a cura di Alessandro Poggiani Agrpress
Verrà presentato mercoledì 5 agosto 2026 alle ore 21.15 presso la Biblioteca Comunale di Alba Adriatica (TE) “Domenico Pantone” a Villa Flajani – via Roma, 32 – nell’ambito nella rassegna “Reflex – Istantanee del pensiero contemporaneo” il libro di Giorgia Tribuiani Pezzi, uscito per i tipi del Saggiatore lo scorso 27 marzo. Nel corso dell’incontro – ad ingresso libero – l’autrice dialogherà con Fabio Bacà.
«Diciassette merli esecutori di un macabro gioco. Cinque giorni per trovare una soluzione. Un villaggio intero costretto a rivelare i suoi segreti per salvare la vita a uno dei suoi abitanti. Una favola nera sul sospetto, la paura e le fragilità umane»
«La gente di qui sta facendo del suo meglio, nonostante molte difficili circostanze». «Ma questo meglio è abbastanza buono?» (Lars von Trier, Dogville)
«Quando e da chi imparò a scrivere l’uomo dei pezzi? In che modo conquistò la fiducia dei merli? E i soldi? Dove prese tutti i soldi? Come sopravvisse nei sei giorni che la storia ci racconta? Molte sono le domande che restano irrisolte, in questa triste vicenda, e il racconto che vi accingete ad ascoltare non vuole assumersi il compito – né, tantomeno, l’intenzione – di venirne a capo: quello che invece si prefigge, rispetto alle narrazioni che certo avrete ascoltato, è di provare a comprendere le ragioni che portarono alla perdizione di Paese di G., di osservarne le paure così deprecabili eppure così umane, di non considerarlo (come sempre è stato fatto, prendendo a modello il villaggio di Salem) un posto abitato dal demonio e da uomini incapaci di amare.
Tutto, come sapete, ebbe inizio dall’uomo dei pezzi, ma avrebbe potuto cominciare in un milione di altri modi. Senza per esempio la montagna, l’inverno, la strada che portava dal cimitero al bosco, resa impraticabile dalla prima neve. Senza il rifugio tra le conifere, senza il paiolo lì sul fuoco e la minestra di farina abbrustolita da soffiare.
Senz l’uomo dei pezzi, perfino, lui nel suo giaciglio, con ancora indosso i calzoni di pezza infeltrita e le manopole indurite dalla resina e gli zoccoli consunti, gli zoccoli tutto l’inverno, specie adesso che i compagni erano scesi a valle, ben più a valle del Paese di G., e suo padre era morto e sua madre era morta e nessuno raccontava di folletti o cantava canzoni dei boschi: gira, gira, volta, viene anche la coda se viene la testa – La canzone dei merli, sì, proprio lei. Sterilizzando la roncola sul fuoco, l’uomo dei pezzi la cantava sincopandola con singhiozzi e lamenti (sto male, vi prego, sto male) che giungevano alle orecchie dei merli così come il puzzo dell’alcol cercava le narici. Poi tornava a sedersi, prendeva il nuovo pezzo dalla neve e lo infilava nel pacchetto.
Tutte cose che sapete, avendole sentite decine di volte. Ciò che qui conta, come si diceva, è capire come il dolore aspettasse soltanto di farsi concreto, nel Paese di G., e come in ognuno dei villani questa febbre latente sarebbe scoppiata anche senza quei pezzi e quel regolamento» (Giorgia Tribuiani, Pezzi, il Saggiatore, Milano 2026)
Regolamento: 1. Il gioco vuole individuare a chi gli apartiene il pezzo. 2. Tutte le persone che stanno dentro nel vilaggio devono perforza giocare. 3. Il pezzo va messo dove ogniuno lo possono vedere. 4. Se si rubba il pezzo e una penalita’. 5. Se si va via dal vilaggio e una penalita’. 6. Se il gioco viene detto a qualcuno che non e del vilaggio e una penalita’. 7. La risposta la si deve dare ai merli. 8. Se la risposta e giusta la persona dei pezzie liberata. 9. Se date 5 risposte sbagliate la persona dei pezzi e uccisa. 10. Una penalita’ viene contata come se si sbaglia una risposta» (Giorgia Tribuiani, Pezzi, il Saggiatore, Milano 2026)
«Pezzi è una favola nera, corale […]. Una storia sulla memoria come responsabilità collettiva, e la forza del romanzo sembra stare soprattutto nella costruzione della tensione, con elementi gotici, ossessivi, perturbanti, che lavorano per incastri e sovrapposizioni. E’ un libro che non cerca assolutamente di rassicurare, ma sicuramente fa riflettere. Un romanzo per chi ama la narrativa contemporanea italiana, cupa, psicologica, perturbante, con una forte componente simbolica» (Valentina Di Ludovico)
«Giunta ormai al suo quarto libro che ne ha segnato nel tempo un profilo coerente nella ricerca tematica e in una instancabile innovazione stilistica, Tribuiani propone in questi giorni un’intensa e avvincente favola nera: Pezzi. La struttura del racconto è da subito chiara: il villaggio di G. dovrà risolvere un macabro gioco a premi di cui non immaginava minimamente l’esistenza. Non ci sono alternative, il regolamento è chiaro: si perdono penalità se si sbaglia, se si rubano gli indizi, se si coinvolge qualcuno di esterno al villaggio. La posta in gioco è molto alta: la vita di un uomo a cui, ogni giorno, un piccolo pezzo del corpo viene amputato e consegnato agli abitanti per l’identificazione» (Gioacchino De Chirico, «PULP Magazine – Quotidiano dei Libri»)
