Dal 25 al 30 agosto San Ginesio torna al centro della scena teatrale italiana
La settima edizione diretta da Leonardo Lidi nel segno delle “Illusioni”.
Il Premio “All’Arte dell’Attore” diventa Premio Remo Girone: Maria Paiato e Valerio
Binasco i vincitori 2026
Si è svolta oggi a Roma – presso la sala stampa della Camera dei Deputati – la conferenza
stampa di presentazione della settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30
agosto 2026 a San Ginesio (MC), alla presenza delle istituzioni, della direzione artistica e dei
protagonisti del nuovo corso del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” in cui sono stati
annunciai i due vincitori del premio: Maria Paiato e Valerio Binasco.

Sono intervenuti l’On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura alla
Camera dei Deputati; la Sen. Elena Leonardi, Senatrice della Repubblica Italiana; Silvia
Luconi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale delle Marche; Giuliano
Ciabocco, Sindaco del Comune di San Ginesio; Leonardo Lidi, Direttore artistico del
Ginesio Fest; Alessio Boni, Presidente della Giuria del Premio Remo Girone “All’Arte
dell’Attore”; Isabella Parrucci, ideatrice e coordinatrice del Ginesio Fest. La conferenza è
stata condotta da Alvin Crescini.
Un’edizione particolarmente significativa quella del 2026, che segna un nuovo capitolo nella
storia del festival: il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume infatti ufficialmente il
nome di Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, dedicato all’attore che ne fu ideatore e
che, con la sua presenza, il suo rigore e la sua idea profonda del mestiere scenico, ha
accompagnato il percorso del Ginesio Fest fin dalle origini.
I primi vincitori del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” sono Maria Paiato e Valerio
Binasco, due protagonisti assoluti del teatro italiano contemporaneo, scelti per inaugurare
questa nuova fase del riconoscimento.
Due percorsi artistici differenti ma accomunati da una medesima idea di teatro: la centralità
dello studio, della ricerca, della disciplina e della relazione con il pubblico. Maria Paiato,
interprete tra le più raffinate e profonde della scena italiana, ha costruito una carriera di oltre
quarant’anni attraversando repertori classici e contemporanei, lavorando con alcuni dei
maggiori registi italiani e distinguendosi per intensità, precisione e capacità di dare voce alla
complessità dell’animo umano.
Valerio Binasco, attore, regista e direttore artistico del Teatro Stabile di Torino – Teatro
Nazionale, ha sviluppato un percorso fondato sull’incontro tra interpretazione, regia e
formazione, diventando una delle figure più autorevoli del teatro italiano contemporaneo. Il
legame artistico tra i due premiati, che hanno condiviso anche esperienze sceniche insieme,
rende ancora più significativo questo doppio riconoscimento.
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La cerimonia di premiazione si terrà il 25 agosto, nella giornata inaugurale del Ginesio Fest, e
sarà presentata da Rebecca Liberati e Christian La Rosa.
IL PREMIO REMO GIRONE “ALL’ARTE DELL’ATTORE”: UNA NUOVA FASE NEL SEGNO
DELLA CONTINUITÀ
Il cambio di denominazione del premio rappresenta un gesto di riconoscenza verso una figura
che ha lasciato un’impronta profonda nella storia del festival.
A Remo Girone il Ginesio Fest deve infatti non soltanto la nascita del riconoscimento, ma
soprattutto una precisa idea dell’arte dell’attore: un mestiere fondato sulla responsabilità, sulla
conoscenza e sulla capacità di offrire al pubblico ogni sera una presenza autentica.
La nuova giuria del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” è presieduta da Alessio Boni e
composta da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco,
Francesca Merloni e Giampiero Solari.
IL GINESIO FEST 2026: “ILLUSIONI”, IL TEATRO COME POSSIBILITÀ COLLETTIVA
Diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi, il Ginesio Fest torna a San Ginesio
con un programma che intreccia grandi maestri della scena, nuove generazioni di artisti, prime
nazionali, residenze, laboratori e momenti di incontro.
Il tema scelto per la settima edizione è “Illusioni”, una parola plurale che diventa una
riflessione sul ruolo del teatro nel presente: la possibilità di immaginare ciò che ancora non
esiste, di creare comunità e di aprire nuovi spazi di pensiero.
Tra gli appuntamenti della settima edizione: Antonio Latella con Bubaro dei Bubari di Carolina
Balucani; Enzo Vetrano e Stefano Randisi con Totò e Vicé di Franco Scaldati; Alessandro
Bandini con Per sempre; Babilonia Teatri con Abracadabra con Francesco Scimeni; Giulia
Scotti con Quello che non c’è; Marco Coscucci e Gruppo Uror con Mine Ahah e Baraonda
(anteprima nazionale); Alessio Maria Romano con Island 3 – Utopia; Francesco Marilungo
con Cani Lunari; Davide Calvaresi con i suoi progetti dedicati al nuovo pubblico; Nicolò
Tomassini con Zero ZeroZeroSottozero (prima nazionale); fino a Illusio, lavoro del coreografo
Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino (prima nazionale), e a Il taccuino
di Trigorin di Tennessee Williams con la regia di Leonardo Lidi (prima nazionale).
