CARABINIERI E MEMORIA

IL PROGETTO DELL’ARMA CHE GUARDA AL FUTURO

 
 
Da oltre due secoli è al servizio della Nazione. Per continuare a esserlo, la Benemerita si concentra
sugli esempi da offrire ai giovani che intraprendono il proprio cammino professionale nei suoi
ranghi, e non solo a loro.
L’imponente archivio storico istituzionale sarà completamente digitalizzato, offrendo l’accesso a
informazioni tanto sulle vicende attraversate dal Paese dall’Ottocento ai giorni nostri quanto sui
carabinieri di ogni tempo e luogo che hanno vissuto sulla pelle il suo difficile cammino verso l’unità
e la democrazia.


Ma c’è di più: musei e prodotti editoriali nutriranno la formazione morale delle reclute e
costituiranno un nuovo segmento di comunicazione con la collettività. Saranno percorsi tematici, su
episodi come la lotta alla mafia e al terrorismo, eroi e personaggi come il generale Dalla Chiesa, il
Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto di recente assurto al rango di venerabile nel suo processo di
canonizzazione, i Caduti di Nassiryah e delle guerre. Saranno sedi regionali, che illustreranno le
vicende dei militari dell’Arma nei rispettivi territori con aneddoti e curiosità. Accenderanno
l’attenzione del pubblico vere e proprie chicche, come un Museo Criminologico che esporrà i
reperti dei casi investigativi più affascinanti e il Museo dell’Arte Salvata già realizzato a Roma
nell’ex planetario attiguo a piazza della Repubblica, che mostra i reperti recuperati dal Comando
per la Tutela del Patrimonio Culturale ai loro proprietari, i cittadini italiani. A raccontare le varie
sedi provvederanno altrettanti libri, a metà fra il catalogo e il saggio storico. 

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Il progetto appena varato richiama un’epopea che muove dal 1814, quando l’allora Corpo de’
carabinieri reali veniva fondato e cresceva con l’Italia: la partecipazione alle guerre d’indipendenza
e ai conflitti mondiali, il mantenimento dell’ordine e della sicurezza di fronte a sfide come il

brigantaggio, l’anarchia, la criminalità organizzata e l’eversione. Prende vita a cent’anni esatti
dall’avvento del Museo Storico sito in piazza del Risorgimento a pochi passi dal Vaticano, istituito
con un Regio Decreto del 3 dicembre 1925 e di recente entrato nel Sistema museale nazionale.
Fortemente voluta dal Comandante Generale Salvatore Luongo, l’iniziativa ha il favore del ministro
della Difesa Guido Crosetto e richiederà il contributo del ministero della Cultura. Sarà seguita dalla
Direzione dei Beni Storici e Documentali dell’Arma con il supporto del Dipartimento Audit e
Innovazione. L’idea infatti è di creare plessi che adottino i più moderni ritrovati della tecnologia,
dalle piattaforme multimediali alla realtà immersiva. Un ponte fra passato e futuro che oggi vede
nascere la sua prima pietra.

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