La famiglia Guggenheim ha legato indissolubilmente il proprio nome a quello di alcuni dei più
prestigiosi musei di Arte Moderna e Contemporanea al mondo. Di origini svizzere, emigrati in
povertà negli Stati Uniti, i numerosi figli del capofamiglia riuscirono a costruire una fortuna
immensa grazie allo sfruttamento di concessioni minerarie estremamente redditizie. Uno di loro,
Salomon, seppe unire la propria passione collezionistica di opere d’arte ad una intuizione
geniale: far costruire un avveniristico museo privato a New York, progettato da Frank Lloyd
Wright (uno dei più grandi architetti del Novecento). Era il 1959 e l’edificio sconvolse il mondo
intero per la sua forma a nastro bianco avvolto intorno ad un’immane tubo, dall’aspetto spaziale,
nel cui interno si sale una rampa a spirale che toglie il fiato. Le opere esposte, a partire da una
serie di capolavori di Kandinskij e Mondrian, non sono racchiuse in classiche stanze ma
vengono lette nel percorso affascinante, che fu molto criticato per l’eccessiva prevalenza del
contenitore architettonico.
Molti anni più tardi, la Fondazione Solomon R. Guggenheim tornò a stupire il mondo degli
appassionati d’arte con la progettazione di un secondo museo, per mano di Frank Gehry,
concretizzato e inaugurato nel 1997. L’Archistar raggiunse un apice di gradimento globale tale
da essere indicato come il genio del nuovo millennio. L’edificio, ha una ammaliante forma
geometrica che interseca l’idea di un fiore con quella di pesci degli oceani. Il titanio, impiegato
per tutta la superficie esterna, restituisce luce variabile a seconda delle ore del giorno. Il
capolavoro attira folle da tutto il mondo, spesso ignare delle opere contemporanee che
contiene. Si ripete, a distanza di secoli, il pellegrinaggio che riceveva San Pietro a Roma, con la
sua sconvolgente grandezza e l’imponente cupola michelangiolesca. Possiamo dirlo senza
timori: le nuove spettacolari cattedrali sono proprio gli arditi edifici museali!
La Fondazione, sempre su progetto di Gehry, sta completando il terzo museo ad Abu Dhabi, che
sicuramente sarà una futura meta di appassionata e laica devozione.
Anche l’Italia, per fortuna, possiede un Museo Guggenheim. La nipote di Solomon, Peggy
(1898-1979), raccolse a piene mani la passione dello zio, iniziando una sua personale
collezione di opere contemporanee, con cui riempì Palazzo Venier a Venezia, sul Canal Grande.
Visse più di trent’anni in quel luogo magico, lasciando che un giorno alla settimana il pubblico
potesse visitarlo. Dopo la morte, Peggy fu seppellita nel giardino, secondo la sua volontà. La
Fondazione trasformò il palazzo in un museo, che è il secondo più visitato della città, dopo
Palazzo Ducale. I capolavori sono moltissimi, a partire dal Modernismo Americano, ai Futuristi
(alcuni lavori di Boccioni straordinari), ai Cubisti, ai Surrealisti, Espressionisti.
La mecenate americana dedicò una particolare attenzione alle avanguardie italiane, come
l’Informale e L’Astrattismo (Lucio Fontana, Emilio Vedova etc).
Il Guggenheim di Venezia è uno dei musei italiani di Arte Moderna più importanti, perché
raccoglie una selezione eccezionale di capolavori del Novecento provenienti dall’Europa e dagli
Stati Uniti.

Peggy Guggenheim Collection – Palazzo Venier dei leoni
Dorsoduro 701 – Venezia

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