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Nel Giorno della Memoria, Roma ricorda quelle vittime e rinnova un impegno che riguarda il nostro presente.
Oggi le voci dei testimoni diretti, sopravvissuti, sono sempre meno, e proprio per questo sono ancora più preziose: custodirle e trasmetterle è una responsabilità collettiva, soprattutto verso le giovani generazioni.

La Shoah non cominciò con le camere a gas, cominciò molto prima: con le parole d’odio, con le leggi discriminatorie, con l’indifferenza, con la progressiva negazione dei diritti. È una lezione che parla ancora oggi, a noi, mentre assistiamo a episodi terribili di violenza, intolleranza, razzismo e disumanizzazione dell’altro.

Ricordare significa vigilare. Significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare: dalla parte della dignità umana, della pace, della convivenza e del rispetto. Perché la memoria non sia solo passato, ma coscienza viva del nostro presente”.

Nella foto, i componenti del Sonderkommando impegnati nel loro “lavoro quotidiano”: trascinare i corpi appena estratti dalla camera a gas nelle fosse di incinerazione, mentre un fumo denso li avvolge.

Fonte: Museo di Stato di Auschwitz-Birkenau

Così in un messaggio sui social la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli.

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