UN FESTIVAL RADICATO NEL TERRITORIO E APERTO AL FUTURO
Dichiarazione dell’On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della
Camera: «La presenza delle istituzioni parlamentari al Ginesio Fest risponde a una precisa
visione strategica: lo spettacolo dal vivo e la cultura rappresentano strumenti fondamentali per
il rilancio dei territori, la coesione sociale e la valorizzazione del patrimonio nazionale. Progetti
come il Ginesio Fest dimostrano come sia possibile coniugare eccellenza artistica, formazione
e valorizzazione del paesaggio e delle comunità, soprattutto nelle aree colpite dal sisma del
- In questa direzione si inserisce il disegno di legge Italia a scena aperta, che aggiorna il
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Codice dei beni culturali e punta a integrare stabilmente lo spettacolo dal vivo con la tutela e la
fruizione del patrimonio culturale, attraverso una strategia nazionale fondata sulla
collaborazione tra pubblico e privato e su modelli di sostegno capaci di garantire continuità alle
manifestazioni culturali. L’esperienza dell’Aquila e dei territori del cratere dimostra che la
cultura è uno strumento decisivo per contrastare lo spopolamento, rafforzare le comunità e
accompagnare la ricostruzione. Anche per questo la legge di bilancio ha previsto uno
stanziamento di 5,5 milioni di euro l’anno destinati a questi obiettivi. Ringrazio il sindaco
Giuliano Ciabocco, Isabella Parrucci, Leonardo Lidi e tutta l’organizzazione del Ginesio Fest
per il rigore e la qualità con cui, anno dopo anno, portano avanti un progetto che rappresenta
oggi un modello di sviluppo culturale per i territori.»
«Il Ginesio Fest rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare uno
straordinario strumento di valorizzazione territoriale e di sviluppo per le aree interne – dichiara
Silvia Luconi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale delle Marche –. È
un festival capace di mettere in relazione patrimonio, comunità e contemporaneità,
trasformando un borgo in un luogo di incontro, di confronto e di produzione culturale di
altissimo livello. La qualità del progetto, la visione che lo sostiene e la sua capacità di
coinvolgere artisti, cittadini e pubblico contribuiscono a rafforzare il ruolo dei borghi come
luoghi vivi, dinamici e capaci di generare nuove opportunità. Per la Regione Marche il Ginesio
Fest è una realtà da sostenere e valorizzare, perché dimostra come la cultura possa essere un
autentico motore di crescita, coesione sociale e promozione del territorio.»
«Il Ginesio Fest rappresenta molto più di un appuntamento culturale: è il simbolo di una
comunità che ha scelto di ripartire dalla bellezza, dalla cultura e dalla capacità di fare rete. –
dichiara Giuliano Ciabocco, Sindaco di San Ginesio – Il percorso del Ginesio Fest nasce
dalla volontà di abbinare la ricostruzione e il rilancio del territorio con quello che abbiamo
definito il “piano della bellezza”: un’idea di sviluppo capace di valorizzare ciò che esiste,
superare le fragilità e individuare iniziative e partner in grado di costruire insieme un futuro
possibile. Noi crediamo che San Ginesio abbia potenzialità straordinarie ancora inespresse e
che queste possano emergere attraverso la collaborazione e la capacità di fare rete. Nel 2019,
quando San Ginesio è diventato Comune pilota della ricostruzione, è nata l’idea – grazie a
Isabella Parrucci – di creare un progetto dedicato alla valorizzazione del nostro Santo Patrono,
protettore degli attori: da lì ha preso forma il Ginesio Fest, un’intuizione che ha poi avuto
bisogno di essere strutturata e trasformata in un progetto concreto grazie al lavoro e alla
passione di tante persone. Oggi il Festival rappresenta molto più di una rassegna culturale: è
diventato un elemento identitario per San Ginesio, capace di mettere in relazione artisti,
istituzioni e comunità. In questi anni abbiamo vissuto momenti straordinari, anche grazie
all’incontro con Remo Girone, che ha condiviso con noi non soltanto il palcoscenico, ma
soprattutto il valore dello stare insieme, della comunità e delle relazioni umane. Un momento
decisivo per il nostro territorio è arrivato nel 2021, con il riconoscimento dell’Organizzazione
Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite che ha indicato San Ginesio come miglior villaggio
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turistico del mondo, unico borgo italiano a rappresentare l’Italia. Da quel momento abbiamo
compreso ancora di più la necessità di costruire progettualità capaci di guardare oltre i confini
locali e regionali. Il Ginesio Fest è la punta di diamante di questo percorso, perché rappresenta
ciò che San Ginesio è e ciò che vuole diventare. La cosa più importante è vedere una
comunità che si è riappropriata dei propri spazi, con persone che oggi partecipano e si sentono
parte di un progetto condiviso. Questo significa far vivere un territorio: e farlo in un momento
così complesso ha un valore ancora più grande. Per questo il ringraziamento va a tutte le
persone che hanno creduto nel Festival e, in particolare, a Isabella, perché dietro risultati come
questo ci sono passione, impegno e la capacità di affrontare le difficoltà. È fondamentale che
venga riconosciuto non solo il lavoro delle persone, ma anche la qualità di ciò che viene
costruito: un modello fondato sulla collaborazione e sulla partecipazione che deve continuare a
crescere».
