SPAZIO ROSSELLINI
Domenica 8 Febbraio 2026 ore 18.00
Compagnia Carullo Minasi
presenta
Due passi sono
di Carullo-Minasi
regia, testi ed interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
scene e costumi Cinzia Muscolino
disegno luci Roberto Bonaventura
aiuto regia Roberto Bitto
produzione Carullo-Minasi e Il Castello di Sancio Panza
Premio Scenario per Ustica 2011
Premio In-Box 2012
Premio Internazionale T. Pomodoro 2013
Domenica 8 febbraio 2026, alle ore 18.00, a Spazio Rossellini, la Compagnia Carullo Minasi
presenta “Due passi sono”, regia, testi ed interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana
Minasi. A distanza di molto tempo dal suo ultimo passaggio romano, lo spettacolo torna in scena
come uno dei lavori che hanno contribuito in modo decisivo a delineare il profilo artistico della
compagnia: un’opera che appartiene alla fase fondativa del loro percorso e che ancora oggi ne
restituisce con chiarezza la postura poetica, etica e formale.
Il ritorno di Due passi sono si inscrive all’interno di un quadro più ampio: dal 2 all’8 febbraio,
Carullo Minasi sarà in residenza artistica a Spazio Rossellini per la lavorazione del nuovo
progetto “Asja Lacis. La donna che fa parlare la storia”, componendo un attraversamento che
mette in relazione repertorio e ricerca, memoria e nascita, origine e divenire.
Sinossi di “Due passi sono”
Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco
dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto,
dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase
febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata
condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui
sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro
carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo
vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare.
Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di
suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia. Vogliamo, tra le
righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa la possibilità di
realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità
della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui
egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme
ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a
ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella
speranza della stessa, e non nella morte avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla
in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate, paure di questo percorso di
conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove
nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in ogni
cuore.
Residenza artistica 2 – 8 febbraio 2026 Spazio Rossellini
Asja Lacis
La donna che fa parlare la storia
Di e con Cristiana Minasi Viola, voce, elettronica Irida Gjergji
Drammaturgia Silvia Bragonzi
Consulenza registica Giuseppe Carullo Consulenza scientifica Alessio Bergamo
Produzione Carullo-Minasi
Collaborazione Pim Off Milano, Atcl Spazio Rossellini, Teatri di Vetro
Il progetto nasce con l’intento di raccontare la straordinaria vita di Asja Lacis, regista, pedagoga e
rivoluzionaria del Novecento. Figura fondamentale ma per troppo tempo trascurata dalla storia
ufficiale, Asja emerge in tutta la sua potenza, intrecciando il suo destino con quello di Walter Benjamin,
con cui condivise un intenso confronto intellettuale, una liaison dangereuse e una passione per la
rivoluzione.
Dalla sua infanzia difficile in Lettonia, alla giovinezza a Pietroburgo, fino alla partecipazione alla
Rivoluzione russa e alla creazione del Teatro Proletario dei bambini, Asja ha sfidato le convenzioni
artistiche e sociali, proponendo il teatro come strumento di cambiamento. La sua forza, il coraggio e
l’indipendenza si raccontano attraverso un mosaico d’incontri e luoghi, in cui emergono le sue
relazioni con uomini come Benjamin, Brecht e Mejerchol’d.
Lo spettacolo si propone come un atto di resistenza e riflessione sulla storia e sul teatro, ampliando le
prospettive e moltiplicando i punti di vista. La sua vita è legata indissolubilmente alla sua pratica
artistica e alla pedagogia avanguardista, la sua esperienza ha lasciato un segno indelebile nella
cultura del Novecento, sfidando le convenzioni e ridefinendo i confini tra arte e politica. Questo
lavoro vuole omaggiare una pioniera che ha saputo trasformare il suo impegno in un faro di
cambiamento, anche a costo della propria vita e libertà.
