
(che interpreta anche Catherine Seymour e Mary Tudor), mentre Maria Caggianelli Villani sarà la principessa
Elizabeth e anche la giovane Kathrine Grey. L’intrigante Cecil è Cristian Giammarini, mentre Enzo Curcurù
interpreta sia Thomas Seymour che Robert Dudley. In scena Sabato 7 marzo alle ore 21.00 e domenica 8
marzo alle ore 17.30.
La drammaturgia contemporanea in lingua inglese, ormai da decenni, è per il Teatro dell’Elfo un territorio di
folgoranti scoperte, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo, sia quando gli autori
guardano alla cronaca, sia quando scandagliano le pieghe della storia. Ne è un esempio emblematico I corpi di
Elizabeth (in originale Swive [Elizabeth]), che ha debuttato nel gennaio 2024; un’opera inedita in Italia
dell’autrice britannica Ella Hickson (1985), già applauditissima e premiata in patria.
Cuore del testo (tradotto da Monica Capuani) è la carnalità di Elizabeth I, il suo corpo, o meglio i suoi corpi,
come sottolinea il titolo italiano: un corpo politico con cui la regina d’Inghilterra costruisce il proprio potere e
uno sensuale privato. In un’ambientazione ‘storica’ e al tempo stesso ‘pop’ (basti pensare ai tanti film e alle
serie di successo dedicate alla vita di questa sovrana) si muovono personaggi radicalmente contemporanei. A
renderli così attuali è la scrittura rapida e tagliente della Hickson e la sua capacità di indagare una rete di
relazioni di potere intrisa di desiderio. Ed è la regia a quattro mani di Cristina Crippa e Elio De Capitani a
riuscire a illuminare in profondità i contrasti tra maschile e femminile, quelli di ieri come quelli di oggi.
Elisabetta I, l’unica donna non sposata a governare l’Inghilterra, regnò per quarantaquattro anni con astuzia,
seduzione e intelligenza. Questa commedia ci porta nel cuore della sua ascesa al potere in una società
fortemente patriarcale, nella quale comprese ben presto di non potersi permettere sentimenti che la
rendessero debole, assoggettandola a un amante o, men che meno, a un marito. Tre cose possedeva: una
mente fuori dal comune, una passione carnale fuori dal comune, una capacità di autocontrollo fuori dal
comune, che le permise di sopravvivere a pericoli inimmaginabili.
Cristina Crippa ed Elio De Capitani ambientano lo spettacolo nella scenografia di Carlo Sala, dove il trono e gli
arredi essenziali sono ambientati tra preziosi velari, ricamati con grandi motivi floreali (tralci di cardo, simbolo
dei Tudor, insieme alle rose e al trifoglio). Ugualmente preziosi sono i costumi disegnati da Ferdinando Bruni e
realizzati dalla sartoria dell’Elfo.
Il testo è costruito sullo sdoppiamento del ruolo di Elizabeth nei corpi di due diverse attrici, interpreti della
giovane principessa e della regina, donne nelle quali cresce la consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare
nel viaggio verso il trono.
Le prime scene vedono protagonisti Elisabetta principessa e accanto a lei la sua matrigna e tutrice Catherine
Parr (ultima moglie di Enrico VIII) con il suo amante Thomas Seymour, fratello di Edward Seymour, Lord
protettore del giovanissimo re Edoardo VI. È una sensuale convivenza a tre che si nutre di rapporti ambigui, tra
seduzione e calcolo politico. Quando Elizabeth deve scegliere, a soli quindici anni, tra un amore passionale e
un destino regale, sa fare la scelta, dolorosa ma essenziale che le garantisce per salva la vita e la reputazione.
Ma non ha tempo di gioirne. Muore il fratello, la sorella Mary – Maria la sanguinaria – cattolica intransigente,
diventa regina. Il pericolo nuovamente incombe: Elizabeth è nuovamente confinata nella Torre e a rischio di
decapitazione. Anche questa volta se la cava, recitando la sua parte con astuzia e maestria.
Maria muore ed Elizabeth principessa cede il passo ad Elizabeth regina, con il suo fido consigliere Cecil e il suo
amante, Lord Robert Dudley, per cui ha una passione travolgente. Ma la sua corona e la sua vita sono in bilico:
da un lato Mary Stuard trama contro di lei con i nobili di parte cattolica, dall’altro Cecil e il parlamento
premono affinché accetti di sposarsi tessendo attraverso il matrimonio un’alleanza con una potenza
continentale e dando al regno un erede, possibilmente maschio. È ancora il suo corpo al centro del gioco
politico.
Come riuscirà a uscire da tutto questo Elizabeth? Il modo in cui Ella Hickson ha saputo renderlo in forma
teatrale è il segreto di questo copione.
Ella Hickson, drammaturga premiata e applaudita in Gran Bretagna, negli Usa e in molto paesi europei, è nata nel 1985,
cresciuta nel Surrey e vive attualmente a Londra. È membro della Royal Society of Literature, insegna all’Università di
Oxford ed è artista associata dell’Old Vic Theatre.
Swive [Elizabeth] ha debuttato al Sam Wanamaker Playhouse (commissionato dal Globe di Londra) nel dicembre 2019,
diretto da Natalie Abrahami. Tra i lavori firmati dalla Hickson: Anna, progetto con il sound designer Ben and Max
Ringham, in scena nel 2019 al National Theatre; The Writer, debuttato all’Almeida Theatre nel 2018 (regia di Carrie
Crackel, protagonista Anne-Marie Duff), che in un raffinato gioco meta-teatrale fa emergere i temi centrali di questa
autrice, in particolare il ruolo della donna nel teatro e nella società; Oil (Almeida Theatre, Londra, 2016); Wendy & Peter
Pan (Royal Shakespeare Company, 2013); Riot Girls (Radio 4); Boys (Nuffield Theatre, Southampton/Headlong
Theatre/HighTide Festival Theatre, 2012); The Authorised Kate Bane (Grid Iron/Traverse Theatre, 2012); Rightfully
Mine(Radio 4); Precious Little Talent (Trafalgar Studios/Tantrums Productions, 2011), Hot Mess (Arcola Tent/Tantrums
Productions, 2010) ed Eight (Trafalgar Studios/Bedlam Theatre, Edinburgo, 2008/9).
Il testo The Writer è in uscita per l’editore Nowhere Books, a cura di Jacopo Giacomoni per la traduzione di Monica
Capuani.
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ORARI SPETTACOLO
Sabato 7 Marzo Ore 21.00 – Domenica 8 Marzo Ore 17.30