Dichiarazioni di Leonardo Lidi, Direttore Artistico del Ginesio Fest: «Ricordo un episodio
che racconta bene questo percorso. Quando sono arrivato al Ginesio Fest parlavo spesso
della necessità di avere un teatro che diventasse la nostra casa. Il giorno dopo un’intervista
una mia collaboratrice mi disse, con grande tristezza: “Sono triste perché non abbiamo un
teatro”. Mi colpì molto, perché dimostrava quanto i giovani abbiano voglia di costruire, se
vengono ascoltati. È una lezione che porto con me anche nella direzione artistica del Festival.
Il tema di quest’anno è quello delle Illusioni: una parola che parla di utopie, speranza e
desiderio di cambiare il mondo. Per questo ho scelto di aprire il Festival con Abracadabra, uno
spettacolo che racconta il lutto attraverso la magia. Mi è sembrata la metafora più giusta anche
per noi, che abbiamo perso una compagna di viaggio importante e abbiamo scelto di
attraversare quel dolore con il teatro, la partecipazione e la forza dell’immaginazione. Per me il
Ginesio Fest è questo: un luogo dove si costruiscono relazioni e futuro. Oggi è diventato un
punto di riferimento per tanti giovani artisti che arrivano qui per incontrarsi, confrontarsi e
crescere. Accanto ai grandi maestri vogliamo continuare a dare spazio alle nuove generazioni:
ogni anno cerchiamo di far debuttare decine di giovani interpreti, offrendo loro un pubblico
attento e un contesto capace di accogliere e sostenere il loro lavoro. Il teatro è una catena di
incontri tra maestri e allievi, tra generazioni diverse che costruiscono insieme un futuro
possibile. È per questo che sono profondamente grato al Ginesio Fest e a tutte le persone che
rendono possibile questo progetto.»
«Il valore di questa esperienza risiede nella capacità di unire memoria e futuro – dichiara la
Sen. Elena Leonardi –. Il Ginesio Fest è un festival che custodisce la tradizione teatrale e il
patrimonio culturale, ma che allo stesso tempo guarda con attenzione alle nuove generazioni,
ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni che attraversano il mondo dello spettacolo dal vivo. Un
progetto capace di creare dialogo tra artisti affermati e giovani talenti, tra storia e
contemporaneità, dimostrando come la cultura possa essere uno strumento concreto di
crescita per i territori e per le comunità che li abitano.»
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Dichiarazione di Alessio Boni, Presidente della Giuria del Premio Remo Girone all’Arte
dell’Attore: «Per la nostra generazione di attori sarebbe sufficiente guardare Padre padrone
dei fratelli Taviani per comprendere la lezione che Remo Girone ci ha lasciato. Per noi non era
soltanto un grande interprete, ma un maestro. La sua straordinaria qualità era la capacità di
scomparire dietro il personaggio: non vedevi mai l’attore al lavoro, vedevi soltanto la verità. Ed
è questo il senso più profondo del nostro mestiere. Ho accettato con convinzione la presidenza
della giuria del Ginesio Fest proprio perché raccogliere il testimone di Remo significa custodire
un’idea di teatro fondata sulla semplicità, sulla generosità e sulla ricerca della verità. Mi hanno
colpito Isabella, Leonardo e tutta la squadra del Festival. In loro ho ritrovato quello che Pasolini
chiamava il “fanciullino”: la capacità di continuare a credere nelle cose apparentemente
impossibili. Organizzare un festival in un piccolo borgo è un atto di coraggio e di autentica
visione. Il tema delle Illusioni è profondamente contemporaneo. Viviamo immersi nelle
immagini e nell’intelligenza artificiale, in un tempo in cui è sempre più difficile distinguere il vero
dal falso. Il teatro, invece, ci offre un’esperienza autentica: sappiamo che ciò che accade sul
palco è finzione, ma nulla è falso, perché la verità dei sentimenti può essere persino più
profonda della realtà. Quando ho conosciuto il Ginesio Fest ho studiato il suo percorso e ho
trovato un progetto costruito con qualità, ricerca e onestà. Non ho aderito soltanto perché mi è
stato chiesto: ho scelto di esserci perché ho riconosciuto un festival vero, e spero di essere
all’altezza della responsabilità che questo ruolo comporta.»
