Si è conclusa ieri a Palazzo Valentini la prima edizione delle Giornate Professionali del Cortometraggio, promosse da APIC – Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio. Due giornate di confronto intenso, partecipate ben oltre le aspettative, che hanno confermato quanto il settore del cinema breve attendesse uno spazio come questo. Non festivaliero, non celebrativo — strutturalmente industriale.
GIOVEDÌ 25 GIUGNO — ANATOMIA DI UN SETTORE
Ad aprire i lavori, i saluti del Presidente APIC Alessandro Costantini, di Alessandro Tartaglia Polcini, membro del Consiglio Direttivo APIC, e di Martina Borzillo, associata APIC con delega alle Giornate Professionali. A sottolineare fin dall’inizio il respiro internazionale dell’iniziativa, anche il collegamento con il partner ISFA – Iranian Short Film Association, tra le principali organizzazioni professionali dedicate al cinema breve in Medio Oriente. In collegamento dall’Iran sono intervenuti Amir Toodehroosta, Presidente di ISFA, il regista Saeid Shahparnia e Sogol Rezvani, Vicepresidente di ISFA, che hanno rivolto il loro saluto agli accreditati e a tutti gli speaker, dichiarandosi onorati di essere parte di quella che hanno definito una vera e propria rivoluzione culturale dedicata al cortometraggio, sottolineando l’importanza di costruire reti internazionali tra i professionisti del cinema breve.
La mattinata si è aperta con una domanda precisa: chi guarda i cortometraggi, come e con quali aspettative? Michele Casula (Ergo Research) e Alberto Pasquale hanno restituito una fotografia lucida del comparto, intrecciando analisi dei pubblici, modelli di finanziamento, nuovi formati e dinamiche dell’economia dell’attenzione. Ne è emersa una fotografia, per certi versi, impietosa: un settore vivace ma ancora fragile. Al centro del dibattito , il “paradosso del breve”: nell’epoca dell’esplosione dei contenuti brevi, il cortometraggio non è re. A raccontare questa fragilità anche un dato strutturale: il 98% delle società di produzione realizza un solo cortometraggio. Il confronto con la Francia ha infine restituito con chiarezza quanto spazio ci sia ancora per consolidare la filiera italiana.
Tra i momenti centrali della giornata, il confronto tra Maria Giuseppina Troccoli, Presidente della Fondazione Roma Lazio Film Commission, Valentina Merli, produttrice di Misia Films, e il Presidente APIC Alessandro Costantini, moderati da Alberto Pasquale. Un dibattito serrato sul passaggio da una logica di sostegno a una vera politica industriale del cortometraggio, capace di tenere insieme finanziamenti, territorialità, coproduzioni e accesso al mercato.
Nel pomeriggio, il dibattito si è concentrato sul tax credit e sugli incentivi fiscali, in uno dei confronti più intensi delle Giornate. Elena Giacone, Dirigente del Servizio III – Incentivi fiscali della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, ha fatto il punto sul quadro normativo delineato dal DM 22 aprile 2025, n. 141, soffermandosi sui principali temi applicativi, parlando del nuovo decreto e sul nodo della destinazione. Accanto a lei, l’avvocato Ciro Serio, dello Studio Legale AMG, ha approfondito il tema della semplificazione delle procedure e della necessità di rendere gli strumenti di sostegno sempre più accessibili, trasparenti ed efficaci. Moderato dal giornalista Alessio Zuccari, il panel ha dato vita a un confronto serrato, accompagnato da un’intensa partecipazione della sala.
A seguire, un confronto diretto tra Angelo Cagnazzo, Dirigente del Servizio II della Direzione Generale Cinema, il Presidente Costantini ed Elena Giacone: le istanze del settore di fronte a chi ha gli strumenti per rispondervi. Un incontro parteipato che ha prolungato il dibattito sul quadro normativo e sulle prospettive di finanziamento del settore.
A chiudere la prima giornata, l’incontro tra Valentina Merli, produttrice di Misia Films e prima produttrice italiana premiata con l’Oscar per il miglior cortometraggio live action con Two People Exchanging Saliva, e Martina Borzillo di Movi Production, moderato dalla giornalista Martina Barone, ha approfondito il percorso che conduce un cortometraggio dalla produzione indipendente ai festival e ai mercati internazionali. A partire dall’esperienza di Merli tra Italia e Francia, il dialogo ha affrontato il tema delle coproduzioni, della costruzione di una strategia internazionale e del ruolo della produzione nel trasformare un progetto in un’opera capace di circolare oltre i confini nazionali.
VENERDÌ 26 GIUGNO — DALLA PAGINA AL MERCATO
Ad aprire la seconda giornata, il confronto dedicato alla scrittura audiovisiva — tra i più partecipati e animati delle due giornate. Fabio Mancini (Rai Documentari), Alfonso Cometti (Capo Area Direzione Fiction Mediaset), Francesca Romana Massaro (Vicepresidente WGI – Writers Guild Italia) e il regista Jacopo Marchini, con la moderazione del critico cinematografico Giuseppe Borrone.
Sul tavolo, una questione che il settore tende a dare per scontata e non lo è: la scrittura breve come disciplina autonoma. Non il cinema in miniatura, ma un formato con una grammatica propria, in cui dominare la costruzione narrativa per scene singole è la vera competenza richiesta. È tornato il paradosso del cortometraggio — territorio infetto: facile nell’accesso, straordinariamente difficile nell’esecuzione. Sullo sfondo, la rivoluzione silenziosa dei formati — microdramma, serialità breve, piattaforme — che ha già ridisegnato i modi di approcciare la sceneggiatura, anche per chi lavora nel cinema breve.
Il pomeriggio ha spostato il dibattito su una questione sempre più decisiva per l’industria audiovisiva: il valore di un progetto non nasce soltanto dalla qualità dell’opera, ma anche dalla sua capacità di costruire un’identità, un posizionamento e un percorso. Simone D’Angelo, regista e Direttore Artistico di Corto Factory, insieme agli avvocati Alberto Gallotti e Ciro Serio dello Studio Legale AMG, moderati da Alessandro Tartaglia Polcini, hanno affrontato il rapporto tra branding, sviluppo e tutela dell’opera, mostrando come creatività, strategia e dimensione giuridica siano oggi parti inseparabili dello stesso processo.
La manifestazione si è conclusa con gli Speed Date, pensati come il naturale approdo del percorso avviato nelle due giornate. Dopo il confronto sulle politiche, sulla scrittura e sugli strumenti dell’industria, il dibattito ha lasciato spazio all’incontro diretto tra i professionisti del settore, in un format che ha registrato una partecipazione costante fino alla chiusura dei lavori.
Più che un convegno, le prime Giornate Professionali del Cortometraggio hanno avuto il valore di un momento fondativo. La dimostrazione che un settore frammentato può riconoscersi come comunità professionale, e che un arcipelago di esperienze può iniziare a darsi la forma di una filiera. Per due giorni, a Palazzo Valentini, il cortometraggio è stato discusso non come un formato minore, ma come un segmento dell’industria audiovisiva con esigenze, strumenti e prospettive proprie. Un inizio che lascia intravedere una possibilità concreta: quella di costruire, finalmente, uno spazio stabile di confronto per il cinema breve italiano.
Le Giornate Professionali del Cortometraggio sono promosse da APIC – Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio, con il patrocinio gratuito della Fondazione Roma Lazio Film Commission e la partnership di Campo Marzio e dell’Iranian Short Film Association (ISFA).
Sito ufficiale www.giornateprofessionalicortometraggio.it
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