CASTEL DI CARTA 2026, ANTONELLA PALMA CONQUISTA LA SEZIONE GIALLI EDITI

A cura di Ilaria Solazzo

È stata una serata all’insegna della letteratura, dell’incontro e della passione per la scrittura quella vissuta a Cava de’ Tirreni in occasione della seconda edizione del Premio Vincenzo Russo – Castel di Carta 2026, svoltosi nell’ambito della prima edizione del Cava Book Festival. Un appuntamento che, sullo sfondo dell’ampio chiostro del Convento di San Francesco e Sant’Antonio, ha riunito dal 4 al 6 settembre autori, editori e lettori, proponendosi come uno spazio significativo per la valorizzazione della letteratura italiana di oggi.

A distinguersi nella sezione Gialli Editi è stata l’autrice romana Antonella Palma, che ha conquistato il primo posto con “Le iniziali ricamate” (PAV Edizioni), imponendosi all’attenzione della giuria per il valore della sua opera.

Tra i protagonisti della serata anche Alberto Raffaelli, ideatore e promotore della community Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), presente in qualità di giurato del Premio. La sua partecipazione testimonia ancora una volta il ruolo sempre più centrale che Segnalazioni Letterarie riveste nella promozione della cultura, della lettura e degli autori, attraverso un operato che mette in relazione personalità e realtà provenienti da diverse parti d’Italia, parecchie delle quali ha potuto incontrare fisicamente proprio al Cava Book Festival.

La serata è stata impreziosita, oltre che dalla conduzione di Titta Masi, dalla presenza del presidente di giuria Maurizio Di Giovanni, che ha suggellato un evento distintosi, nel susseguirsi delle sue fasi, per qualità letteraria e partecipazione.

Il crime di Antonella Palma, “Le iniziali ricamate”, ha colpito per originalità e anche complessità di struttura (ben 534 le pagine), dimostrando una grande padronanza dei codici di un genere i cui schemi peraltro interpreta con originalità. Comprensibilmente entusiasta la reazione dell’autrice, affidata ai social, dove ha parlato di “grande emozione”.

In generale, non solo nel momento culminante di Castel di Carta, ma per tutti e 3 i giorni del Festival, nel chiostro cavese si è respirato un clima di serena condivisione e di incontro tra persone unite dalla stessa passione: quella per i libri e per le storie capaci di lasciare una traccia. Il tutto anche e soprattutto per merito dell’affiatatissimo staff capitanato dal bravo Alfonso Galdi, presidente dell’Associazione Nessuno e Centomila, che ha garantito un’impeccabile organizzazione.

Questa seconda edizione del Premio si è confermata dunque un appuntamento capace di dare visibilità alla produzione letteraria di oggi e di creare occasioni di confronto tra autori, giurati e pubblico.

E proprio la presenza di figure impegnate quotidianamente nella diffusione della cultura, come Alberto Raffaelli, rafforza la vocazione stessa di Castel di carta (come del Cava Book Festival in generale): costruire una rete capace di attraversare territori, generi letterari e sensibilità differenti, mantenendo al centro il valore della parola scritta. A Cava de’ Tirreni, ancora una volta, i libri sono stati protagonisti, con le loro magie.

(PH : ALBERTO RAFFELLI IDEATORE DI SEGNALAZIONI LETTERARIE)

Qual è stato il significato, per Lei, di partecipare come giurato alla seconda edizione del Premio Vincenzo Russo – Castel di Carta?

È stata un’esperienza di grande valore, perché un Premio letterario rappresenta innanzitutto un luogo di confronto. Essere chiamato a far parte della giuria significa assumersi una responsabilità: leggere, valutare e riconoscere il lavoro degli autori con attenzione, equilibrio e rispetto. Il Castel di Carta ha dimostrato di possedere una precisa identità culturale e una forte capacità di mettere in dialogo scrittori e lettori.

La vittoria di Antonella Palma è un risultato che ho accolto con particolare piacere. “Le iniziali ricamate” è un’opera che ha saputo distinguersi e conquistare l’attenzione della giuria grazie ad un’articolazione non banale. Al di là del riconoscimento, credo sia importante sottolineare il valore del percorso di ogni autore che decide di mettersi in gioco. Un’affermazione può rappresentare una tappa importante, ma è soprattutto uno stimolo a continuare a scrivere e a confrontarsi con il pubblico.

Quanto è importante oggi creare occasioni come il Cava Book Festival e sostenere iniziative che mettano la letteratura al centro?

È fondamentale. In un’epoca nella quale tutto corre velocemente, il libro continua a offrirci uno spazio di riflessione, di immaginazione e di conoscenza. Manifestazioni come quella di Cava de’ Tirreni permettono alla letteratura di uscire dalle pagine e diventare incontro, dialogo e comunità. È anche questa la missione di Segnalazioni Letterarie: creare collegamenti tra chi scrive, chi legge e chi lavora ogni giorno affinché la cultura possa raggiungere un pubblico sempre più ampio.

(PH : ALBERTO RAFFELLI IDEATORE DI SEGNALAZIONI LETTERARIE)

In una serata dedicata ai libri e alle storie, la presenza di Alberto Raffaelli assume un significato che va oltre il semplice ruolo di giurato. Il suo impegno testimonia una visione della cultura intesa come ponte, capace di unire autori, lettori, territori e sensibilità differenti.

E proprio in questa direzione si muove Segnalazioni Letterarie, realtà che nel tempo ha saputo costruire una rete culturale sempre più ampia, portando voci e talenti da ogni parte d’Italia sotto un’unica, grande insegna: quella della parola.

Perché la letteratura non conosce confini né campanili. Viaggia, attraversa le piazze e le città, entra nelle case e nelle coscienze. E quando trova persone capaci di ascoltarla, valorizzarla e farla circolare, diventa patrimonio collettivo.

È questo, in fondo, il valore del lavoro di Alberto Raffaelli: accendere una luce sugli autori e sulle loro storie, affinché nessuna voce meritevole rimanga nell’ombra. E Segnalazioni Letterarie, sempre più presente nel panorama culturale nazionale, continua a trasformare quella luce in una rete, facendo della cultura non soltanto un appuntamento, ma un viaggio condiviso attraverso l’Italia delle idee, dei libri e delle persone.

ph di Alberto Raffaelli Segnalazioni Letterarie

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