A cura di Ilaria Solazzo
Dal futuro al presente: Jacopone da Todi rivive tra gli studenti dell’Istituto Einaudi

Dalla narrazione alla rielaborazione: quando la letteratura incontra la creatività dei giovani

TODI – Non è stato un pesce d’aprile, ma un esperimento didattico capace di unire passato, presente e immaginazione futura. Il primo aprile 2026, la figura di Jacopone da Todi è tornata simbolicamente nella sua città, a distanza di oltre sette secoli dalla morte, per dialogare con gli studenti dell’Istituto Einaudi. Un incontro non in carne e ossa, ma attraverso le pagine del romanzo “Ci sarà una volta… Jacopone” (Ci sarà una volta… Jacopone, Bertoni editore) di Andrea Carbonari.
L’autore, originario di Todi e oggi docente in Germania, ha preso parte all’iniziativa, rimanendo colpito dalla profondità e dalla creatività con cui gli studenti hanno rielaborato il suo testo. Il progetto, avviato nel novembre 2025 grazie all’impegno dei docenti Daniela Patalini e Luca Montecchi, ha coinvolto circa ottanta ragazzi delle classi seconde (indirizzi AFM, CAT e TUR) dell’Istituto Einaudi di Todi, impegnati per mesi in un percorso di lettura, analisi e produzione multimediale.

Un laboratorio di idee tra storia e futuro
Per un’ora a settimana gli studenti si sono confrontati con la figura del frate francescano, esplorandone non solo la biografia storica ma anche le suggestioni fantascientifiche proposte dal romanzo. Il risultato è stato un articolato mosaico di lavori: presentazioni digitali, graphic novel, playlist musicali, video e rappresentazioni simboliche.

Tra i temi più discussi spicca il rapporto tra scienza e fede, analizzato dagli studenti della 2A CAT. La loro riflessione restituisce una visione equilibrata: la scienza come strumento per comprendere il mondo, la fede come chiave per attribuirgli significato. Un dialogo complesso, dunque, più che un conflitto.

Altri studenti, come Yousef e Gianmarco, hanno approfondito il concetto di fiducia nella fede, interpretandolo come un atto che implica accettazione dell’incertezza e apertura relazionale. Un pensiero che richiama, per profondità, le riflessioni del filosofo Norberto Bobbio sul mistero dell’esistenza.

Tra crioconservazione e crisi ambientale
Non sono mancati spunti legati alla contemporaneità e al futuro. Il tema della crioconservazione, evocato nel romanzo attraverso figure di “ibernati”, ha acceso il dibattito tra gli studenti: è davvero desiderabile prolungare la vita oltre i limiti naturali? E a quale prezzo umano ed esistenziale?

Accanto a queste riflessioni, emerge con forza il messaggio spirituale di Jacopone: il rifiuto delle illusioni materiali e la scelta radicale della povertà come via di autenticità. Un messaggio che alcuni studenti hanno interpretato come denuncia della società consumistica contemporanea.

Particolarmente suggestive le rappresentazioni di un Jacopone proiettato in un pianeta futuro devastato da catastrofi ambientali, simbolo delle paure legate al cambiamento climatico. Un’immagine potente, capace di collegare la spiritualità medievale alle urgenze del presente.

