“Apprendiamo con sconcerto che il Teatro dell’Opera di Roma, anziché concentrare ogni risorsa nella propria nobile missione culturale, sarebbe stato utilizzato per coprire i costi di viaggio e ospitalità di giornalisti ‘selezionati’ al seguito del sindaco Gualtieri a Osaka, in occasione dell’Expo 2025. Un fatto grave, che getta ombre pesanti sull’uso di fondi pubblici e che rischia di trasformare una delle massime istituzioni culturali della Capitale in uno strumento di propaganda politica. Il Teatro dell’Opera non può e non deve diventare il bancomat delle passerelle di Gualtieri. Gli investimenti devono essere rivolti a rafforzare le già importanti finalità artistiche e culturali, non a finanziare trasferte. Non si può continuare a sperperare risorse in piccoli rivoli, trascurando la vera urgenza: sicurezza, modernizzazione, manutenzione.
E mentre il Campidoglio usa il Teatro per coprire costi impropri, a Roma Est, nell’area container di Ponte di Nona, i magazzinieri lavorano tra 350 container ammassati in un parco pubblico, senza servizi igienici decorosi né acqua potabile diretta. Questo è lo specchio di una città governata all’insegna delle disuguaglianze: privilegi per pochi, abbandono e degrado per chi ogni giorno lavora e vive nei quartieri.
Pretendiamo immediata chiarezza sugli atti di spesa, la pubblicazione di tutti i costi sostenuti e l’assunzione di responsabilità da parte dei vertici del Teatro dell’Opera e del sindaco Gualtieri. Roma merita trasparenza, rispetto e investimenti veri per i cittadini, non per la propaganda.”