a cura di Oriano Bertoloni redazione e curatore rubrica ” I LUOGHI DELL’ARTE “

Tarquinia è stata una delle più importanti città etrusche. Soggiogata da Roma, contribuì con tre re (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) alla formazione dell’amalgama di popoli, uniti anche dal latino come lingua prevalente, che costituì la prima idea di una Italia unita. Rappresenta, con le sue necropoli ed il suo museo, uno dei luoghi più completi in cui è possibile comprendere lo sviluppo di un popolo italico antichissimo, che solo da alcuni anni è riconosciuto come autoctono e non di origini greche od orientali. Dediti ad un rispetto assoluto per i defunti,

sono ancora oggi considerati misteriosi per quella riservatezza che esprimevano ed anche per l’apparente mancanza di mire espansionistiche che dovevano essere alla base della loro cultura. Il fascino del silenzio e della cura delle colture agricole, doveva costituire la base delle loro attività, che comprendevano anche fitti scambi commerciali con i greci, che probabilmente avevano un certo rispetto per un popolo laborioso e scaltro, dedito al commercio e poco incline al combattimento.

Nella città attuale, gli edifici etruschi sono stati per la maggior parte seppelliti o distrutti. Solo alcuni tratti delle mura e i resti più evidenti di un grande tempio in tufo, detto “Ara della regina”, sono le testimonianze della loro antica presenza.

Ma le necropoli sono state in larga parte preservate. La più importante, detta “Dei Monterozzi”, conserva nelle tombe ipogee una grande quantità di affreschi. I più interessanti si trovano nelle tombe “Del Guerriero”; “Delle leonesse”; “Degli auguri” e “del Leopardo”. Scendere all’interno di quelle camere, perfettamente conservate, è un’emozione a cui non si può rinunciare. Ispirate all’arte greca, sono un ampio campionario delle attività di quel popolo, con un uso dei colori molto ricco e un’estro pittorico notevole. Saranno le fonti di ispirazione per la pittura romana che avrà la sua massima espressione a Pompei ed Ercolano, e che contribuiranno alla nascita dell’arte italiana in epoca medievale.

In città, un edificio gotico/ rinascimentale pregevole come Palazzo Vitelleschi, è sede del “Museo Archeologico Nazionale”. Contiene una delle maggiori raccolte di Arte etrusca, provenienti dalle immense necropoli attigue. Famosi i “Cavalli alati”, un rilievo che ornava il tempio già citato dell’”Ara della regina”. Importante anche il “Vaso di Bochiria”, proveniente dalla tomba di un faraone egizio e molti vasi greci. Sono le testimonianze dei contatti tra l’originario popolo dell’Etruria e i popoli mediterranei. Le influenze, anche di tipo religioso (Culto dei morti egizio e amore per la pittura greca), sono il segno di un genuino rispetto di un popolo umile e curioso, aperto verso le esperienze culturali molto lontane dalle loro.

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