Roma, 23 luglio 2026 – “L’approvazione definitiva delle nuove Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale rappresenta uno dei risultati politici più importanti di questa consiliatura. Dopo diciotto anni Roma torna a aggiornare le regole con cui governare le trasformazioni della città, dotandosi di uno strumento moderno, più equilibrato e capace di affrontare le sfide dei prossimi anni. –
dichiara Tommaso Amodeo, Presidente della Commissione VIII Urbanistica di Roma Capitale- L’impianto della riforma conferma una scelta precisa: orientare lo sviluppo verso la rigenerazione urbana, favorendo il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili e delle aree già urbanizzate, fermare il consumo di nuovo suolo e salvaguardare definitivamente il territorio agricolo. È un cambio di paradigma importante, che sposta definitivamente il baricentro dell’urbanistica dalla crescita per espansione alla trasformazione della città esistente.
Il lavoro svolto in questi mesi sulle controdeduzioni ha consentito, inoltre, di migliorare sensibilmente il testo votato in adozione. In particolare, le osservazioni degli enti di tutela hanno contribuito ad elaborare un impianto delle norme più equilibrato, in particolare sui temi del patrimonio urbano e storico. Il significativo contributo della Soprintendenza dello Stato ha riguardato il sito UNESCO, in particolar modo sotto il profilo della tutela della città.
Con riferimento alla Carta per la Qualità, – prosegue Amodeo– ritengo che la nuova formulazione dell’articolo 16, comma 3, rappresenti un punto di equilibrio efficace, con la previsione che le categorie di intervento sono quelle previste dalle norme di tessuto. Importante, poi, è aver mantenuto il parere vincolante della Sovrintendenza Capitolina, insieme all’Ufficio di PRG, sugli interventi di demolizione e ricostruzione.
Aver ripristinato, negli articoli 24 e 25, l’utilizzo dell’elaborato G2 come strumento per valutare l’interesse storico architettonico degli edifici al fine di ammettere gli interventi in città storica, nonché come guida per predisporre i progetti edilizi e per orientarli in senso conservativo e di valorizzazione, è un risultato importante e che rivendico, perché contribuirà a rafforzare le misure di tutela della città storica. – continua Amodeo– Credo che questo sia il valore più importante del provvedimento: aver saputo coniugare tutela e sviluppo. Roma aveva bisogno di norme più aggiornate e più efficaci, ma anche della capacità di ascoltare le osservazioni emerse durante il percorso amministrativo, migliorando il testo e rafforzandone l’equilibrio complessivo”, conclude Tommaso Amodeo.