Creatività senza confini
L’approccio interdisciplinare ha favorito una straordinaria varietà espressiva. Alcuni gruppi hanno integrato musiche contemporanee, tra cui anche un brano di Caparezza, per attualizzare i contenuti del romanzo. Altri hanno realizzato video immaginando dialoghi tra il frate e i giovani di oggi, mentre aspiranti grafici hanno trasformato le pagine del libro in fumetti e graphic novel.
Il progetto si è concluso con una presentazione collettiva dei lavori, seguita da un vivace confronto con l’autore. Le domande degli studenti, profonde e articolate, hanno evidenziato un autentico coinvolgimento intellettuale ed emotivo.
La voce dell’autore
Lo stesso Andrea Carbonari, autore del felice romanzo che tanta presa ha fra i giovani ( prima dell’Einaudi, Jacopone era stato “invitato” alla Media Cocchi Jacopone in “visita” tra i ragazzi di una scuola media di Todi: intervista a una delle docenti che hanno collaborato al progetto – Corriere dello Spettacolo e al Liceo Jacopone da Todi, dove giornalisti in erba hanno realizzato un’intervista, apparsa poi in Jacopone da Todi: il frate che parla ai giovani – Sottob@nco , il giornalino del Liceo) ha avuto alla fine parole di plauso e apprezzamento per il lavoro degli studenti osservando che:
“Quando da una narrazione nasce un ipertesto fatto di linguaggi diversi e capace di generare nuove domande, significa che la scrittura ha raggiunto il suo scopo. Questo percorso mi conferma la fiducia nei giovani e nelle loro potenzialità.”
Un ponte tra epoche
L’iniziativa dell’Istituto Einaudi dimostra come la scuola possa diventare un laboratorio vivo di pensiero critico e creatività. Attraverso la figura di Jacopone da Todi gli studenti hanno esplorato temi universali – fede, scienza, follia, identità, intelligenze artificiali – trasformando la lettura in un’esperienza attiva e partecipata.
Un viaggio che, partendo dal Medioevo, arriva dritto al cuore delle sfide contemporanee, confermando che la letteratura, quando è viva, sa ancora parlare alle nuove generazioni.

