a cura di di Flavia Sara De Simone
Ci sono applausi che celebrano un’opera. E poi ce ne sono altri che sembrano voler
stringere forte qualcosa che rischia di essere dimenticato. Quello riservato a Fine Vita
Mai durante la terza edizione del Quartieri Spagnoli Film Festival appartiene alla
seconda categoria.
Il cortometraggio scritto e diretto da Francesco Cesareo ha conquistato il Premio Enzo
Cannavale in uno dei momenti più intensi e commoventi dell’intera manifestazione,
tenutasi presso la Fondazione FOQUS dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Una
premiazione che ha superato il semplice riconoscimento cinematografico,
trasformandosi in un’occasione di riflessione, dolore e memoria condivisa.
Prima della consegna del premio, il pubblico ha assistito alla proiezione del corto con
attenzione, grazie anche alla tensione emotiva crescente che ha accompagnato ogni
scena della storia distopica immaginata da Cesareo, sostenuta dall’interpretazioni dei
quattro protagonisti: Alessandro Orrei, Angelo Conforti, Salvatore Mennitti e
Francesco Piccirillo.
Fine Vita Mai racconta un futuro prossimo in cui l’intelligenza artificiale viene
utilizzata dal sistema giudiziario per ricostruire pensieri, emozioni e ricordi delle
vittime, non con l’obiettivo della vendetta, ma per verificare la possibilità di redenzione
del colpevole. Una storia che è, al contempo, profondamente umana e parla al presente
e alle troppe vite spezzate da una violenza nata dal nulla.
Il cortometraggio è infatti liberamente ispirato alle vicende di Santo Romano,
Francesco Pio Maimone e Giovanbattista Cutolo, tre giovani uccisi per futili motivi
a Napoli e dintorni. Sul palco, insieme al cast e al regista, sono salite anche Mena De
Mare, mamma di Santo Romano; Concetta Napoletano, mamma di Francesco Pio
Maimone e Simona Capone, fidanzata di Santo. Presenti anche il padre di
quest’ultima e le zie di Santo.
A presentare tutti è stato Salvatore Iodice, organizzatore dell’evento. Mentre a
consegnare il Premio Enzo Cannavale è stato Andrea Cannavale, figlio del grande
attore napoletano, che ha espresso parole di grande stima per il progetto; non solo per
il nobile significato sociale del cortometraggio, ma anche per la qualità registica e
attoriale dell’opera.
Dopo aver ricevuto il premio, Francesco Cesareo lo ha affidato tra le mani del figlio,
presente nel cortometraggio in alcune scene finali. Un gesto semplice ma potentissimo
quasi simbolico. Inoltre, ha abbracciato le due mamme delle vittime davanti ad un
pubblico già commosso. Poi ha preso parola: “Un genitore deve avere la certezza che
un figlio torni a casa la sera, non la speranza”.
Successivamente è intervenuto Alessandro Orrei, interprete di Francesco Pio Maimone,
con una riflessione intensa sul peso delle azioni e sulla responsabilità di chi si arroga il
potere di spezzare una vita, un potere che nessun essere umano dovrebbe mai credere
di avere.
Angelo Conforti, interprete di Santo Romano, ha invece parlato dei sogni interrotti
delle vittime, ringraziando anche la Cavese Calcio per aver messo a disposizione il
completino utilizzato e indossato da lui nel film Sono poi intervenute le madri, ricordando il desiderio di Santo di diventare portiere e
quello di Francesco Pio di lavorare come pizzaiolo. Sogni autentici, improvvisamente
spezzati.
Il momento più intenso è arrivato quando Concetta Napoletano si è voltata verso
Alessandro Orrei, chiedendogli un abbraccio. L’attore che ha interpretato suo figlio si
è avvicinato in silenzio. I due si sono stretti davanti a tutti in un abbraccio sincero e
carico di emozione. In sala, ormai, nessuno tratteneva più le lacrime.
Sono intervenuti anche Simona Capone; Francesco Piccirillo, che interpreta il
carnefice; e Salvatore Mennitti, interprete di Giovanbattista Cutolo, per onorare le
vittime.
Fine Vita Mai ha lasciato un segno e ricordato a tutti che dietro ogni notizia di
cronaca esistono figli, madri, padri, fidanzate, famiglie e futuri mai vissuti.