Il processo creativo prende spunto dal Manifesto proletario dei bambini di strada, scritto da Walter
Benjamin grazie ai dialoghi con Asja a Capri nel 1924. Lo spettacolo invita ad entrare in questo gioco
creativo, ereditando dal lavoro di Asja un metodo che è insieme ricerca, gioco e libertà, una jam
session in cui ogni componente contribuisce a una visione collettiva. La sua visione del teatro come
strumento di trasformazione e resistenza trova nuova vita in una sintesi di frammenti, lettere e
suoni, ridando voce a una donna che, attraverso la Rivoluzione russa ha saputo fare del teatro un
luogo di lotta, cambiamento e sperimentazione.
Prossime tappe del percorso
- Roma | 2–8 febbraio → quarta residenza a Spazio Rossellini
- Milano | 16 aprile → presentazione del primo studio per la rassegna Nessun Confine di Spazio Teatro
89 - Ravenna| 10 maggio → anteprima presso Polis Festival
Biografia
La Compagnia Carullo-Minasi nasce nel 2011 dall’incontro artistico tra Cristiana Minasi e Giuseppe
Carullo e sviluppa un teatro essenziale, poetico e filosofico, capace di unire ironia, rigore e prossimità
con il pubblico. Il gruppo lavora attraversando teatri, spazi urbani e contesti non convenzionali,
costruendo una relazione scenica che coinvolge comunità e territori.
Nel corso degli anni riceve numerosi riconoscimenti tra cui il “Premio Scenario per Ustica 2011”, il
“Premio In-Box 2012”, il “Premio Internazionale Teresa Pomodoro 2013”, i “Teatri del Sacro 2013 e
2015”, il “Premio Forever Young 2016”, il “Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro ANCT
2017”, il “Premio Adolfo Celi 2018” e il “Premio del Pubblico Voci dell’Anima 2024”.
Il repertorio della compagnia comprende i titoli “Due passi sono”, “T/Empio, critica della ragion
giusta”, “Conferenza tragicheffimera”, “De revolutionibus – sulla miseria del genere umano”, “Delirio
bizzarro”, “Marionette che passione!”, “Patruni e Sutta, peripezie della libertà”, “Umanità nuova,
cronaca di una mancata rivoluzione”. Parallelamente, la compagnia porta avanti progetti site-
specific e percorsi di teatro comunitario come “Deliverytheater”, “Tramonti Festival”, “La scuola del
teatro”, “Il paesaggio del teatro” e “Essere paesaggio, rifondare il mondo a partire
dall’immaginazione”. La Compagnia continua a esplorare il dialogo tra arte e comunità, costruendo
spazi condivisi di pensiero e immaginazione. La ricerca teorica di Cristiana Minasi, dottore di ricerca
in Scienze Cognitive, con un lavoro dedicato al rapporto tra attore, spettatore, ambiente- nutre in
modo strutturale la poetica della compagnia.
Nel 2025 in vista dello spettacolo su “Asja Lacis” si inserisce la musicista e compositrice Irida Gjergji
la cui formazione tra Albania e Italia e il lavoro tra repertorio balcanico, musica contemporanea e
creazione scenica contribuiscono a integrare una dimensione sonora nuova e profondamente
connessa al processo creativo.
All’interno del percorso di Compagnia, la scrittura scenica assume una dimensione viva e condivisa. In
questo contesto si inserisce l’azione di Silvia Bragonzi, che in qualità di testimone del processo
creativo di vera e propria jam session recupera le improvvisazioni degli attori per ritradurle e
trasformarle in un testo drammaturgico.
INFORMAZIONI
Biglietti:
intero online: €14,50 + d.p.
intero botteghino: €15,00
ridotto botteghino (under 18 e over 65): €12,00
Biglietteria e bar interno, aperti un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Biglietti online su Ticketone.
Parcheggio gratuito e custodito fino ad esaurimento posti: ingresso da Via della Vasca Navale 70
Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Tel. 345 2978091
www.spaziorossellini.it
info@spaziorossellini.it
Sono previste riduzioni, promozioni e agevolazioni