Roma, 1 DICEMBRE 2025

VACCARI (IX) – DE ANGELIS (XV) – TOMASSETTI (XII) – VITTORI (VIII), le Presidenti delle Commissioni per le Pari Opportunità dei Municipi IX, XV, XII e VIII di Roma Capitale esprimono la loro profonda stanchezza e indignazione di fronte all’ennesimo ciclo di violenza, che quotidianamente si manifesta nelle nostre comunità, dalle forme più subdole a quelle più estreme.

Il recente e doloroso caso di femminicidio avvenuto a Città della Pieve (Perugia), dove un uomo ha ucciso la convivente per poi suicidarsi, porta il conto delle vittime a un numero inaccettabile, spezzando un’altra vita e lasciando una scia di dolore e domande.

Contemporaneamente, l’articolo che riporta il tema della “lista degli stupri al liceo e la scuola troppo muta”, evidenzia come la violenza di genere non sia solo una questione di cronaca nera, ma una malattia sistemica e culturale che attecchisce fin dalle aule scolastiche, spesso in un clima di omertà istituzionale che ci indigna profondamente.

“Siamo stanche di essere l’ultimo anello della catena, quello che raccoglie i cocci senza avere gli strumenti per costruire davvero una diga. I nostri sportelli e le nostre iniziative municipali sono un presidio fondamentale, ma non possiamo più tollerare che il nostro lavoro, e quello preziosissimo dei Centri Antiviolenza, non sia supportato da una visione governativa chiara, stabile e adeguatamente finanziata,” dichiarano congiuntamente le Presidenti.

Gravi le carenze e tante le richieste al Governo
Questo Governo ha l’obbligo di tradurre le dichiarazioni di principio in misure tangibili.

Fondi insufficienti: sebbene il Piano Strategico Nazionale contro la Violenza sia stato approvato, assistiamo a un’implementazione che procede a rilento, con Centri Antiviolenza e Case Rifugio cronicamente sotto-finanziati.

Il “Reddito di Libertà” e gli stanziamenti, pur presenti, sono insufficienti a coprire il fabbisogno reale e garantire l’autonomia economica, unica vera via d’uscita per le donne.

Manca la Prevenzione Strutturale: non basta inasprire le pene. Il Governo è in ritardo nell’attuazione di un piano di educazione affettiva e sessuale obbligatoria e di genere nelle scuole, come previsto dalla Convenzione di Istanbul.

La violenza si combatte disinnescando la cultura patriarcale, non solo punendone le estreme conseguenze.

Istituzioni Locali Lasciate Sole: le istituzioni locali come i Municipi, il primo punto di contatto con i cittadini, vengono spesso lasciate sole.

È ORA DI AGIRE CON URGENZA.
Chiediamo al Presidente del Consiglio e al Governo un immediato aumento e stabilizzazione dei fondi per i Centri Antiviolenza e per le misure di autonomia economica, e l’istituzione di una cabina di regia nazionale permanente che coinvolga direttamente le istituzioni locali per un monitoraggio e un intervento capillare sul territorio.

Non ci fermeremo. Non siamo solo stanche, siamo determinate a esigere il diritto di ogni donna e ragazza a vivere libera e al sicuro.

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