Chiude la conferenza stampa Isabella Parrucci, ideatrice e coordinatrice del Ginesio Fest:
«Il Ginesio Fest è oggi riconosciuto dal Ministero della Cultura come prima istanza triennale
del Fondo nazionale e rappresenta un’esperienza unica: è l’unico festival dell’entroterra
appenninico marchigiano inserito in questo percorso e, soprattutto, quello che ha ottenuto il
punteggio più alto tra tutti i progetti presentati, grazie alla qualità artistica, alla solidità
progettuale e alla capacità di visione. A questo si aggiunge un altro importante traguardo:
siamo beneficiari di un finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro nell’ambito del programma
Next Appennino, che consentirà di realizzare entro il 2028 il progetto TETA – Teatro e Tavola.
Ricordo sempre a Silvia che quando, nel 2023, abbiamo presentato questa idea non esisteva
ancora il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO né la valorizzazione
dei teatri storici. TETA nasce proprio dall’incontro di questi due patrimoni: il teatro e la tavola.
Sorgerà un grande spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche
insieme a una vera e propria dimora per artisti e attori. Quella che un tempo poteva sembrare
un’illusione oggi è diventata una realtà concreta, un progetto che illumina il futuro di San
Ginesio. La sfida più difficile resta convincere le persone che anche un piccolo borgo
dell’entroterra possa dare vita a un progetto culturale di questa portata. Si parla spesso di aree
interne e di borghi, ma non sempre si ha fiducia nella loro capacità di produrre cultura, sviluppo
e futuro. Eppure, quando si vive il Ginesio Fest, ci si rende conto che tutto questo è già una
realtà, un’esperienza che merita di essere conosciuta e sostenuta»
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Calendario spettacoli
25 AGOSTO
- Inaugurazione e Premio Remo Girone all’Arte dell’Attore
26 AGOSTO
Per sempre — di Alessandro Bandini
Abracadabra — Babilonia Teatri con in scena Francesco Scimeni
27 AGOSTO
Bubaro dei Bubari — testo di Carolina Balucani, regia di Antonio Latella
Quello che non c’è — di Giulia Scotti
Niente è come sembra passeggiata sonora di Davide Calvaresi
28 AGOSTO
Mine Ahah — di Marco Coscucci
Baraonda — Gruppo Uror (anteprima nazionale)
Zero ZeroZeroSottozero — di Nicolò Tomassini (prima nazionale).
29 AGOSTO
Totò e Vicé — di Franco Scaldati con Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Island — progetto di Alessio Maria Romano (restituzione residenza artistica)
30 AGOSTO
Cani Lunari — di Francesco Marilungo
Taccuino di Trigorin — di Tennessee Williams (prima nazionale). Regia Leonardo lidi e
con Tommaso Rocco Arquilla, Angelica Beccari, Giulia Boffa, Enrica Daniele, Marika Favilla,
Flavia Federici, Alessandro Glorioso, Andrea Guspini, Andrea Madaro, Michelangela Marinelli,
Giovanni Marra, Edda Marrone, Linda Morando, Pietro Nalesso, Giulio Nicotra, Dario Pensabene
Bellavia, Sabri Ayoube
Illusio — lavoro del coreografo Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino
(prima nazionale).
Lelo e la luna – spettacolo con marionetta a corpo di e con Adele Felici (spettacolo realizzato
nell’ambito del progetto Europeo SPARSE Plus, in collaborazione con AMAT)
Promosso e organizzato dal Comune di San Ginesio in collaborazione con l’Associazione Culturale GINESIO FEST.
Media partner dell’iniziativa è Rai Radio 3 e Il Resto del Carlino.
Il Festival gode del patrocinio e del sostegno della Struttura Commissariale della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e del MIC – Ministero della Cultura, insieme a Regione Marche, Camera di Commercio delle Marche,
Fondazione CARIMA, Provincia di Macerata, Unione Montana dei Monti Azzurri.
Completano il quadro delle collaborazioni i partner culturali: Marche Teatro, AMAT – Associazione Marchigiana
Attività Teatrali, Fondazione Marche Cultura, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di
Camerino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Università Politecnica delle Marche.
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Un particolare ringraziamento agli Sponsor che contribuiscono alla realizzazione del Festival: Neos Restauri, Le.Il,
Papa Nicola, Sardellini Costruzioni, Vita Brum, CPM Gestioni Termiche, Next Lab, Inveni, Eredi Paci, Eugeni
Pericle e Gruppo Fisiomed.