Il canto di una vita. Autobiografia di Daniele Cossellu
(Tenores Remunnu ‘E Locu di Bitti)
Un volume con tre CD allegati a cura di Sebastiano Pilosu
In uscita il 7 maggio per Squilibri
L’avventurosa vita di uno straordinario cantore che, da un paesino della Barbagia, arriva sui palcoscenici di tutto il mondo, tra l’ammirazione dei grandi del firmamento musicale, da Frank Zappa a Peter Gabriel, e prestigiose collaborazioni, da Ornette Coleman a Lester Bowie, da Claudio Baglioni a Massimo Ranieri
Varcata la soglia dei novant’anni, Daniele Cossellu,il più noto dei cantori a tenore di tutta la Sardegna, leader storico del gruppo Tenores Remunnu ‘e Locu di Bitti, ripercorre sul filo della memoria gli eventi della sua vita nel volume Il canto di una vita, che, a cura di Sebastiano Pilosu, è in uscita per Squilibri editore il 7 maggio 2026. Di pagina in pagina si leva così un racconto che sembra sconfinare nella leggenda, dall’infanzia in un paesino della Barbagia fino ai concerti in giro per il mondo, dal canto tra amici fino alla Real World di Peter Gabriel, tra l’ammirazione di artisti come Frank Zappa e le collaborazioni di grande prestigio, da Ornette Coleman a Lester Bowie, da Claudio Baglioni a Massimo Ranieri, e il tripudio di platee sempre più estese, da Parigi a New York, dall’Argentina all’Australia.
Nel ricostruire una storia comune a tutti i cantori, il racconto di Daniele diventa in realtà collettivo, offrendo così uno spaccato di straordinario interesse su un’intera cultura poetica e musicale e sui processi di trasformazione che ha investito il canto a tenore nella seconda metà del Novecento. Nella vivacità del suo eloquio, l’anziano cantore ci svela anche il segreto di una continuità tra passato e presente, radicata in un senso di appartenenza mai dismessa, anche sotto le luci della ribalta televisiva che pure ha a lungo frequentato grazie alle assidue partecipazioni alle trasmissioni di Fabio Fazio. Per chi lo pratica, il canto a tenore ha, infatti, senso solo come intima espressione di una comunità e Daniele e i suoi compagni, anche quando cantavano in contesti molto lontani, hanno continuato a riferirsi al loro campanile, come se ad ascoltarli fossero sempre i loro compaesani rimasti a Bitti.
Al libro, tramite QR Code, sono allegati due album “storici” del Tenores Remunnu ‘E Locu di Bitti, oltre a un terzo CD con alcuni frammenti in sardo delle lunghe conversazioni con all’origine del volume, Il canto di una vita. Autobiografia di Daniele Cossellu, che inaugura per Squilibri la collana “I suoni. Studi di musica e poesia orale in Sardegna”, realizzata d’intesa con l’ISRE-Istituto Superiore Regionale Etnografico e coordinata da Marco Lutzu.
Etnomusicologo e cantore a tenore a sua volta, già presidente dell’Associazione Tenores Sardegna e docente di Etnomusicologia del Conservatorio di Cagliari, Sebastiano Pilosu ha pubblicato numerosi volumi e diversi documentari sul canto a tenore in Sardegna.
DAL LIBRO
PETER GABRIEL
Peter Gabriel aveva avuto modo di ascoltare il canto a tenore e ne era rimasto affascinato. Ci fece chiamare per farci incidere un CD per la Real World Records ma noi avevamo un altro impegno, dovevamo cantare in un festival internazionale a Budapest, e rinunciammo all’invito. E’ stato Andrea Parodi, di passaggio a Bitti, a farmi ritornare sui miei passi: ““Ma lascia perdere Budapest, Daniele! Davvero non ti rendi conto dell’importanza di un invito da parte di Peter Gabriel? Di chi sia Peter Gabriel?”.
Peter Gabriel volle poi essere presente alle registrazioni dei nostri canti, malgrado in quegli stessi giorni la Real World registrava le musiche e i canti di oltre cento artisti e gruppi provenienti da tutte le parti del mondo. Entrati a far parte della Real World, fummo inseriti nel grande sistema di tournée in tutto il mondo tramite la loro agenzia, la Womad.
FRANK ZAPPA
Riccardo Giagni aveva fatto sentire un nostro disco a Frank Zappa che era rimasto colpito dai suoni del canto a tenore e chiese a Riccardo altre registrazioni dei nostri canti. Frank Zappa purtroppo morì dopo una breve malattia, nel 1993, ma nel libretto del CD “Intonos” sono riportate alcune sue note sui nostri canti: “Sono rimasto stupito da ciò che ho sentito. E grazie a Riccardo Giagni ora abbiamo un altro eccellente esempio delle capacità vocali sarde. E spero che questo album piaccia a tutti almeno quanto è piaciuto a me”.
ORNETTE COLEMAN
Ci siamo incontrati diverse volte nei festival jazz dei primi anni Novanta del secolo scorso in Sardegna e anche per Umbria Jazz. Anche Ornette non ci ha mai chiesto di adattare il nostro canto alle sue esigenze o alla sua musica, è stato sempre lui a adattare la sua musica al nostro canto. Si era trattato di uno scambio, di un confronto, un connubio che aveva posto il canto a tenore alla pari con tutte le altre musiche-
FABIO FAZIO
A “Quelli che il calcio” abbiamo poi partecipato per ben 22 volte, 19 in studio a Milano, due in collegamento dallo stadio Sant’Elia di Cagliari e una da Perugia durante un’importante trasferta del Cagliari in quella città, quando il Cagliari giocava in serie B. Il nostro compito era quello di cantare quando il Cagliari segnava o quando ci si collegava con la partita e il nostro canto sottolineava l’appartenenza della squadra a tutto il mondo isolano. Fazio ci aveva proposto di essere ospiti fissi della trasmissione tutte le domeniche, a prescindere dalle partite del Cagliari. Non avevamo accettato perché avevamo anche altri impegni con concerti e festival.
CLAUDIO BAGLIONI
In una di queste puntate abbiamo incontrato Claudio Baglioni, con il quale ci eravamo conosciuti in occasione di un concerto, qualche anno prima nelle Marche. A Fabio o a Claudio venne in mente di farci partecipare a una trasmissione-concerto di Baglioni come ospiti. Avevamo partecipato e ci era stato dato un largo spazio, tanto che avevamo proposto buona parte del nostro repertorio. Si era trattato di un vero pasticcio dal nostro punto di vista, questa sovrapposizione di canti non funzionava affatto, misure del testo e ritmi non erano conciliabili; il risultato non era certo gradevole, più uno scherzo che altro. Però per noi era stato importante perché la trasmissione aveva un’audience notevole e si trattava di comparire sulla televisione nazionale con Claudio Baglioni. Un compromesso che a nostro avviso si poteva accettare.