“Sceglieremo presto i candidati sindaci per le prossime elezioni amministrative, in particolare su Roma contro l’uscente Roberto Gualtieri, mentre su Milano la scelta del candidato di centrodestra inciderà anche sulla scelta del centrosinistra”. Lo ha detto Maurizio Lupi ospite del nuovo appuntamento promosso dalla Fondazione Roma Europea che si è tenuto ieri sera presso il Circolo dei Magistrati della Corte dei Conti di Roma.
“La sfida che riguarda la città di Milano è se abbiamo bisogno solo di una persona preparata culturalmente con una visione riformista e aperta o di un sindaco capace di governare una città che guarda al futuro ma che vive delle contraddizioni enormi al suo interno. La politica dovrebbe avere la responsabilità di mettere in campo delle alternative valide. Il centrodestra, in questo momento, deve candidare dei politici e garantire una classe politica preparata e capace di amministrare”, ha aggiunto Lupi, presidente di Noi Moderati ed ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel corso del colloquio con il segretario generale della Fondazione Roma Europea Cesare San Mauro.
La politica, il rapporto con la società civile, la responsabilità delle istituzioni e la necessità di ricostruire un legame di fiducia con i cittadini sono alcuni dei temi al centro dell’incontro durante il quale Lupi ha ripercorso le principali tappe della propria esperienza amministrativa e parlamentare, dagli anni della crisi della Democrazia Cristiana e di Tangentopoli fino alle trasformazioni del sistema politico contemporaneo. Un percorso che gli ha consentito di affrontare questioni ancora attuali: il rapporto tra valori e capacità di governo, il ruolo della sussidiarietà, le nuove forme di disagio sociale, la sicurezza, la casa, la politica estera e le sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Secondo Lupi in Italia esiste un’area significativa di elettori che si riconoscono in posizioni moderate e centriste, ma che non sempre trovano un’offerta politica nella quale identificarsi. Ha quantificato quest’area in circa nove milioni di persone. Quindi l’astensionismo, nella sua interpretazione, non è riconducibile esclusivamente alla protesta o al rifiuto del sistema: riflette anche la delusione di cittadini che non riconoscono più nella proposta politica una risposta alle proprie aspettative.
“La democrazia deve essere decidente”, è il principio al centro del suo ragionamento. Per Lupi, le istituzioni devono dimostrare di saper scegliere, governare e offrire risultati concreti. La sfida per i moderati, secondo Lupi, “è recuperare credibilità attraverso una proposta politica riconoscibile, capace di rappresentare chi si sente deluso e di dimostrare che la partecipazione può ancora produrre cambiamenti concreti”.
Il filo conduttore dell’intervento torna così al tema della responsabilità. “La politica, nella sua visione, non può limitarsi a interpretare il malcontento o a inseguire il consenso immediato. Deve saper spiegare le scelte, anche quando comportano sacrifici, stabilire priorità e difendere l’interesse collettivo. Deve inoltre riconoscere il valore della cultura, delle comunità e della società civile, senza rinunciare al proprio compito di guida”.
A questo link il resoconto completo dell’incontro di Maurizio Lupi con il segretario generale della Fondazione Roma Europea Cesare San Mauro: https://www.romaeuropea.com/2026/10/22/maurizio-lupi-la-politica-deve-tornare-a-dare-risposte-e-a-costruire-il-bene-comune/