Ravenna Festival
Musei Byron e del Risorgimento
al 23 al 29 giugno | ore 22.00
Via Camillo Benso Cavour, 54, 48121 Ravenna
LA BAMBINA INGLESE
Dedicato ad Allegra Byron
Elegia drammatica per voce parlata e intonata, controtenore, sax, due tromboni e
percussioni
libretto, drammaturgia e regia di Elena Bucci
musica di Paolo Baioni
con
Elena Bucci attrice
Elmar Hauser controtenore
Jacopo Prospero sax
Riccardo Brancato trombone primo
Amedeo Zacchi trombone secondo
Lorenzo Mercuriali percussioni
costumi Manuela Monti
luci Marco Rabiti
commissione di Ravenna Festival
in collaborazione con Le belle bandiere
prima assoluta
Nell’ambito di Ravenna Festival, dal 23 al 29 giugno alle ore 22.00, il cortile dei Musei
Byron e del Risorgimento ospita la prima assoluta de La bambina inglese. Dedicato ad
Allegra Byron, nuova produzione commissionata dal festival e realizzata in collaborazione
con Le belle bandiere. Ideata, scritta e diretta da Elena Bucci, con musiche originali di
Paolo Baioni, l’opera ripercorre la breve e dolorosa esistenza di Allegra Byron, figlia di
Lord Byron e Claire Clairmont, trasformando una vicenda privata della storia romantica
europea in una riflessione universale sull’infanzia, l’abbandono e la responsabilità degli
adulti. Tra parola, canto e musica dal vivo, lo spettacolo restituisce voce a una figura
dimenticata, proprio nei luoghi ravennati che conservano la memoria del poeta inglese e
della sua stagione italiana.
Presentazione dal sito di Ravenna Festival
Come forse molti anni fa, l’antico cortile si anima della corsa e della risata di Allegra: la
bambina, piombata qui dall’Inghilterra, affidata spesso alle cure di Teresa Guiccioli,
spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie, cani, pavoni e altri bizzarri animali che
scorrazzano nel palazzo. La piccola è contesa tra il padre, Lord Byron che, seppur
eccentrico e irregolare, la vorrebbe cattolica e presto moglie, e la madre Claire,
abbandonata e schiava di un amore non ricambiato.
Elena Bucci, protagonista indiscussa della scena teatrale italiana, ne insegue le orme
leggere, in un intreccio di parole, canto e musica – quella di Baioni. Richiamando quei soli

cinque anni di vita durante i quali Allegra passa di mano in mano e di città in città, fino a
essere accolta all’educandato delle Clarisse di Bagnacavallo, dove muore: frammenti
preziosi di storia.
Sinossi
Come accadde molti anni fa, il cortile di Palazzo Guiccioli si anima della corsa e della
risata di Allegra, la bambina piombata qui dalla lontana Inghilterra per volontà del padre al
quale tanto assomiglia, Lord Byron. Spesso affidata alle cure di Teresa Guiccioli, che sotto
lo sguardo dell’anziano marito vive la sua potente storia d’amore con il poeta, la bimba
spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie freddolose, cani, pavoni e altri bizzarri animali
che scorrazzano liberi nel palazzo. Questa bimba molto bella e dal carattere originale, è
contesa tra il padre sempre in cerca di piacere e libertà che, nonostante la sua vita fuori
dalle regole la vorrebbe cattolica e al più presto moglie e la madre Claire che, inseguendo
il desiderio di uscire dai confini dei ruoli tradizionali, si trova abbandonata e schiava di un
amore non ricambiato. Claire si rifugia così presso la sorella Mary, moglie adorata del
sensibile e nobile Shelley che, dopo avere allevato Allegra nel suo primo anno, continua
ad amarla come un padre. La bambina inglese, nonostante il desiderio di avere accanto
papà e mammina, passa di mano in mano e di città in città per poi essere accolta
nell’educandato del Convento di San Giovanni Battista di Bagnacavallo, dove a soli cinque
anni morì. Si adatta a tutto con la prodigiosa vitalità dei bimbi, sempre più sola. Fa
pensare ad altri infanti in apparenza fortunati, circondati da giocattoli, agi, ricchezze, balie,
ma senza un abbraccio autentico e qualcuno che li ascolti. Che ne sarà di un mondo che
non si prende cura dei bambini e del mistero che custodiscono, quella visione di un luogo
prenatale che ancora traspare dal loro sguardo, come ci sussurra Shelley?
Allegra e il suo mondo saranno evocati nel cuore della notte, ora cara ai fantasmi, da chi la
conobbe e da chi ne ha inseguito le orme leggere, in un intreccio fra la musica originale di
Paolo Baioni, il canto, le parole, la luce.

