SBS Edizioni torna al Campania Libri Festival, dal 2 al 5 ottobre 2025 al Palazzo Reale di Napoli, con uno stand che interpreta “il segno dei quattro” come bussola di percorsi esperienziali. Sono previste attività interattive e momenti di co-scrittura. La presentazione collettiva è in calendario venerdì 3 ottobre alla Biblioteca Sala Napoletana (25/30 posti), dalle 16:00 alle 16:50. In questo contesto Alessandra Esposito incontra i lettori con Frammenti di frastuono e presenta in anteprima Frammenti di vita.

Nel passaggio da Frammenti di frastuono a Frammenti di vita, quali elementi di continuità restano nella voce e nella struttura e quali, invece, si trasformano per aprire un nuovo patto con il lettore?

In Frammenti di frastuono ho raccolto pensieri e riflessioni nate in momenti diversi della mia vita, frammenti appunto, che componevano un mosaico intimo e personale. Con Frammenti di vita ho scelto di mantenere quella stessa voce autentica, diretta e confidenziale, che non si mette in cattedra ma si offre come compagna di viaggio. La continuità è quindi nell’approccio: raccontarmi per stimolare chi legge a raccontarsi.

La trasformazione riguarda invece la forma. Se nel primo libro i frammenti erano testi autonomi, nel secondo assumono la veste della lettera. È un cambio importante perché la lettera presuppone sempre un destinatario: apre un dialogo, anche immaginato, e rende ogni frammento non solo racconto di sé, ma atto di comunicazione, gesto d’incontro. In questo senso il “patto” con il lettore si rinnova: non più semplice spettatore, ma interlocutore silenzioso che può specchiarsi nelle parole.

Nella nuova opera la forma breve assume la veste della lettera: quali scelte di focalizzazione e ritmo ha adottato per far sì che ogni frammento non sia un’isola, ma una tappa di un percorso unitario?

Ho lavorato molto sul ritmo, immaginando le lettere come onde: ognuna con un proprio moto, ma tutte parte dello stesso mare. Ogni testo nasce da un frammento del primo libro e lo traduce in una voce nuova, che si rivolge a un tu preciso – un figlio, un compagno, un genitore, la vita stessa. Le lettere partono da storie vere, con mittenti e destinatari che le hanno condivise con me, ma si tramutano in storie e lettere universali.

Ho pensato le lettere come tappe di un percorso emotivo: dalla nascita alla perdita, dall’amore al tradimento, dal silenzio al mare. C’è un filo che unisce, anche se non è lineare, ed è proprio la vita con le sue oscillazioni. Il lettore, entrando in questo cammino, non trova isole sparse, ma una mappa possibile per riconoscere sé stesso nei passaggi più universali dell’esistenza.

Musica, citazioni e “parole-soglia” affiorano come segnali emotivi. In che modo questi rimandi dialogano con le attività interattive previste allo stand, favorendo un’esperienza di lettura condivisa?

Ho sempre creduto che la parola scritta non viva da sola: ha bisogno di eco. Per questo in Frammenti di vita ho inserito citazioni di cantautori e cantautrici italiane come incipit delle lettere, quasi come porte da attraversare. Sono parole-soglia, che creano risonanza emotiva e ci mettono subito in contatto con un vissuto comune.

Durante le attività interattive allo stand queste stesse suggestioni diventano spunti per scrivere, per dialogare, per condividere ricordi ed emozioni. La musica e le citazioni aiutano ad abbassare le difese, a entrare in sintonia con sé e con gli altri. Così la lettura non resta un atto solitario, ma si apre a un’esperienza corale, fatta di scambi, confronti e piccole rivelazioni personali.

Quale passaggio sceglierebbe per avviare un esercizio di scrittura a risposta con il pubblico, e che tipo di confronto si aspetta su temi così intimi?

Sceglierei un passaggio semplice ma universale: “Hai mai scritto una lettera che non hai mai inviato?”.
 È una domanda che apre immediatamente uno spazio intimo e personale, ma allo stesso tempo condivisibile da chiunque, perché ognuno di noi ha custodito parole non dette, emozioni sospese, ricordi che non hanno trovato destinatario.

Da questo spunto, mi aspetto un confronto sincero e profondo: non tanto la condivisione integrale delle proprie storie, quanto la possibilità di riconoscersi in un sentimento comune. Non serve raccontare tutto, ma è già molto accorgersi che quelle emozioni non appartengono solo a noi. Credo che in questi temi intimi la scrittura abbia il potere di trasformare la vulnerabilità in forza e di creare un legame autentico tra chi scrive e chi ascolta.

Alessandra Esposito è nata a Procida. Laureata in traduzione all’Università di Bologna, è docente universitaria di traduzione spagnola e lavora anche in un’accademia di alta formazione moda a Milano. Con SBS Edizioni ha esordito con Frammenti di frastuono.

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