«Il nuovo romanzo di Giorgia Tribuiani parte da un assunto sul quale letteratura e cinema si sono soffermati spesso: una piccola comunità che vive apparentemente in armonia, può essere facilmente sconvolta da un evento. Dapprima ci si stringe l’un l’altro nella ricerca di una soluzione, man mano che passa il tempo, la frustrazione fa affiorare rancori, ombre, follia, violenza. L’intento è dichiarato già dalla citazione in esergo tratta dal film Dogville di Lars von Trier […]: “La gente di qui sta facendo del suo meglio, nonostante molte difficili circostanze”. “Ma questo meglio è abbastanza buono?? È uno dei nodi più interessanti per osservare da vicino come funziona l’animo umano; la coralità aiuta ad analizzare personalità, storie e vite diverse. La differenza sta nel modo in cui lo si fa e Giorgia Tribuiani in Pezzi lo ha fatto benissimo. La scrittura accurata fa la differenza; la scelta delle parole, l’utilizzo dell’onomatopea; l’analisi precisa, minuziosa ma mai pedante, di gesti e sentimenti di tutti i protagonisti; la scelta di ambientare la storia in uno spazio e in un tempo indefiniti. Questo fa la differenza e per questo vi consiglio di leggerlo» (Libreria Risvolti)
«La cosa che mi ha colpito di più è che il vero protagonista del romanzo non è il mistero, ma il villaggio. Ogni nuovo ritrovamento incrina gli equilibri della comunità e mette a nudo paure, rancori, gelosie e piccoli egoismi che fino a quel momento erano rimasti più o meno nascosti. Tribuiani costruisce un vero e proprio esperimento sociale: cosa succede quando un gruppo di persone viene messo sotto pressione e costretto a trovare un colpevole? Mentre gli abitanti formulano ipotesi, sospettano gli uni degli altri e cercano disperatamente una risposta, anche il lettore finisce per fare lo stesso» (La lettrice controcorrente)
Nello sperduto villaggio di G., l’inverno sembra arrivar sempre troppo presto, portando con sé inquietanti rivelazioni. Tutto comincia una mattina, quando diciassette merli si posano sulle scale della chiesa con un pacchetto fra le zampe. Dentro ci sono le falangi di un indice umano ed il regolamento del “gioco dei pezzi”: tutti gli abitanti son costretti a partecipare; i merli consegneranno, giorno dopo giorno, piccole porzioni di un corpo e gli altri dovranno indovinare a chi appartiene. Nessuno potrà lasciare il paese, né parlare del gioco con l’esterno. Basteranno cinque errori perché il misterioso mutilato venga ucciso. Un meccanismo semplice e crudele che fa precipitare la comunità in un incubo.
Ognuno reagisce a modo suo, cercando di proteggere e di controllare ciò che può, e provando a comprendere quale sia la risposta all’enigma. Tutti, sotto l’occhio indagatore dei merli, a poco a poco riveleranno bassezze ed involontarie verità: c’è il Sindaco, che nel tentativo di essere una vera guida mostra tutta la sua debolezza; il Sarto, che cerca di tener segreta una relazione inconfessabile; e poi gli altri, ciascuno con desideri nascosti, rancori antichi e rimpianti silenziosi: ma nessuno che riesca a ricordare chi manca all’appello. Nel frattempo, nel buio del bosco, un uomo continua a cantare circondato da uccelli scuri, mentre sterilizza la sua roncola nel fuoco.
Con Pezzi Giorgia Tribuiani scrive una favola nera che richiama i roghi di Salem e le confessioni di Spoon River. Una storia corale sulla memoria come forma di responsabilità collettiva, che illumina le paure e le fragilità umane, ma anche la solidarietà che può nascere in una situazione di estremo terrore.
Giorgia Tribuiani, nata ad Alba Adriatica (TE), vive a Pescara. Dopo la laurea in Editoria e giornalismo ed un master in Marketing e comunicazione, ha collaborato con testate giornalistiche ed agenzie di stampa, e curato la comunicazione online per alcune multinazionali. Dirige assieme a Giulio Mozzi la Bottega di Narrazione, per la quale ha ideato e conduce il Laboratorio del Mistero. Scrittrice e docente di scrittura creativa, dai suoi corsi è nato il manuale Scrivere il perturbante (Dino Audino editore, Roma 2023). Ha pubblicato i romanzi Guasti (Voland, Roma 2018), Blu (Fazi, Roma 2021) e Padri (Fazi, 2021), oltre ai racconti lunghi Binari (hopefulmonster, Torino 2022 – collana “Pennisole”, diretta da Dario Voltolini) e Superstar (Tetra, Viterbo 2022). Nel 2025 è uscito Dissolvenza (Oligo, Mantova – collana “Ronzinante”, a cura di Marino Magliani).
Pezzi di Giorgia Tribuiani, pubblicato da il Saggiatore (Milano) nella collana “La cultura” – illustrazione per la copertina: Rocco Lombardi; progetto grafico: Francesca Zucchi; pp. 320, euro 19,00 -, disponibile in libreria dallo scorso 27 marzo, e già presentato a Pescara, Roma, L’Aquila, Verona, Padova, Ancona, Francavilla al mare (CH), Giulianova (TE) e San Marino, verrà presentato – ad ingresso libero – presso la Biblioteca Comunale di Alba Adriatica “Domenico Pantone” a Villa Flajani nell’ambito della rassegna “Reflex – Istantanee del pensiero contemporaneo” mercoledì 5 agosto 2026. Dopodiché proseguirà il suo tour a Torino (giovedì 17 settembre, Circolo dei lettori, presenta Dario Voltolini), Mondovì (CN), – venerdì 18 settembre, Libreria Coop – e Parma (domenica 27 settembre, Festival “Il rumore del lutto”).