Intervista ad Andrea Carbonari: Jacopone da Todi tra passato e futuro
In occasione del progetto didattico promosso dall’Istituto Einaudi, abbiamo incontrato Andrea Carbonari, autore del romanzo “Ci sarà una volta… Jacopone”, per approfondire il senso di questa esperienza educativa e creativa che ha coinvolto decine di studenti.
Professor Carbonari, da dove nasce l’idea di raccontare Jacopone da Todi in chiave futuristica e distopica?
L’idea nasce dal desiderio di rendere attuale una figura straordinaria come Jacopone, che spesso viene percepita come lontana nel tempo. Ho immaginato di proiettarlo nel futuro per far emergere quanto il suo pensiero sia ancora vivo e capace di interrogare il presente, soprattutto su temi come la spiritualità, il senso della vita e il rapporto con il progresso.
Si aspettava una risposta così articolata e creativa da parte degli studenti dell’Istituto Einaudi?
Devo dire che sono rimasto positivamente colpito. Gli studenti non si sono limitati a comprendere il testo, ma lo hanno trasformato, reinterpretato, arricchito con linguaggi diversi. Questo è il segno più bello: quando un’opera diventa punto di partenza per nuove idee, significa che ha davvero raggiunto il suo obiettivo.
Quali aspetti delle loro rielaborazioni l’hanno colpita maggiormente?
La varietà e la profondità. Ho visto riflessioni mature su temi complessi come il rapporto tra fede e scienza, la fiducia, la morte, il futuro dell’umanità. E poi la creatività: dalle graphic novel alle playlist musicali, fino ai video. È emersa una capacità di collegare il testo alla esperienza personale dei discenti, che raramente si vede a questi livelli.
Nel romanzo affronta anche temi come la crioconservazione e i limiti della tecnologia. Che tipo di riflessioni ha riscontrato nei ragazzi su questi argomenti?
Molto interessanti e tutt’altro che superficiali. Gli studenti si sono interrogati sul senso stesso del progresso: non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche umanamente desiderabile. Si sono chiesti cosa significhi vivere, appartenere a un tempo, avere relazioni. Sono domande fondamentali, che dimostrano una grande consapevolezza.
Il messaggio spirituale di Jacopone fondato sulla povertà e sul distacco dai beni materiali, è arrivato ai giovani?
Direi di sì e in modo sorprendente. Alcuni studenti hanno colto con grande lucidità la critica alla società consumistica e l’idea che ciò che conta davvero non sia ciò che possediamo, ma ciò che siamo. È un messaggio radicale, ma proprio per questo molto potente anche oggi.
Che ruolo può avere la letteratura nella formazione dei giovani, alla luce di questa esperienza?
Un ruolo fondamentale. La letteratura non è solo studio del passato, ma uno strumento per comprendere il presente e immaginare il futuro. Quando viene vissuta in modo attivo, come in questo progetto, diventa uno spazio di confronto, di crescita e di espressione personale.
Dopo questa esperienza è cambiato il suo modo di vedere il rapporto tra scrittura e lettori più giovani?
Avevo avuto già modo di presentare il testo in altre scuole di Todi e devo dire che i giovani hanno una straordinaria capacità di andare in profondità, se messi nelle condizioni giuste. Questa esperienza mi ha confermato che la scrittura può ancora essere un ponte autentico tra le persone, capace di toccare corde profonde.
Ha in programma altri progetti simili con le scuole?
Mi piacerebbe molto perché i risultati delle tre esperienze menzionate mi danno ragione, ma tanto dipende da docenti impegnati, che credono nel valore del testo e sono disposti a mettersi in gioco in un progetto a largo respiro, come nel caso della professoressa Patalini e del professor Montecchi. Credo fermamente nel dialogo tra autore e studenti. Portare la letteratura fuori dalle pagine e dentro le aule, trasformarla in esperienza viva, è qualcosa che arricchisce tutti: chi scrive, chi insegna e soprattutto chi apprende.
Un incontro, quello tra Andrea Carbonari e gli studenti dell’Istituto Einaudi, che dimostra come la letteratura possa ancora essere uno spazio fertile di dialogo, capace di attraversare i secoli e parlare alle nuove generazioni.
Foto
A conclusione di questa esperienza, ciò che emerge con forza non è soltanto il successo di un progetto didattico ben strutturato, ma qualcosa di più profondo e raro: la dimostrazione concreta che il dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità diverse è ancora possibile, e soprattutto fertile. La figura di Jacopone da Todi, così lontana nel tempo e apparentemente distante dall’orizzonte culturale dei giovani, si è rivelata invece sorprendentemente vicina, capace di suscitare domande autentiche, riflessioni complesse e persino inquietudini feconde.
Il percorso intrapreso dagli studenti dell’Istituto Einaudi ha mostrato come la scuola possa trasformarsi in un laboratorio di pensiero vivo, dove la conoscenza non viene semplicemente trasmessa, ma costruita, discussa e rielaborata. In questo senso, il passaggio “dalla narrazione alla rielaborazione” non è stato soltanto il titolo del progetto, ma il suo cuore pulsante: un processo dinamico in cui il testo diventa pretesto, punto di partenza per esplorare il mondo e sé stessi.
Particolarmente significativo è il modo in cui i ragazzi hanno saputo muoversi tra dimensioni diverse: dalla spiritualità medievale alle sfide tecnologiche del futuro, dalla riflessione filosofica alla creatività digitale. Non si sono limitati a comprendere, ma hanno interpretato, messo in discussione, attualizzato. Hanno dimostrato che la cultura non è un insieme statico di nozioni, ma un organismo vivo, che cresce e si trasforma attraverso il confronto.
In un’epoca spesso segnata da velocità, superficialità e frammentazione, questa esperienza rappresenta un segnale controcorrente. I giovani coinvolti hanno mostrato di possedere non solo competenze tecniche, ma anche una sorprendente capacità di introspezione e di pensiero critico. Le loro domande – talvolta più importanti delle risposte – testimoniano un bisogno autentico di senso, di orientamento, di comprensione.
Anche il contributo di Andrea Carbonari si inserisce in questa prospettiva: non come semplice autore, ma come mediatore culturale, capace di costruire ponti tra passato e futuro, tra parola scritta e vissuto personale. Il suo romanzo ha agito come catalizzatore, stimolando un processo creativo che ha superato i confini del libro stesso, per diventare esperienza condivisa.
In definitiva ciò che resta non è soltanto una serie di elaborati, ma un percorso di crescita collettiva; un’esperienza che ha lasciato tracce, aperto interrogativi, acceso curiosità. E forse è proprio questo il risultato più importante: aver dimostrato che la letteratura, quando incontra menti aperte e contesti stimolanti, può ancora essere uno strumento potente di trasformazione.
Così da un improbabile viaggio nel tempo di Jacopone da Todi, nasce una riflessione profondamente contemporanea: quella di una generazione che, pur immersa nella complessità del presente, non rinuncia a interrogarsi sul senso delle cose, cercando – tra parole, immagini e suoni – nuove strade per comprendere il mondo e il proprio posto al suo interno.