«Con l’approvazione della delibera RC.2025.18889 per la costituzione della Fondazione “Mattatoio di Roma – Città delle Arti”, Roma Capitale ha perso una straordinaria occasione per riconoscere e valorizzare davvero la sua identità culturale. Mentre si approva un impianto rigido e autoreferenziale, chiuso nei salotti accademici, la maggioranza ha bocciato la nostra proposta di inserire all’interno della nuova Fondazione il progetto del Museo della Canzone Romana.
Un museo dedicato a Gabriella Ferri, Lando Fiorini, Franco Califano sostenuto dai loro familiari e a tutta la straordinaria tradizione musicale e popolare della Capitale, avrebbe portato nel cuore di Testaccio un contenuto autentico, intergenerazionale e profondamente identitario capace di attrarre anche turisti. E invece nulla: ci si affida a un’altra fondazione controllata dall’alto, che cancella l’anima popolare e respinge le realtà culturali più vere del territorio. Mentre si spendono milioni per fondazioni opache e progetti astratti, si rifiuta spazio e dignità a un progetto culturale vero. Un progetto che non chiede finanziamenti infiniti, ma solo uno spazio dove far vivere la romanità attraverso musica, memoria e partecipazione.
Il nostro ordine del giorno è stato respinto senza nemmeno il coraggio di affrontare il merito della proposta. Nessuno spazio, nemmeno simbolico, è stato concesso alla canzone romana: un patrimonio immateriale che ci rappresenta nel mondo, un linguaggio che unisce generazioni e quartieri, escluso dal racconto culturale della città. Una scelta grave, che svela la miopia e l’arroganza di chi governa oggi Roma.
Continueremo a portare avanti il progetto del Museo con ancora più determinazione. Perché la romanità non si rottama in Aula. E non si cancella con un voto. Si difende e Si rilancia” conclude Santori.