GLI ALLIEVI MARESCIALLI GIURANO ALLA PRESENZA

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Nella mattinata di oggi, presso la caserma intitolata al “Maresciallo Maggiore Medaglia d’Oro al
Valor Militare Felice Maritano”, sede della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, alla
presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è tenuta la solenne cerimonia del
giuramento degli Allievi Carabinieri frequentatori del 1° anno del corso triennale per Allievi
Marescialli, intitolato al Maresciallo Maggiore Oreste Leonardi, Medaglia d’Oro al Valor Civile
“alla memoria” e Medaglia d’Oro di Vittima del Terrorismo. Alla cerimonia erano presenti il
Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Corpo
d’Armata Luciano Portolano, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di
Corpo d’Armata Salvatore Luongo, oltre ai rappresentanti dell’Ordine Militare d’Italia,
dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali in Congedo, delle
Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’O.N.A.O.M.A.C. (Opera Nazionale Assistenza per
gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri) e delle Associazioni Professionali a Carattere
Sindacale tra Militari. I giovani Allievi Marescialli hanno declamato, di fronte alla Bandiera
d’Istituto, la formula del giuramento, ribadendo la fedeltà alla Repubblica e impegnandosi
solennemente all’osservanza della Costituzione e delle leggi, all’adempimento, con disciplina e
onore, dei doveri connessi al loro stato, alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere
Istituzioni.


Nel corso della cerimonia, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha rivolto un messaggio agli
Allievi Marescialli, sottolineando il valore della loro scelta e il significato istituzionale della
giornata: «Care allieve e cari allievi, la presenza del Presidente della Repubblica rappresenta un
segno di attenzione e vicinanza che sentiamo forte e autentico e conferisce a questa cerimonia un

valore ancora più alto e prezioso. Ma soprattutto, questa cerimonia resterà impressa nella vostra
memoria: oggi avete giurato fedeltà alla Repubblica. La vostra è una scelta individuale, ma anche
collettiva, perché ognuno di voi diventa un tassello fondamentale della Repubblica, della sicurezza
delle nostre comunità e del futuro dei nostri figli. Noi siamo qui per onorare questa scelta e per
ricordarvi che non sarete mai soli nel portarne il peso e la responsabilità. Siete Carabinieri, della
famiglia dell’Arma, che a sua volta è parte della grande famiglia della Difesa. E se un giorno vi
sentirete in difficoltà, non chiudetevi in voi stessi. Ci saranno sempre altri Carabinieri pronti a
sostenervi, a condividere il vostro sacrificio e a restituirvi la forza che avrete donato al Paese».
Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano, nel suo intervento, ha
sottolineato il valore profondo del momento: «Il Giuramento prestato alla presenza del Signor
Presidente della Repubblica imprime a questo giorno un sigillo indelebile, che vi accompagnerà per
tutta la vita. Non si tratta di una semplice formula, ma di un’assunzione di responsabilità davanti
alla Nazione intera, che vi guiderà soprattutto nei momenti più difficili, quelli in cui fare il proprio
dovere significherà rischiare, sacrificarsi, servire — sul territorio nazionale come all’estero».
Al centro del discorso, un messaggio di leadership rivolto ai futuri Comandanti di Stazione: il
valore dei piccoli gruppi come motore reale di ogni organizzazione efficace. «I piccoli team sono il
luogo dove vengono prese le decisioni più rapide, dove nascono le intuizioni più originali, dove si
costruisce la fiducia più solida», ha affermato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, rovesciando
la convinzione comune che identifica la forza con le grandi strutture. Un’organizzazione efficace,
ha precisato, non vale la somma delle sue parti, ma la qualità dei legami che le tengono unite. Il
Generale Portolano ha poi tracciato il profilo del Sottufficiale ideale, richiamando l’equilibrio tra
autonomia e disciplina, tra iniziativa e obbedienza, tra umanità e rigore: «È proprio questo
equilibrio a rendere il Sottufficiale un modello di efficienza per l’intera struttura della Difesa.
Qualità preziose, che si fondano su una base di valori, tradizioni e competenze professionali tipiche
dell’essere militare». Con la consegna degli alamari, ha aggiunto, quegli elementi distintivi
«prendono finalmente forma. Dicono qualcosa di voi prima ancora che parliate: dicono che avete
scelto l’Arma, e con essa le Forze Armate. Dicono che avete accettato disciplina, gerarchia ed etica
— non come vincoli, ma come elementi fondanti della vostra identità». Il Capo di Stato Maggiore
della Difesa ha poi delineato un profilo ampio e articolato del Maresciallo dei Carabinieri: figura
capace di operare nel controllo del territorio e nelle investigazioni sulla criminalità organizzata e sul
terrorismo, nel contrasto ai reati ambientali e contro il patrimonio culturale, ma anche proiettata ben
oltre i confini nazionali — dal Nord Europa all’Africa subsahariana, dal Mediterraneo al Medio
Oriente. Un momento di raccoglimento e commozione ha segnato la parte conclusiva della
cerimonia. Il Generale Portolano ha voluto ricordare gli ultimi caduti in servizio: il Sottotenente
Marco Piffari, il Maresciallo Valerio Daprà e l’Appuntato Scelto Davide Bernardello, deceduti
nell’ottobre 2025 durante un’operazione di polizia. Un omaggio doveroso, che ha ricordato agli

allievi il peso reale della scelta compiuta e il valore di chi li ha preceduti. Il discorso si è chiuso con
parole destinate a restare impresse: «In silenzio, con i fatti, per tutta la vita». Una sintesi dell’etica
militare che trasforma il giuramento da formula solenne a impegno quotidiano e concreto verso la
collettività e le istituzioni della Repubblica.
Nel suo intervento, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata
Salvatore Luongo, ha evidenziato il ruolo centrale dei futuri Marescialli nell’ambito
dell’organizzazione territoriale dell’Arma: «Davanti a noi sono schierati i futuri comandanti di
Stazione Carabinieri, la spina dorsale dell’Istituzione e l’architrave del sistema di sicurezza
nazionale. Le nostre stazioni assicurano la vicinanza alle comunità in ogni lembo del territorio
nazionale. Non esiste altra organizzazione in cui i comandanti abbiano responsabilità così
complesse, tanto da costituire da quasi 212 anni i pilastri dell’ordine, della sicurezza pubblica e un
baluardo di rassicurazione sociale e legalità. In ogni contesto, i marescialli dell’Arma si sono
distinti per spirito di servizio e professionalità. Questi giovani rappresentano le migliori energie del
Paese, a cui verrà affidata la sicurezza della collettività». Si è trattato di un momento carico di
significato ed emotivamente coinvolgente, che ha suggellato una vera e propria scelta di vita, basata
non solo sui principi cardine della disciplina e dell’onore, ma anche — anzi soprattutto — sullo
spirito di sacrificio per il bene comune e per la difesa e la tutela delle nostre comunità. Con il loro
atto di giuramento, gli Allievi Marescialli del 15° Corso, come tutti i loro predecessori, hanno
rinnovato l’avvio del percorso formativo che li porterà a diventare Marescialli dei Carabinieri,
figura che incarna la presenza dello Stato a supporto dei cittadini, nei grandi centri metropolitani
come nei piccoli paesi, nella certezza che sapranno interpretare questo ruolo indossando gli Alamari
con responsabilità, impegno e orgoglio, quali fedeli testimoni dell’ultracentenaria storia dell’Arma.

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