A cura di Ilaria Solazzo

La cultura che unisce territori, autori e lettori è stata protagonista di una nuova e coinvolgente diretta di Segnalazioni Letterarie

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il format ideato e condotto da Alberto Raffaelli che continua a rappresentare un autorevole punto d’incontro per il panorama editoriale italiano.

Oggetto dell’appuntamento il Termini Book Festival 2026, la prestigiosa manifestazione letteraria in programma dal 4 al 6 settembre a Termini Imerese, giunta alla sua settima edizione e ormai riconosciuta come un evento culturale di notevole interesse a livello nazionale. Il Festival proporrà tre giornate dedicate ai libri, agli autori e alla valorizzazione della lettura, affiancati però anche da momenti di riflessione civile e sociale, a confermare una vocazione di incontro tra cultura e territorio.

Nel corso della diretta Raffaelli ha dialogato con il Direttore artistico Giorgio Lupo e due membre dello staff organizzativo come Claudia Cocuzza e Rosalba Costanza, dando vita a un confronto ricco di contenuti, riflessioni e anticipazioni sull’evento. Un’occasione preziosa per raccontare il lavoro che precede un grande Festival culturale e per trasmettere al pubblico l’entusiasmo di chi, con passione e competenza, contribuisce alla sua realizzazione.

Sono state ribadite le iniziative più rilevanti che animeranno il primo weekend settembrino. Proseguirà la collaborazione con Giallo Mondadori, e come ogni anno il vincitore del Festival con un racconto inedito giallo, thriller o noir verrà pubblicato nella prestigiosa collana: si tratta di una delle due sezioni del Premio “Cosimo Cristina” (in memoria del giornalista ucciso dalla mafia nel 1960), mentre l’altra sezione – con scadenza il 31 luglio – è dedicata ai romanzi, con in palio la pubblicazione per Algra Editore, dinamica realtà emergente siciliana.

Tanti poi gli ospiti prestigiosi: Davide Rondoni, presidente del Comitato Nazionale per l’ottavo Centenario Francescano, che presenterà la sua lettura del “Cantico delle Creature”; Eraldo Affinati, scrittore e fondatore della scuola d’italiano per stranieri Penny Wirton; Fernando Asaro, PM che dialogherà con Maristella Panepinto sul caso del piccolo Giuseppe Di Matteo a trent’anni dal tragico omicidio mafioso; e poi Nicoletta Verna, Gaetano Savatteri,
Simone Tempia, Salvo Toscano e tanti altri.

Altra iniziativa che dimostra un’apertura del TBF alle nuove tendenze e ai giovanissimi è una sezione sul Romance, con la presenza di 3 scrittrici di successo quali Charlotte Rose, Claire Dee e Marica Mantice: scopo di simili manifestazioni è infatti anche quello di coinvolgere adolescenti e giovani generazioni, e strumento per farlo può essere il richiamo a booktokers seguitissime (si tratta in gran parte di ragazze) su Instagram e TikTok.

Inoltre, in collaborazione col progetto BiblioComunità la manifestazione s’inaugurerà nella Casa circondariale di Termini Imerese, all’insegna di un’ottica perciò estremamente inclusiva; mentre Fabrizio Melfa, presidente dell’Associazione TBF, porterà la sua esperienza di medico con Cute Project, no profit nata nel 2012 per recare cure gratuite alle popolazioni dei Paesi africani.

Ancora una volta, Segnalazioni Letterarie si conferma una vetrina privilegiata per dare spazio ad eventi simili, vere sinergie culturali e anche sociali miranti a coinvolgere un pubblico non solo specialistico. Tra le mission della community amministrata da Raffaelli c’è infatti quella di raccontare non solo lo svolgimento degli eventi, ma di svelarne il dietro le quinte attraverso la voce dei loro protagonisti e fautori: in modo da dare a tali appuntamenti il giusto rilievo non solo tramite un resoconto cronachistico, bensì pure mediante la testimonianza di chi sostiene in prima persona sforzi organizzativi di simile portata.

INTERVISTA AD ALBERTO RAFFAELLI: IL TERMINI BOOK FESTIVAL, QUANDO LA CULTURA DIVENTA INCONTRO E FUTURO

Alberto, durante l’ultima diretta di Segnalazioni Letterarie avete acceso i riflettori sul Termini Book Festival 2026. Che impressione le ha lasciato questo confronto?

È stato un incontro autentico e ricco di entusiasmo. Parlare del TBF significa raccontare un progetto che mette al centro il valore della cultura, dei libri e delle persone. Ho percepito grande passione e una forte volontà di costruire qualcosa che lasci un segno nel territorio e nel cuore dei partecipanti.

Dal 4 al 6 settembre Termini Imerese diventerà una delle capitali del libro. Cosa rende speciale questo Festival?

La sua capacità di creare relazioni. Non è soltanto una manifestazione letteraria, ma un luogo in cui autori, editori, giornalisti e lettori – assieme ad altri nomi di richiamo della cosiddetta “società civile” – si incontrano senza barriere. Qui la cultura si vive, si condivide e diventa esperienza.

Durante la diretta ha dialogato con Giorgio Lupo, Claudia Cocuzza e Rosalba Costanza. Che valore hanno confronti come questi?

Sono fondamentali. Ogni ospite porta una sensibilità diversa, un punto di vista originale e una storia da raccontare, Sono maniere differenti, anche se alla fine tra loro complementari, di vedere la “macchina” dell’evento, che prima di giungere al “prodotto finale” richiede un’accurata preparazione: oggi con i social si riesce, volendo, a seguire ogni grande appuntamento anche nelle sue fasi di ideazione e progettazione.

Infatti nel 2026 organizzare un Festival letterario rappresenta anche una serie di sfide importanti. Qual è, secondo lei, la più grande?

Riuscire ad avvicinare sempre più persone alla lettura, ma anche più latamente alla riflessione. Viviamo in un’epoca caratterizzata da comunicazioni rapide e continue; invece il libro, e i dibattiti, invitano a fermarsi e ad approfondire. Un Festival deve saper dimostrare che leggere, come pure discutere su temi d’attualità, non sono abitudini del passato, ma necessità del presente.

Che ruolo possono avere realtà come Segnalazioni Letterarie nella promozione di eventi culturali?

Credo abbiano una responsabilità importante. Dare voce agli organizzatori, agli autori e ai protagonisti significa creare una rete culturale che supera i confini geografici. La comunicazione, quando è fatta con passione e competenza, diventa un prezioso strumento di valorizzazione.

Quale messaggio desidera rivolgere ai lettori che stanno pensando di partecipare al TBF?

Li invito a vivere questa esperienza con curiosità. Ogni libro racchiude una possibilità di crescita, e ogni incontro può trasformarsi in un’emozione destinata a rimanere nel tempo. Il TBF non è soltanto un appuntamento dedicato ai libri: è una festa della cultura, del dialogo e della bellezza del pensiero condiviso. E per di più in una location privilegiata, che fa parte di una terra bellissima dove, come scrisse Goethe nel “Viaggio in Italia”, sta “la chiave di tutto”: assioma che vale ancora oggi.

Se dovesse descrivere il TBF con una sola frase, quale sceglierebbe?

“Un luogo dove le pagine diventano ponti, le parole costruiscono comunità e la cultura dimostra di essere uno degli strumenti più potenti per unire le persone”. Ecco, mi pare che quest’affermazione possa esprimerne bene lo spirito.

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