A cura di Ilaria Solazzo
Roma si prepara a vivere tre giornate all’insegna del noir, del mistero e della narrativa crime. Dal 16 al 18 ottobre 2026 torna NeRoma Noir, giunto alla sua IX edizione, con un programma particolarmente ricco e una squadra di autori e ospiti che promette di trasformare la Capitale in un grande crocevia di storie, indagini, inquietudini e immaginazione.
Quarantatré protagonisti, in ordine di apparizione, animeranno un’edizione che conferma la crescita di una manifestazione ormai capace di ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama dedicato al noir e al crime. Un appuntamento nel quale la letteratura incontra la cronaca, la fantasia dialoga con la realtà e il pubblico ha l’opportunità di incontrare direttamente alcuni tra gli autori più interessanti del panorama contemporaneo.

A comporre il programma saranno Federico Ruffo, Ezio Gavazzeni, Simona Teodori, Paola Iannelli, François Morlupi, Chiara de Magistris, Simone Togneri, Enrico Giustacchini, Eliana Camaioni, Agnese Messina, Giorgio Lupo, Claudia Cocuzza, Filippo Venturi, Lorenzo Sartori, Alessandro Berselli, Livia Sambrotta, Chiara Cassanelli, Collettivo 91, Vinci Formica, Margherita Gobbi, Marco Scarlatti, Paolo Zagari, Paola Barbato, Alejandro Martin Perera, Iñaki Valdés, Fabio Mundadori, Simone Tempia, Cristina Biolcati, Flumeri & Giacometti, Livio Frittella, Mariano Sabatini, Alessandro Maurizi, Roberto Frazzetta, Marco Proietti Mancini, Ciro Sabatino, Armando Guarino, Gianluca Gualducci, Luca Occhi, Elisa Aloisi, Salvo Toscano, Carlo Lucarelli e Salvatore Basile.
Una formazione ampia e diversificata, nella quale convivono scrittori, giornalisti, autori affermati e voci differenti della narrativa contemporanea. Un mosaico che permette di raccontare il noir attraverso prospettive molteplici, senza rinchiuderlo nei confini di una sola definizione.
«NeRoma Noir nasce dalla volontà di creare un luogo nel quale le storie possano incontrarsi e incontrare il pubblico. Il noir non è soltanto mistero o adrenalina: è soprattutto uno strumento attraverso il quale osservare la realtà, le sue contraddizioni e le zone d’ombra dell’animo umano», sottolinea l’ideatore della manifestazione.

Ed è proprio questa concezione ampia del genere a caratterizzare il festival. Il noir contemporaneo, infatti, non si limita alla costruzione di enigmi e alla ricerca di un colpevole. Attraverso le sue trame può affrontare temi sociali, psicologici, storici e culturali, raccontando una società nella quale spesso la verità si nasconde dietro ciò che appare.
«Il nostro obiettivo è continuare a far crescere NeRoma Noir senza perdere l’identità che lo ha accompagnato fin dall’inizio: quella di un festival fatto di libri, autori, pubblico e soprattutto di incontri autentici. Ogni edizione aggiunge qualcosa alla storia della manifestazione», prosegue l’ideatore.
La scelta di Roma come scenario non è casuale. La Capitale possiede una dimensione narrativa straordinaria: monumentale e contemporanea, luminosa e misteriosa, ricca di luoghi nei quali il passato convive con il presente. Vicoli, piazze, palazzi, periferie e quartieri diventano quasi naturalmente scenografie possibili per una storia noir.
Roma è una città che cambia volto con il passare delle ore. Quando arriva la sera, le sue strade assumono atmosfere differenti e quella stessa città conosciuta durante il giorno può trasformarsi in un luogo sospeso, ideale per alimentare l’immaginazione.
«Roma è una città che racconta storie anche quando non parla. È una città stratificata, piena di memoria, contrasti e atmosfere. Per un festival noir è un luogo straordinariamente suggestivo, perché permette alla letteratura di dialogare con una città che possiede già una fortissima identità narrativa», osserva l’ideatore.
La IX edizione presenta inoltre una significativa apertura internazionale. La presenza di Alejandro Martin Perera e Iñaki Valdés amplia infatti il respiro della manifestazione, dimostrando come il noir sia un linguaggio capace di superare confini geografici e culturali.
Cambiano le città, le lingue, le tradizioni e i contesti sociali, ma alcune domande rimangono universali: che cosa significa cercare la verità? Quanto può essere fragile la giustizia? Quali conseguenze possono avere le nostre scelte? Dove si trova il confine tra ciò che sappiamo e ciò che crediamo di sapere?
Il pubblico potrà inoltre incontrare numerose personalità della narrativa italiana, appartenenti a generazioni e percorsi differenti. Tra i nomi più noti presenti nel programma figura Carlo Lucarelli, autore e divulgatore da anni legato alla narrativa noir e al racconto del crimine, la cui presenza si inserisce in un cartellone particolarmente articolato.
Accanto alle firme più conosciute trovano spazio numerosi altri autori, confermando la volontà di costruire un programma capace di rappresentare la varietà del panorama crime italiano.

