Presentazione del libro 

Quando finirà tutto questo? Trilogia grottesca

di Sławomir Mrożek
(Lamantica Edizioni, 2025)

Istituto Polacco di Roma (Via Vittoria Colonna, 1)

Giovedì 11 dicembre 2025

ore 18:00

incontro con i curatori del volume Lorenzo Gafforini e Lorenzo Pompeo e il

figlio del traduttore Giulio Pampilione

ore 19:00
Il macello

Prova letta del dramma di Sławomir Morożek

In collaborazine con PAV
Regia di Kamila Straszyńska

Con: Pietro Rebora, Elena Orsini, Ilaria Martinelli, Carlo Guglielminetti,

Carmine Barbato, Teodoro De Cristofaro
ingresso libero fono all’esaurimento posti

In occasione della pubblicazione della raccolta dei testi di Sławomir Mrożek Quando
finirà tutto questo? Trilogia grottesca (Lamantica Edizioni, 2025), giovedi 11
dicembre 2025 alle ore 18.00 presso l’Istituto Polacco di Roma si svolgerà la
serata dedicata al grande maestro della drammaturgia polacca, Sławomir Mrożek,
organizzata dall’Istituto Polacco di Roma in collaborazione con PAV che si articola in
due momenti: la presentazione del volume con la partecipazione dei curatori
Lorenzo Gafforini e Lorenzo Pompeo e del figlio del traduttore, Giulio Pampilione
e una prova letta di uno dei testi pubblicati nel volume, Il Macello, a cura della
regista polacca Kamila Straszyńska. Il progetto continuerà il prossimo anno con una
presetazione, sempre in forma di prova letta e diretto da Kamila Straszyńska, un altro
dramma che fa parte del libro, ovvero A piedi (data da stabilire).
Nel lontano 1995, Lucio Gambacorta, nella Nota biografica all’edizione Einaudi
del Teatro di Sławomir Mrożek scriveva: «Non si può dire che il Mrożek drammaturgo
sia sconosciuto in Italia: nel nostro paese, infatti, quasi tutte le pièces sono state
tradotte e messe in scena almeno una volta, da grandi o piccole compagnie». A
trent’anni di distanza si potrebbe affermare esattamente il contrario: oggi non si può
dire che Mrożek drammaturgo sia conosciuto dalle nostre parti. Da tempo le sue
pièces vengono rappresentate sempre più sporadicamente (ed è così anche in

Polonia). […] Già solo per questo motivo è utile riproporre oggi questi testi che
Giovanni Pampiglione aveva tradotto e proposto nel 1987 in Teatro polacco del
’900 (ovvero Il macello e Giorno d’estate) e, nel 1997, sulla rivista “Sipario” (n. 583 –
dove era uscita la sua versione di A piedi).
Ne Il macello Sławomir Mrożek affronta uno dei suoi temi ricorrenti: il conflitto
irrisolvibile tra l’arte e la vita. La necessità di speculazione intellettuale attraverso
l’espressione artistica sembra impossibile da conciliare con dei bassi stimoli del
corpo che vuole vivere e tramandare la vita a tutti costi. Ma è veramente così?
Mrożek crea una visione assurda, anti-utopistica in cui arte sublime della musica
classica si mescola con delle grida disperate degli animali al macello. Ed è proprio
attraverso quel forte contrasto che riesce a raccontare bene non solo il profondo
senso di fare arte, ma descrive spietatamente la vera condizione umana. Il testo
scritto nel 1970 stupisce con la sua attualità – le visioni crudeli che facevano parte di
un immaginario grottesco da mettere in scena in quanto assurdità, sono diventati la
parte della nostra realtà quotidiana. Insieme ad un gruppo dei giovani attori italiani,
appartenenti alla generazione ormai immersa in un mondo in cui bisogna ridefinire
tutto – Kamila Straszyńska, la regista polacca che lavora a Roma, guiderà il
pubblico in un viaggio tra le dimensioni visuali e sonore di questo capolavoro della
drammaturgia di novecento.
Sławomir Mrożek è nato il 29 giugno 1930 nel villaggio di Borzęcin nel distretto di
Brzesko. Drammaturgo, prosatore e vignettista, è uno dei più importanti scrittori
polacchi del XX secolo, tanto da essere considerato l’erede di Gombrowicz e
Witkiewicz. […] Nel 1957 pubblica L’elefante, raccolta di racconti satirici che diventa
un libro emblematico per il “disgelo” polacco, tanto da essere tradotto fin da subito in
diverse lingue. Negli anni successivi si dedica al teatro e scrive atti unici come In alto
mare, Strip-tease, La polizia e la farsa in due atti Il tacchino, ottenendo un successo
internazionale. In dissidio con il regime comunista, nel 1963 lascia la Polonia e si
stabilisce in Italia, a Chiavari, dove l’anno successivo pubblica Tango, da molti
considerato il suo capolavoro. Nel ’68 si trasferisce a Parigi, dove ottiene la
cittadinanza francese a seguito della sua protesta per l’intervento delle forze del
Patto di Varsavia in Cecoslovacchia. […] Continua a scrivere per il teatro numerose
opere rappresentate in tutto il mondo come Il macello, Emigranti, A piedi e Il ritratto.
Nel 1989 si trasferisce in Messico dopo aver sposato una cittadina messicana e nel
giugno del 1990 a Varsavia viene organizzato un Festival Internazionale a lui
dedicato. Tornerà in Polonia solo nel 1996. […] Trascorre la vecchiaia a Nizza dove
muore il 15 agosto del 2013.

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