Elena Bucci

Presentazione completa
A volte un passaggio in luoghi di grande suggestione come il Museo Byron risveglia ombre
e pensieri dormienti custoditi nella memoria e nell’immaginazione.
E’ sempre molto affascinante avventurarsi nella storia e decifrare, attraverso i documenti,
quello che non è scritto, ma si può immaginare senza tradirli. Allegra, figlia naturale di
George Byron e della giovanissima Claire Clairmont, sorella di quella Mary Shelley che
rivoluzionò la letteratura mondiale creando il personaggio di Frankestein, viene
riconosciuta dal poeta e tolta alla madre. Dopo un periodo trascorso in casa Shelley,
raggiunge il padre prima a Venezia, poi a Ravenna, dove Byron è ospite della contessa
Guiccioli, della quale è profondamente innamorato. Nell’Italia del primo Ottocento, tra
carbonari e nobildonne, Byron affida questa bambina intelligente e graziosa alle suore del
Convento di San Giovanni Battista di Bagnacavallo, dove morirà tragicamente nel 1822, a
soli cinque anni. immagino l’ombra di una bambina inglese trasportata all’improvviso in
Italia, vedo una creatura luminosa e misteriosa che ha attraversato come una breve
meteora la storia, divisa tra l’amore di un padre geniale e quello di una madre molto
particolare, molto emotiva, dal temperamento instabile ed esigente. Il romantico idillio si
trasforma presto in distacco.
‘Non ero innamorato, ma non potevo esattamente fare lo stoico con una donna che si era
arrabattata per ottocento miglia per sfilosofarmi.’ Scrive Byron ad Augusta.
‘Sapete che non posso parlavi quando vi vedo? Sono così goffa e ho voglia soltanto di
prendere uno sgabello e sedermi ai vostri piedi.’ Confidò Claire al suo amante.
La bambina che nasce ha però un fascino speciale e Byron vuole occuparsi della sua
educazione, desidera che cresca nei migliori conventi, intravede la speranza di costruire

con lei un rapporto di autentico amore che lo accompagni nel tempo, ma poi, travolto dalle
sue stesse passioni, la lascerà sola nella malattia e nella morte.
Scrive Shelley: ‘Balocco più leggiadro mai fece Natura, un essere serio, sottile, selvaggio
ma gentile, Grazioso senza disegni e improvvido, con occhi – oh non parlate dei suoi
occhi! Che sembrano specchi gemelli di cielo italiano.’
Il fascino di questa bimba scomparsa tanto presto viaggia attraverso il tempo e ci racconta
della fragilità dell’infanzia, mi spinge a riflettere su cosa significhi trasmettere amore,
cultura ed educazione alle future generazioni. Rifletto su quanto intelligenza e benessere
non sempre garantiscano felicità ed equilibrio in questo passaggio, nonostante le migliori
intenzioni.
Allo stesso tempo, questa bimba mi ha fatto ritrovare la grande passione verso il secolo
denominato ‘ottocento’, ricco di scoperte, innovazioni, rivoluzioni in tutti i campi, popolato
di figure originali e geniali alle quali dobbiamo molto di quello che siamo ora, nel bene e
nel male. Ho ritrovato tutte le suggestioni dello spettacolo che realizzai in passato proprio
su Lord Byron e Teresa Guiccioli e ho rintracciato nuovi materiali molto interessanti che mi
aiutano ad intercettare ‘l’ombra della bambina inglese’.
Pensando ad un testo che, intrecciato alla musica del compositore, diventi melologo, ho
avuto l’immagine di un racconto a più voci, quella di Byron, della madre di Allegra, Claire
Clairmont, di Teresa Guiccioli, intensamente amata da Byron, di una balia che si prende
cura della bambina nelle vicende di ogni giorno, di un cocchiere che la trasporta in viaggio
e infine, di Allegra stessa. Mi piacerebbe molto trasformarmi in ognuno di loro.
Queste suggestioni si sono evolute poi attraverso il confronto con la musica originale,
emozionante e sorprendente, di Paolo Baioni, gli spazi, i pensieri di tutti i collaboratori. Le
ombre attendono silenziose, ma non troppo, l’arrivo di chi voglia ascoltarle. A volte basta
ascoltare il mormorio dei tesori custoditi dal museo per trovarsi là, all’improvviso, in un
presente lontano, testimoni della storia e delle emozioni che in essa si nascondono, pronte
ad essere intercettate dalle arti, come un messaggio che arriva dal passato. E il museo
parla, con la sua lingua d’ombra, dritto al futuro.

Elena Bucci

Articolo Ravvena Festival Magazine
Allegra, la figlia di Byron di Anna de Lutiis ed Elena Bucci
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