a cura di Silvia Troiani

Il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Simone Quilici, succeduto lo scorso ottobre ad Alfonsina Russo, pensa subito ai romani, alla cultura, alla diversificazione e, in un certo senso, alla sperimentazione. Sì, perché il Parco del Colosseo va valorizzato ancor di più, unitamente ad altri percorsi archeologici della città, aprendo anche nuovi spazi di visita al Palatino, diversificando la fruizione dell’anfiteatro Flavio “per farlo tornare ad essere un luogo di incontro anche per i cittadini romani”, anche ipotizzando musica jazz e classica al suo interno. Simone Quilici, Architetto e paesaggista, già direttore del Parco dell’Appia Antica, analizza da sempre, per passione e competenza, anche i dati relativi alle visite, al potenziale e ai dettagli. E i numeri parlano chiaro, poiché nel 2024 i visitatori del Parco Archeologico del Colosseo sono stati quasi 15 milioni e l’accesso all’Anfiteatro Flavio non può, in ogni caso, superare le 32.000 visite al giorno, per motivi di sicurezza. Si pensi a circa 3.200 visite all’ora, come pieno regime e cosa comportino questi numeri. Certamente, l’obiettivo di creare un maggior flusso che coinvolga di più tutta l’area darebbe modo di gestire il flusso turistico ancora meglio, valorizzando l’area fino alla Domus Aurea, al Palatino e il Foro Romano latu sensu. Molte sono le potenzialità culturali, sempre compatibilmente con la natura stessa del luogo, quasi sacro non solo per i romani, un simbolo spesso proprio dell’Italia, come monumento riconosciuto e riconoscibile, un fascino e una luce propria, ubicato nel cuore della città eterna, il Colosseo resta tra le più amate meraviglie del mondo. E tra le 7 meraviglie, è l’unica in Europa, non dimentichiamolo! 

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