FERDINANDO
di ANNIBALE RUCCELLO
TEATRO MARCONI
Viale Guglielmo Marconi 698/E
DA VENERDI 28 A DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025
Regia – FELICE DELLA CORTE
Con
ROBERTO D’ALESSANDRO,
STEFANIA GRANIERO, MARIKA DE CHIARA, ANDREA GAROFOLI
Costumi – LUCIA MIRABILE, Tecnico luci e fonica – FLAVIO PERILLO
Grafica Mdesign Studio
Ferdinando è un classico del teatro italiano andato in scena per la prima volta il 28 febbraio
1986 presso il Teatro Verdi di San Severo. Il testo, in uno straordinario equilibrio tra ironia e
dramma, affronta temi come l’ipocrisia, la seduzione, la decadenza della nobiltà e la lotta per la
sopravvivenza e si svolge tra l’estate e l’autunno del 1861, all’indomani della caduta del Regno
delle Due Sicilie.
Nella villa decadente alle porte di Napoli appartenente alla baronessa Donna Clotilde, fa il suo
arrivo il giovane Ferdinando, di una bellezza candida, ambigua e conturbante. Il ragazzo riuscirà
a conquistare lentamente tutti i protagonisti di questa affascinante storia, intrecciando promiscue
relazioni e facendo così scoppiare contraddizioni e rancori sopiti.
L’autore Annibale Ruccello dichiara: «Ovviamente, non mi interessava minimamente realizzare
un dramma storico: accanto a questa lettura più palese e manifesta, prende corpo l’analisi e il
tentativo di messa in evidenza dei rapporti affettivi intercorrenti fra quattro persone in isolamento
coatto. Gli odi, i desideri, le bramosie sessuali, le vendette, le sopraffazioni, le tenerezze, gli
abbandoni, fra quattro personaggi, tutti perduti, dannati da una storia diversa per ognuno, ma
sempre inclemente e perfida».
Un testo potente e originale, tra dialetto napoletano e italiano, che si muove su più livelli tematici
e diversi registri di linguaggio. Un intrigante, seducente e divertente racconto, colmo di colpi di
scena che tiene fino alla fine con il fiato sospeso.
Venerdì e Sabato ore 21,00 – Domenica ore 17.30
Biglietti: Intero 20,00 – Ridotto 15,00
Info e Prenotazioni Biglietteria Teatro Marconi 06 594 3554 – info@teatromarconi.it
https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8070&layout=extern&idStruttura=15

Dal 28 al 30 novembre 2025 al Teatro Marconi di Roma va in scena “Ferdinando” un intramontabile testo
di Annibale Ruccello, che vede in scena magnifici attori come Roberto D’Alessandro, Stefania Graniero,
Marika De Chiara e Andrea Garofoli proprio nel ruolo del giovane e affascinante Ferdinando.
Il testo, in uno straordinario equilibrio tra ironia e dramma, affronta temi come l’ipocrisia, la seduzione,
la decadenza della nobiltà e la lotta per la sopravvivenza e si svolge tra l’estate e l’autunno del 1861,
all’indomani della caduta del Regno delle Due Sicilie.
A dirigere questo classico del teatro italiano, Felice Della Corte che abbiamo incontrato per approfondire
il suo lavoro su questa drammaturgia.
Cosa ti affascina del Testo di Annibale Ruccello ? Perché l’hai scelto?
Tutti i testi di Annibale Ruccello mi affascinano. Nonostante la giovane età, Ruccello era considerato una
promessa della drammaturgia napoletana, peccato che sia venuto a mancare presto in un tragico incidente
e che non abbia potuto consegnarci altro. Ma quello che ha scritto fino a quel momento è straordinario:
basta semplicemente approcciarsi alla prime pagine di qualsiasi testo di Ruccello per capire subito che era
una persona che sapeva scrivere veramente bene. “Ferdinando” è sicuramente una delle massime
espressioni di Ruccello, e come sempre mi affascinano le tematiche, il modo di affrontarle, la profondità,
l’assoluto realismo cinico trasformato in splendida metafora. Questo e molto altro sono gli aspetti che mi
ha convinto ad affrontare il testo, e sono sicuro che ne rimarranno affascinati anche gli spettatori che
verranno al Teatro Marconi ad assistere.
Sensualità, seduzione, passione, quali sono gli altri ingredienti di questo testo?
Tutto questo è presente e poi c’è un modo di approfondire temi e questioni che ti prende allo
stomaco in maniera precisa perché Ruccello indaga gli aspetti più profondi e retrivi dell’essere
umano, li porta fuori, li fa esplodere e li fa diventare splendida metafora.
Quali sono gli aspetti attuali di questo testo?
Come spesso accade nei testi che non hanno tempo e come tutti i capolavori, anche tutto quello
che c’è dentro “Ferdinando” fa parte del nostro quotidiano, delle nostre emozioni, delle nostre
sensazioni. È un testo scritto nel 1985 ma ambientato nel 1850: già negli anni ’80 “Ferdinando” era
pregno di una metafora che travalicava il tempo, era proprio quella l’intenzione e quindi questo
non ci riguarda soltanto oggi, ci riguarderà sempre, inevitabilmente.
Che tipo di taglio hai dato alla tua regia?
Ho dovuto snellire un po’il testo, per far si che non risultasse troppo lungo, ma sono rimasto
fedele a tutte le intenzioni dell’autore. La chiave di lettura si è sviluppata innanzitutto sulla scelta
interpretativa dei singoli attori e sul mettere in evidenza ciò che di più mi affascina del testo. La
scenografia che ha in sé qualcosa di onirico che trasporta la vicenda attraverso il tempo.
Un testo potente che per molti parti è in dialetto napoletano, come hai fatto in modo di renderlo
comprensibile a tutto il pubblico?
Il linguaggio napoletano è stato sicuramente addolcito. Qui ci si esprime secondo caratteri
rappresentativi del 1800 ma trasportati nel secolo successivo. Ho fatto in modo che tutto quello
che fosse comprensibile fosse trasmesso nella maniera più vera possibile. In alcuni casi abbiamo
un po’ italianizzato il testo, in altri abbiamo usato la vecchia tecnica, tanto cara a chi si esprime poi
in dialetto, della ripetizione: se un termine pensavamo non fosse immediatamente comprensibile,
con il piccolo trucco della ripetizione in italiano del termine, abbiamo fatto in modo che arrivasse a
tutti.
Chi è Ferdinando? Un diavolo travestito da angelo?
Sì, proprio come ognuno di noi: abbiamo due anime e Ferdinando le incarna, estremizzandole
ovviamente. Tutte le volte che è necessario fare una metafora bisogna estremizzare il concetto
perché arrivi più chiaramente. Il divolo e l’angelo che coesistono in noi, prendono corpo sulla
scena attraverso Ferdinando.
Qual è il messaggio di Ruccello?
Ruccello appartiene a quella categoria di artisti, come tanti pittori o poeti per esempio, che si
esprimono in una maniera così compiuta che il messaggio che vogliono lanciare diventa
inevitabilmente universale. Ruccello ha la capacità di farti immaginare quello che lui desidera
trasmetterti, e quel messaggio ti esplode dentro. “Ferdinando” indaga le debolezze dell’essere umano.