La nuova stagione artistica di Isabel Russinova si apre come un intenso viaggio nell’universo femminile, attraversando storia, spiritualità e memoria. Un percorso teatrale che accompagnerà il pubblico per tutto l’anno e che rende omaggio a donne straordinarie, capaci di trasformare il dolore in forza, la fede in coraggio e la fragilità in testimonianza.

L’attrice, da sempre interprete di personaggi femminili di grande spessore umano e culturale, porta in scena una vera e propria galleria di figure che hanno lasciato un segno nella storia. Dalla santa dei migranti Francesca Cabrini alla principessa Giovanna di Savoia, con la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi , diventata l’ultima zarina di Bulgaria dopo il matrimonio con lo Zar Boris, passando per le affascinanti sirene di James Joyce fino ad arrivare alla tragedia immortale de “Le Troiane” di Euripide.

Tra i progetti più significativi figura anche il docufilm dedicato a Eva Mameli Calvino, con la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi e Isabel Russinova, prima donna docente di botanica in Italia, brillante naturalista e madre dello scrittore Italo Calvino, simbolo di una femminilità capace di coniugare scienza, cultura e innovazione.

Un filo invisibile unisce tutte queste protagoniste: una profonda dimensione spirituale. Le donne interpretate da Isabel Russinova non sono semplicemente figure storiche o letterarie, ma anime che attraversano il tempo portando con sé valori universali come il sacrificio, la speranza, la resilienza e l’amore.

Tra gli spettacoli più intensi della stagione spicca “Le lacrime delle donne. La guerra è finita”, scritto e diretto da Manuel Giliberti e attualmente in tournée in Sicilia fino al 7 agosto. Lo spettacolo, prodotto dal Centro della Città – Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con Produzioni Verso Argo, prende ispirazione da “Le Troiane” di Euripide, trasformando un capolavoro del teatro classico in una potente riflessione sulle guerre contemporanee.

Isabel Russinova interpreta Ecuba, madre di Ettore e regina di Troia, simbolo universale del dolore materno.

“Ecuba piange il figlio perduto, la distruzione della sua città e il destino di schiavitù delle donne troiane. Il testo di Manuel Giliberti accompagna lo spettatore nell’orrore delle guerre di oggi attraverso lo sguardo delle donne, ricordandoci che, da sempre, sono loro a raccogliere le macerie lasciate dalla violenza.”

Lo spettacolo diventa così una riflessione sulla natura dell’essere umano e sul conflitto eterno tra bene e male. Una storia antica che parla con sorprendente attualità delle tragedie che ancora oggi colpiscono intere popolazioni, dove sono soprattutto le donne a custodire il dolore, la memoria e la speranza.

Madri che generano la vita, che piangono i propri figli, che li accompagnano nell’ultimo saluto e che conservano il ricordo come atto d’amore eterno. Un’immagine che richiama inevitabilmente le donne dei conflitti contemporanei, protagoniste silenziose di guerre che continuano a seminare distruzione.

Accanto a Isabel Russinova, il cast vede protagonisti Deborah Lentini nel ruolo di Elena, Cecilia Mati Guzzardi nei panni di Andromaca, Nicoletta Epifani come Cassandra, Claudia Bellia nel ruolo di Briseide e Gabriele Crisafulli, aiuto regista e narratore.

Tra gli appuntamenti più attesi figura anche “Francesca di Dio”, spettacolo scritto e interpretato dalla stessa Isabel Russinova, con la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi e prodotto dalla Fondazione Mira. L’opera racconta la straordinaria vita di Santa Francesca Cabrini, nata a Sant’Angelo Lodigiano nel 1850, penultima di undici figli, maestra elementare e fondatrice della Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù.

In scena il 30 luglio in Piazza Jacopo della Quercia, nell’ambito del Festival di Siena, lo spettacolo ripercorre la vicenda di una donna che fece della fede una missione concreta, dedicando la propria esistenza ai migranti e agli ultimi, fino a diventare la prima cittadina statunitense proclamata santa.

Con questa nuova stagione, Isabel Russinova conferma ancora una volta la sua capacità di trasformare il teatro in uno spazio di riflessione, memoria e impegno civile. Le sue protagoniste non appartengono soltanto al passato: parlano al presente, interrogano le coscienze e ricordano quanto il coraggio femminile continui a essere una delle forze più straordinarie della storia.

Gli spettacoli della santa Francesca cabrini ,della principessa Giovanna di Savoia ,Joyce e le sue sirene e il docufilm su evamameli Calvino sono prodotti dalla Fondazione Mira.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com