«Una manifestazione cresce quando riesce a dare spazio a sensibilità diverse. Il pubblico deve poter scoprire autori che già conosce, ma anche incontrare nuove voci e lasciarsi sorprendere. È nella pluralità che un festival trova la propria ricchezza», afferma l’ideatore.
Il rapporto tra autore e lettore rappresenta, del resto, uno degli elementi centrali di qualsiasi festival letterario. Il libro nasce spesso in solitudine, attraverso un lungo percorso di scrittura, ricerca e revisione, ma raggiunge la sua dimensione più autentica quando incontra qualcuno disposto ad ascoltarne la storia.
Un festival permette proprio questo passaggio: dalla pagina all’incontro, dalla lettura individuale alla condivisione collettiva.
Il pubblico non incontra soltanto il titolo di un libro, ma la persona che lo ha scritto. Può ascoltare la genesi di una storia, comprendere quali domande abbiano guidato l’autore, conoscere il lavoro che si nasconde dietro una trama e scoprire magari un significato diverso da quello immaginato durante la lettura.
«Il rapporto con il pubblico è fondamentale. Un libro vive davvero quando trova qualcuno che lo legge, lo interpreta e lo porta dentro di sé. NeRoma Noir vuole essere anche questo: uno spazio nel quale la letteratura esce dalla pagina e diventa dialogo», spiega l’ideatore.
Il fascino del noir risiede anche nella sua capacità di trasformare il lettore in parte integrante della storia. Di fronte a un mistero, infatti, chi legge non rimane completamente passivo: osserva gli indizi, formula ipotesi, cerca connessioni, sospetta dei personaggi e prova ad arrivare alla soluzione prima dell’ultima pagina.
Ma il noir più significativo non si conclude necessariamente con la scoperta del colpevole. La soluzione di un caso può rappresentare soltanto l’inizio di una riflessione più ampia.
Dietro un delitto può esserci una storia familiare. Dietro un’indagine può emergere una ferita sociale. Dietro un mistero possono nascondersi solitudine, memoria, paura, desiderio di riscatto o bisogno di verità.
È anche per questo che il genere continua a conquistare lettori.
«Il noir ci permette di entrare nel buio, ma non necessariamente per rimanervi. Spesso raccontare una zona d’ombra significa provare a comprenderla. E la letteratura, quando riesce a farci porre delle domande, ha già compiuto una parte importante del proprio compito», dichiara l’ideatore.
La crescita di NeRoma Noir si accompagna dunque a una visione nella quale il festival non rappresenta soltanto un appuntamento per appassionati del genere, ma un’occasione culturale più ampia.
Il noir osserva la società, ne registra le trasformazioni e mette spesso il lettore davanti a questioni che non hanno risposte semplici. La suspense diventa così uno strumento narrativo attraverso il quale affrontare la complessità del presente.
La IX edizione sembra voler proseguire proprio lungo questa strada, proponendo tre giornate nelle quali le diverse anime del crime possano dialogare tra loro.
«Abbiamo lavorato per costruire un’edizione che fosse all’altezza della crescita che NeRoma Noir ha avuto nel tempo. La lista degli ospiti racconta da sola la dimensione raggiunta dal festival, ma il vero valore sarà ancora una volta quello che nascerà dall’incontro tra gli autori e il pubblico», sottolinea l’ideatore.
Dal 16 al 18 ottobre, dunque, Roma sarà protagonista di un lungo viaggio attraverso il lato più enigmatico della letteratura. Saranno tre giornate nelle quali mistero, investigazione, tensione narrativa e cultura si incontreranno attraverso le voci di decine di autori.
Una squadra numerosa, definita dagli organizzatori come «pazzesca», per un festival che continua a crescere e che si prepara a vivere una nuova tappa del proprio percorso.
«NeRoma Noir è un progetto che continua a camminare perché dietro ogni edizione ci sono persone che credono nella cultura, nei libri e nella forza dell’incontro. Il nostro desiderio è che chi arriva al festival possa portare via con sé non soltanto la memoria di una storia, ma anche una nuova curiosità, una domanda, magari un libro da leggere», conclude l’ideatore.
Sarà dunque un ottobre particolare per gli amanti del noir. Un ottobre nel quale Roma cambierà ancora una volta prospettiva e, per tre giorni, lascerà che siano le storie a condurre il pubblico attraverso misteri, passioni, indagini e segreti.
Perché il noir, in fondo, nasce proprio lì: nel punto esatto in cui la luce incontra l’ombra.
E quando una città come Roma decide di vestirsi di nero, anche le sue strade possono diventare pagine da leggere.
NeRoma Noir 2026 è pronto a tornare.
16–18 ottobre 2026.
Tre giorni. Decine di autori. Infinite storie.
E un’intera città pronta ad ascoltarle.