Premiati dopo una lunghissima selezione i vincitori di E FU Cinema, la rassegna di corti, nata per ricordare gli inventori del primo apparecchio che unì il sonoro alle immagini, dando vita al cinema come oggi lo conosciamo. Le figure di Azeglio e Lamberto Pineschi, originari di Pomarance, delizioso contenitore di arte e cultura, ma anche di tanta campagna ancora incontaminata, sono state al centro della due giorni di iniziative a tema cinema, organizzata dalla compagnia culturale “Minimal” (fondata e sostenuta da Angela Ameli e Marco Gistri, due pomarancini entusiasti e instancabili, che contribuiscono con il loro impegno a fare di uno dei gioielli della geotermia un luogo speciale, dove la storia e l’arte sono protagoniste indiscusse di una ricerca continua del bello ).














Minimal, in collaborazione con il Comune di Pomarance, la Regione Toscana e con il supporto di numerose aziende ed Enti della Val di Cecina, quest’anno ha lanciato il concorso shorts film festival, a cui hanno partecipato registi, attori e sceneggiatori con ben 116 corti provenienti da tutto il mondo:Italia, Cina, Austria, Stati Uniti, Ucraina, Belgio, Argentina, Albania… che dopo una attenta preselezione, sono stati esaminati da una giuria presieduta da una giudice d’eccezione, Manuela Pineschi, discendente dai due famosi fratelli cineasti, nonché segretaria generale dell’Accademia del cinema italiano e premi David di Donatello.







Nel corso delle due giornate finali, in cui sono arrivati anche i vincitori dei corti più meritevoli, hanno partecipato all’evento anche due ospiti d’eccezione come Riccardo Scamarcio, che al Teatro dei coraggiosi- piccolo gioiello che vive tutto l’anno con un pubblico proveniente da tutta la Val di Cecina e spettacoli di grande livello- nel pomeriggio del 27, ha raccontato il suo percorso di attore e di uomo, concedendosi generosamente alle domande degli intervistatori.







E David Riondino, che invece il 28, con l’aiuto della banda del Comune, ha tenuto una interessante Lectio Magistralis all’Auditorium del Palazzo De Larderel, incantando il pubblico con storie, aneddoti e segreti basati sulla ricerca della parola abbinata alla musica.


La sera del 28 poi, nel gran finale, sono stati elencati i corti vincitori della rassegna: Miglior cortometraggio “Amelìa”, regia di Fabio Orefice e Rodolfo “ Belusci” Croce, che l’ha spuntata sugli altri due finalisti, “ Pinocchio Reborn”, regia di Matteo Cirillo e “ Le faremo sapere”, regia di Beppe Tufarolo. Miglior cortometraggio muto: “ Playing God” regia di Matteo Burani, giunto in finale con “ The Library” , regia di Gerardine Ottier e “1920, due cuori e una Chewing gum “ regia di Nunzia Mita-Paolo Ricci. Miglior cortometraggio under 35: Xiahoui And His Cows, regia della giovane cinese Xinying Lao, giunta in finale con “ Die Letzte Wette”, regia di Meike Wustenberg e “ Appuntamento a mezzogiorno”, regia di Antonio Passaro.
Il Premio per la miglior regia è andato ad “Amelìa” dei registi Fabio Orefice e Rodolfo “Belusci” Croce, arrivati in finale insieme a “ Figli dell’Arroganza” regia di Anteros Marra e “ Welcome” regia di Miguel Usandivaras, Martin Jalfen.
E’ stata la volta del miglior attore che ha visto il bergamasco Giorgio Marchesi, per il corto “ Le faremo sapere”, nella terna con Nando Paone per “ Il mare che muove le cose” e “ Martinez Maximiliano per “Welcome”.
Mentre il premio “ migliore attrice è andato a Katja Lechthaler, per il corto “ Nura”, nella terna insieme a Rosa Santeramo, interprete di Amelìa e Martina Carletti, interprete di “The Library”.
Due i premi per la migliore sceneggiatura a “ Le faremo sapere” ( Luca Ferrara, Beppe Tufarolo, Beppe Manzi) e a “Pinocchio Reborn” ( Simone Redaelli e Gabriele Redaelli). Mentre la miglior colonna sonora “ Unfair Game”, autore Steve Marchesan, ha vinto nella terna che comprendeva “Playing God” , autore Pier Danio Forni e “Albert” autore Portamento.
Applausi per tutti e soddisfazione del pubblico che ha poi visto tutti i corti arrivati in finale, di grande qualità e molto originali.
Degni davvero di un evento da ripetere.