“Dopo quanto accaduto a Milano con il Leoncavallo, è doveroso aprire una riflessione seria anche a Roma sul tema delle occupazioni e dei centri sociali. Ho presentato un’interrogazione dettagliata su Forte Prenestino, il più grande centro sociale della Capitale, per chiarire come sia possibile che da decenni continui a operare in regime di occupazione, organizzando feste e concerti con incassi e promozioni sui social come fosse un locale pubblico, ma senza che vi sia la stessa attenzione riservata ad altri immobili occupati”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, capogruppo capitolino della Lega. “Il Campidoglio aveva presentato richiesta per acquisire l’area, di proprietà demaniale, a titolo gratuito: quel percorso non si è mai chiuso per via dei vincoli storici e artistici, eppure il Forte non risulta nell’elenco degli immobili da sgomberare predisposto dalla Prefettura nel 2022. Il sindaco Gualtieri e gli assessori competenti facciano chiarezza sullo stato dell’iter con Demanio e Ministero della Cultura per l’eventuale acquisizione, e sui motivi dell’esclusione dal Piano sgomberi. Ma non basta”, insiste il capogruppo leghista, “è necessario sapere se feste e eventi svolti nel forte occupato abbiano autorizzazioni, siano soggetti a verifiche fiscali e a controlli di sicurezza, se siano previsti canoni o le dovute indennità. Roma non può continuare a subire zone franche dove le regole non valgono, chiudendo gli occhi davanti a spazi occupati e in cui, oltretutto, si svolgono attività economiche e si trae profitto senza regole chiare: un insulto ai cittadini e agli operatori regolari cui si richiedono adempimenti stringenti”.