Roma, 14 luglio 2026 –
Ridurre i divari territoriali, rafforzare la competitività del sistema
produttivo e sostenere la crescita delle micro imprese. Sono questi i temi al centro dell’incontropromosso dalla Confederazione AEPI, che ha presentato a Roma i risultati della ricerca “Laproduttività nel settore dei servizi. Struttura produttiva, dinamiche competitive e divari
territoriali”, realizzata dal Centro Studi ProduttivItalia guidato da Marco Travaglini. L’evento, ospitato presso Spazio Impresa nella sede nazionale della Confederazione, ha riunitoesponenti delle istituzioni, del Governo e delle principali forze politiche in un confronto dedicatoauno dei nodi più rilevanti per il futuro dell’economia italiana: la produttività del settore dei servizi, oggi determinante per la crescita del Paese ma ancora caratterizzata da profonde differenze
territoriali e settoriali. Al tavolo dei relatori sono intervenuti Alberto Bagnai, responsabile Economia della Lega, AntonioMisiani, responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture del Partito Democratico, RenatoLoiero, consigliere economico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Mino Dinoi, presidente della Confederazione AEPI. I lavori sono stati moderati da Mauro Antonini, responsabile AEPI per le attività produttive. La ricerca evidenzia come il comparto dei servizi rappresenti oggi una componente essenzialedell’economia nazionale, ma anche uno dei settori nei quali emergono con maggiore evidenzalecriticità strutturali che rallentano la crescita. Dall’analisi emerge infatti una forte polarizzazionetraiservizi ad alto valore aggiunto, in particolare quelli tecnologici e finanziari, e i servizi tradizionali
rivolti alle persone e alle imprese, che registrano livelli di produttività più contenuti e maggiori
difficoltà nell’adozione di processi innovativi. «Abbiamo affrontato un tema di grande importanza che troppo spesso rimane ai margini del
dibattito pubblico», ha spiegato Marco Travaglini, presidente del Centro Studi ProduttivItalia. «Idati mostrano come la produttività dei servizi rappresenti una delle principali sfide per la
competitività italiana e come sia necessario intervenire per ridurre le disuguaglianze territoriali erafforzare la capacità di crescita delle imprese».
Travaglini ha poi rivolto uno speciale ringraziamento per la pubblicazione a Giuliano Resce, professore associato di Economia presso l’Università del Molise, Giulio Pedrini, dottore di ricercainLaw and Economics e professore associato presso l’Università Kore di Enna, Gianluca Monturano, ricercatore in Economia Politica presso il Dipartimento di Scienza Economiche dell’Universitàdel
Salento
Nel corso del confronto è emersa una sostanziale convergenza sulla necessità di adottare politichecapaci di favorire investimenti, innovazione e crescita dimensionale delle imprese. MauroAntonini ha sottolineato l’importanza di intervenire sui divari di produttività tra Nord e Sud
attraverso il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, dei servizi e delle
opportunità di sviluppo locale. «Senza competitività territoriale non può esserci sviluppo duraturo», ha evidenziato Antonini. «Conquesta ricerca AEPI mette a disposizione delle istituzioni dati e proposte concrete per orientarelepolitiche pubbliche a sostegno delle imprese, del lavoro e della coesione sociale». Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle micro e piccole imprese, che costituisconol’ossatura del tessuto produttivo italiano. Antonio Misiani ha richiamato la necessità di aiutareleaziende a superare i limiti dimensionali che ne frenano la crescita, favorendo processi di
innovazione, digitalizzazione e adozione dell’intelligenza artificiale. Secondo il senatore del PartitoDemocratico, occorre inoltre ridurre i divari territoriali che continuano a incidere negativamentesulla produttività del sistema economico nazionale. Da una prospettiva più ampia, Alberto Bagnai ha ricostruito l’evoluzione della produttivitàitaliananegli ultimi decenni, evidenziando come il rallentamento della crescita non possa essere attribuitoesclusivamente alle piccole e medie imprese. L’analisi storica mostra infatti che fino alla finedel
secolo scorso la produttività italiana risultava sostanzialmente allineata a quella delle principali
economie europee, per poi registrare una progressiva frenata. Nel suo intervento, Renato Loiero ha invece richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali checaratterizzano molti comparti dei servizi, dove la crescita della produttività rimane limitata
nonostante l’aumento dei costi e delle retribuzioni. Una dinamica che incide direttamente sullacapacità competitiva dell’intero sistema economico e che richiede politiche di lungo periodoorientate all’innovazione e all’efficienza.
A conclusione dell’incontro, il presidente della Confederazione AEPI Mino Dinoi ha annunciatolavolontà dell’organizzazione di presentare alle istituzioni un pacchetto di cinque proposte asostegno delle micro imprese, che rappresentano circa il 95% del totale delle imprese italiane, paria oltre 4,314,961 milioni di attività economiche. «La produttività deve tornare al centro del confronto tra politica, istituzioni e mondo produttivo», hadichiarato Dinoi. «I risultati della ricerca indicano con chiarezza le sfide che il Paese è chiamatoadaffrontare. Per questo AEPI intende contribuire al dibattito con proposte concrete a favore dellemicro imprese, della competitività e della crescita dei territori». La ricerca presentata da AEPI rappresenta un contributo al dibattito sulle politiche di sviluppodel
Paese e offre una base di analisi utile per definire interventi mirati in vista delle prossime scelteeconomiche e di bilancio. L’obiettivo condiviso emerso dal confronto è costruire un percorsodi
crescita capace di ridurre i divari territoriali, aumentare la produttività e valorizzare il ruolodelleimprese come motore dello sviluppo economico e sociale dell’Italia